lunedì 14 maggio 2012

Quando si chiude una porta e neanche te ne accorgi


Sapevo che prima o poi sarebbe successo, ma non avrei mai pensato che sarebbe successo senza che io me ne accorgessi. Un sacco di volte ho pensato che sarebbe il caso di eliminare i rami secchi, di farmi coraggio e uscire dignitosamente di scena. Credo che sia passato più di un anno, o quanto meno sei mesi in cui mi ero ripromesso di riprendere e invece niente. Vuoi per un motivo, vuoi per un altro, vuoi perché ho rivoluzionato le mie priorità, vuoi per pigrizia, ho evitato di palesarmi e di mettere in chiaro le cose. Sapevo già che dopo la mia parentesi francese, in cui per motivi di forza maggiore ho dovuto sospendere la mia collaborazione, non sarebbe stato più la stessa cosa  e in un certo senso è stato così. So che questo ramo era moribondo da molto tempo, che questa porta era socchiusa già da un bel po', ma ciò che mi fa più strano è averne la prova materiale: accorgermi che quel ramo è morto e di esso si è fatto già un falò, prendere atto che la porta è effettivamente chiusa e non si riaprirà più. Durante questo periodo di inerzia, ho sempre pensato che al momento opportuno avrei dovuto fare un messaggio di comiato, a volte mi era sfiorata anche l'idea che potesse trasformarsi in futuro in una professione, per non perdere del tutto i fili del mio passato. Niente di tutto ciò. Son rimasto un po' così, diciamo spiazzato quando oggi non sono riuscito più ad entrare nella "stanza dei bottoni". Un po' infastidito perché almeno due parole di ringraziamento o di ben servito mi avrebbero fatto piacere e invece nulla. Dall'altro lato, anch'io non ho brillato negli ultimi anni per iniziativa ed impegno, forse è un po' colpa dell'amore finito che si è trasformato in profondo affetto e riconoscenza per quello che oggi sono (mmm pensandoci bene forse dovrei maledire), forse è colpa del fatto che  sono in parte cambiato perché ho rivoluzionato le mie priorità. Ho stravolto la mia classifica, depennando alcune voci, inserendone di nuove, declassandone altre, promuovendo voci sottovalutate. Sto provando a rivoluzionare tutto e a rivoluzionarmi. A causa del tempo così avaro, era inevitabile che finisse così. Da un lato mi dispiace, ma sinceramente mi hanno fatto un favore "cacciandomi" perché mi hanno bypassato e mi hanno permesso di evitarmi di mettermi a confronto con gli addii: perché io ho un pessimo rapporto con essi. Sono incapace di dire addio, è un mio limite e ogni volta che sono costretto a farlo lo faccio con estrema difficoltà .
L'unica cosa che mi stranisce è il dover mettere una data che indica la fine, mettere la parola fine ad un'esperienza, metterlo nero su bianco, scriverlo sul curriculum.


9 commenti:

  1. Non è mai bello dare una "data" all'esperienze.. che esse siano negative o positive non fa mai piacere dare un numero e una fine certa alle cose.
    Forse è solo compito nostro lasciar perdere questi numeri ed apprezzare il tempo avuto.

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    1. Ma ci sono delle esperienze che per forza di cose hanno un inizio e una fine, in questo caso è una di quelle perché è la fine di una collaborazione che si inserisce nel cv. :)

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  2. Credo che quello che alla fine ci fa paura, sia dover fare i conti con noi stessi.
    Quando qualcosa finisce, un amico ci lascia, una storia si conclude, è inevitabilmente un momento di auto valutazione.
    Non essere troppo intransigente con te stesso, fatti una carezza.

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    1. Devo essere un po' duro con me stesso perché una ne penso e centomila ne faccio. ;-p
      Però questo post è stato letto un po' in chiave negativa: in fondo termina un'esperienza collaborativa-lavorativa volontaria e non pagata, su un argomento che per lungo tempo è stato al primo posto della mia vita e delle mie priorità, tanto che ho sacrificato molto anche se da un altro lato ho avuto tanto. Ho solo preso consapevolezza che l'unica cosa che mi legava al passato è stato rescisso. :)

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  3. ...vedo che anche qui è tempo di "potatura" ;0)
    tagliare i rami secchi ci rende più forti perché non sprechiamo più energie in qualcosa di inutile. a volte non scegliamo noi il momento per separarci ma ...accettiamo e andiamo avanti...se accade, era il momento giusto.

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  4. aria nuova in arrivo ... bene bene :)

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    1. Sì, ci vuole una ventata di freschezza. :)

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