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domenica 17 gennaio 2016

Keep calm and love me


In questa fredda domenica mattina di gennaio, non posso fare a meno di chiedermi se ancora oggi a distanza di 5 anni da quando tutto è cominciato, ti capita per errore di pensarmi. Se mi pensi con affetto o invece con odio, o peggio ancora con indifferenza e quindi non ti passa neanche per l’anticamera del cervello di pensarmi, neanche per un nanosecondo.
A distanza di quel 25 maggio 2012 in cui mi hai spezzato il cuore ed hai infranto tutti i miei sogni, ti penso ancora con affetto perché sei stato il mio piccolo Raggio di Sole in un periodo nero in cui rischiavo di cadere di nuovo nel baratro, senza la possibilità questa volta di uscirne sano e salvo. Sei stato la speranza che anche a me potesse toccare un briciolo di Felicità e di Amore, che anch'io avessi il mio lieto fine come nelle fiabe, il mio “e vissero felici e contenti”. Sei (stato) il Grande Amore della Mia Vita, peccato che io non lo fossi della tua, peccato che tu non mi abbia capito fino in fondo e che tu non abbia capito quanto ti ho amato come amico, come compagno per costruire una vita felice insieme, un compagno di vita per dar vita alla nostra famiglia. Ti avrei reso Felice e tu non sai quante volte avrei voluto urlarti “keep calm and love me”.
Sono andato avanti, mi sono sforzato di raccogliere un’altra volta i miei pezzi e sembra che ci stia riuscendo. Mancano ancora dei pezzi, ci sono dei vuoti che non so se riuscirò un giorno a colmare, delle tessere di puzzle mancanti per sentirmi completo. Non so se riuscirò mai a trovare questi pezzi, uno dei pezzi mancanti in fondo sei tu. Quando mi succede qualcosa di così bello, qualcosa che devo assolutamente condividere con qualcuno, il primo che mi viene in mente sei tu: sei tu il primo al quale vorrei raccontarlo. Ma tu non ci sei più. Ho provato tante volte a riallacciare un rapporto di amicizia con te, ma ho sempre fallito e poi alla fine mi hai escluso dalla tua vita ed io ne ho preso atto con molto dispiacere: ho smesso di cercarti, mi sono imposto come ultimatum la mail di auguri per il tuo compleanno perché mi sembrava il mezzo meno “invasivo” con la clausola che se non mi avessi risposto avrei smesso di cercarti perché non gradivi la mia presenza nella tua vita perché forse con la mia presenza involontariamente ti ricordavo ogni giorno quello che tu dissi un giorno di me e cioè “Dovrò metterti fra i miei sensi di colpa”. 
Avrei voluto smettere di pensarti ma ho il cuore testardo e indipendente che non si sottomette alla ragione, però ti ricordo e ti penso ogni giorno con tanto affetto, amore e rispetto. A distanza di tempo rileggendo le mie ultime mail, ripensando ai miei ultimi comportamenti, capisco e comprendo bene il perché mi hai escluso dalla tua vita e non posso che darti ragione perché ho lasciato che il mio dolore mi accecasse e mi trasformasse in una bestia avvelenata e avvelenante. Se potessi cancellerei quegli ultimi miei comportamenti ignobili, avrei dovuto semplicemente dirti addio e augurarti ogni bene. Invece ti ho augurato sì ogni bene, questo è sempre stato sincero da parte mia, così come il mio affetto, ma non ho fatto altro che far leva sul mio dolore per essere “passivo-aggressivo” con te, pronto a sparare su ogni accenno di presunta o reale tua mancanza. Non mi sono mai fermato a chiedermi se mi stavo comportando bene con te, perché ero troppo impegnato a cercare delle risposte alle mie infinite domande per colpire e affondare me stesso attraverso te. Giustamente ti sei sentito l’imputato colpevole messo alla sbarra da un tribunale giudicante composto dal sottoscritto, in realtà eri solo il testimone principale dell’accusa delle mie colpe e delle mie mancanze: il vero imputato, il vero protagonista del processo ero io, io che ero allo stesso tempo imputato, pubblica accusa, difensore d’ufficio e soprattutto l’inflessibile tribunale giudicante. Quando mi hai scritto quella mail, con la quale mi hai spezzato il cuore, avrei semplicemente dovuto risponderti: “Mi dispiace averti fatto passare una notte insonne, sono felicissimo per te, un po’ meno per me ma spero che su quest’ultima cosa sarai un po’ indulgente con me. Mi spiace se ti ho dato delle preoccupazioni e se ti ho fatto sentire in colpa, ma ero sicurissimo di essere il Grande Amore della Tua Vita, ma a quanto pare mi sbagliavo. Pazienza, mi passerà! Cerca di essere paziente con me perché ho il cuore spezzato e non posso cancellare dall'oggi al domani ciò che provo per te. Scusami se per un po’ sparirò, ma ho bisogno di metabolizzare il tutto e non voglio rovinare l’amicizia e il bene che ti voglio perché non ti sei innamorato di me. Ho tante domande da farti perché ho voglia di capire cosa ho sbagliato, se ho sbagliato, ma è meglio non fartele perché ti ruberei del tempo prezioso alla tua felicità e ti trascinerei con me in un processo contro di me, dove tu saresti il testimone d’accusa contro di me, mentre io sarei il colpevole, la pubblica accusa e l’inflessibile tribunale giudicante. Il tuo ragazzo è un uomo fortunato, io lo invidio un bel po’, ma la mia è invidia sana e non cattiva. Cerca di essere Felice e non permettere a nessuno, neanche me di non esserlo. Ti abbraccio fortissimo, per sempre tuo Francesco”.
Avrei dovuto lasciarti andare così, così magari ora saresti quell'Amico al quale scriverei o chiamerei per raccontargli quando mi succede una cosa veramente bella o se avessi bisogno di un consiglio su come comportarmi in una determinata situazione, o con qualcuno che mi piace. Purtroppo il tempismo non è mai stato il mio forte e certe cose (tra cui la cosiddetta saggezza), si acquisiscono con il tempo e con l’esperienza, perché anche queste cose aiutano a crescere e a formare una persona.
Ormai non posso tornare indietro e cambiare ciò che ho sbagliato, però posso evitare di commettere gli stessi errori in futuro, se mai mi dovesse capitare ancora di innamorarmi.
Ps: l'ho scritto di getto questa mattina sul mio tumblr e quando ad un certo punto si è parzialmente cancellato mi è dispiaciuto tanto, poi fortunatamente sono riuscito a recuperarlo e ho deciso di pubblicarlo anche qui. In un primo momento volevo cambiare alcune sue parti ma non il contenuto (tipo passare dal tu al lui, cioè da seconda persona singolare a terza persona singolare), poi ho pensato che a me interessa il senso. Chi se ne frega della forma! A me interessa tenere la testimonianza del mio percorso di crescita personale e se anche il mio tumblr è nato come progetto a sé stante (Un anno per rinascere... ne è il sottotitolo, proprio perché vengo da un fine 2014 molto brutto e un 2015 di altrettanto bruttezza-pesantezza anche se con piccole cose belle) e con finalità diverse, anche se volevo tenerli separati, mi sembrava giusto riportare qui questa mio "mea culpa", ma sottolineare il punto fermo della mia crescita personale ed umana riconoscendo i miei errori. Per chi volesse dare un'occhiata al mio tumblr il link è questo qua:  http://principekamar.tumblr.com/

domenica 5 luglio 2015

Un messaggio che non arriverà



E poi ti prende un attacco di nostalgia acuta, uno di quelli che non passa perché è impossibile rivedere quella persona per fartelo passare.
Uno di quelli in cui non basta alzare la cornetta perché non c'è un segnale potente che arrivi fino a lì.
Uno di quelli in cui non c'è fibra ottica così potente  per riuscire a contattarti.
Uno di quelli in cui non c'è servizio di posta che arrivi fin lassù.
Uno di quelli in cui puoi alzare il culo quanto vuoi ma non c'è nulla da fare perché a volte la vita è ingiusta senza un perché.
A me resta solo la nostalgia e la sensazione che arriverò presto, ma fino ad allora tu chiacchiera ancora un po' con Audrey  e continuate a fare colazione da Tiffany nella sede di lassù.
Buon non (purtroppo) compleanno.
Un abbraccio da quaggiù.
Il tuo cuginone pasticcione.


Avrei voluto avere il giusto tempo per studiare per potermi laureare, era il sogno di mio padre.
Avrei voluto ridipingere di rosa la mia stanza ancora vuota, com’è vuota l’apparenza di un sorriso.
E poi comprarti un cappello nuovo, fingere che tu stai bene
non aver paura, io sono qui e ti chiedo perdono per il tempo sprecato
per quello che sono e non ti ho mai dato, per tutte le cose lasciate a metà
il nostro viaggio da fare in un giorno di sole

eheheheheheheh

Avrei voluto rimanere qui a dormire ore ed ore senza respirare e non dover parlare, non pensare
Il tatuaggio sulla schiena fatto senza aver timore sopra la mia pelle, sopra… sopra la tua pelle
Domenica sarai meravigliosa, tu con l’abito da sposa, non aver paura… io sono qui

E ti chiedo perdono per il tempo sprecato
per quello che sono e non ti ho mai dato
per tutte le cose lasciate a metà
il nostro viaggio da fare in un giorno di sole.

eheheheheheheh

E ti chiedo perdono per il tempo sprecato
per quello che sono e non ti ho mai dato
per tutte le cose lasciate a metà
il nostro viaggio da fare in un giorno di sole.

Bianca Atzei (In un giorno di sole - Album: Bianco e nero - Anno: 2015)

giovedì 31 ottobre 2013

Dear Great Pumpkin


Carissima Grande Zucca o carissimo Grande Cocomero,

scegli tu l'appellativo che più ti aggrada, eccomi di nuovo qui a scriverti mentre inganno l'attesa della tua venuta, spiando ogni tanto dalla finestra e buttando un occhio all'orto. Ti ricordi di me, vero? Sono quello che tre anni fa ti chiese di renderlo un ghiacciolo, emozionalmente parlando; che due anni fa invece ti chiese di portarmi il Grande Amore della Mia Vita nelle vesti di RdS. Invece, l'anno scorso t'ho chiesto di ricucire un rapporto con RdS come amico, prima che commettessi l'errore di innamorarmene rovinando tutto. Ecco, anche se alcuni giorni vorrei essere ancora un ghiacciolo mixato con perfidia e cattiveria (soprattutto con quei "campioni" con cui mi ritrovo gomito a gomito ogni mattina, da un mese a questa parte); anche se alcuni giorni mi illudo ancora che arrivi il Grande Amore della Mia Vita; anche se vorrei che si ricomponesse e tornasse quel bel rapporto di amicizia con RdS perché mi manca; anche se ci sono ancora tante cose che non vanno nella mia vita, altre che vanno a rilento e così via, quest'anno non voglio chiederti niente per me. Non voglio chiederti niente perché per quello che mi serve mi sto abbondantemente rimboccando le maniche da solo, motivo per cui non ho fatto una strage di "campioni" che "allietano" le mie giornate dal lunedì al venerdì, però poi magari ci scriverò su un trattato. Sarà forse l'età o sarà solo una questione di caso, ma non vedevo una quantità tale di casi umani, dal tempo in cui i cellulari erano dei veri e propri mattoni. Tutto sommato, anche se mi cascano spesso le braccia, mi diverto, sono abbastanza sereno, ho un obiettivo, arrivo a casa stanco morto e... boh! Chi vivrà vedrà! Cioè ne riparliamo fra cinque anni se ne è valsa la pena. Quest'anno, però, vorrei invece chiederti un favore per una persona a cui voglio molto bene (e guai a te se non ti metti e lo realizzi!). Questa persona a cui voglio bene e che chiamerò E., ha un cuore grande quanto l'universo, è in gamba ed è un ometto intelligente. Per me è bellissimo, anche se non l'ho mai visto e so solo che ha gli occhi azzurri come un cielo sereno. Vorrei che prendessi tutte le sue insicurezze, le sue paure, la sua infelicità e le accartocciassi come si fa con un foglio di brutta quando non serve più. Vorrei poi che gli infondessi il coraggio in sé stesso, affinché creda di nuovo nelle sue capacità così come io nutro una profonda fiducia nelle sue capacità e in lui. Vorrei che fosse Felice con la effe maiuscola perché se lo merita e mi si stringe il cuore sentirlo così triste e non riuscire a farlo sorridere di cuore. Io ci provo a stargli vicino così, ma non mi sembra di fare abbastanza e in questo periodo sia io che tante altre persone che gli vogliono bene, non possiamo fare a meno di notare il suo malessere e sentirci tutti impotenti. Visto che ci sei, porta serenità e felicità a tutti i miei cari lettori e ai miei amici che danno un tocco di colore alla mia vita. Ti ringrazio in anticipo.
Devotamente tuo,
Principe Kamar



sabato 27 aprile 2013

Più che un consiglio, direi una minaccia...


“La tua storia comincia nel momento in cui Eros entra in te”, dice Anne Carson nel suo libro Eros the bittersweet. “Quell’incursione è il rischio più grosso che corri nella tua vita. Il modo in cui la gestisci indica la qualità, la saggezza e il decoro delle cose che hai dentro. Nell’affrontarlo entri in contatto con la tua interiorità in un modo improvviso e sorprendente. Capisci quello che sei, quello che ti manca e quello che potresti essere”. Vorrei aggiungere alla teoria di Carson che Eros entra dentro di te più volte nel corso della vita e la tua storia ricomincia ogni volta. Come lo affronterai quando farà la sua prossima incursione? Preparati, perché è in arrivo.
Caro Rob Brezsny, 
premetto che non credo nell'oroscopo perché mi sembra assurdo che le stelle e i pianeti influenzino la vita delle persone, al contrario ritengo che ognuno di noi sia l'artefice del proprio destino e della propria vita. Allora mi domanderai perché lo leggo nonostante tutto, la mia risposta è semplice: 1) perché sono scettico, ma delle belle parole aiutano sempre, 2) perché mi intrigano le tue citazioni iniziali che di solito raramente conosco. Concordo con quanto dice la signora Carson, sul fatto che innamorarsi permette di entrare ulteriormente in contatto con la propria interiorità ed è un po' uno specchio su cui si può guardare la propria immagine senza incorrere nel rischio di distorcerla. Però... tu mi vuoi proprio male, eh! A me sarebbe bastato che l'Amore entrasse nella mia vita una sola volta e ci rimanesse: non sono mica un albergo dove entra, esce, fa i suoi porci comodi e poi se ne va senza pagare il conto e mi lascia pure la stanza in disordine! Mi chiedi: come l'affronterai quando farà la sua prossima incursione? In nessun modo perché non accadrà mai più: ho già dato e sono stato prosciugato. E no, il mio pensiero non è campato in aria, perché quando sei gay e ti ostini a non volere usare siti d'acchiappo perché ti senti un pesce fuor d'acqua, né usare grindr perché hai un cellulare preistorico e anche se l'avessi di ultima generazione non sapresti cavare un ragno dal buco, né ad usufruire di luoghi di battuage che oltre a non conoscere proprio non ti attirano per niente perché ti sembrano squallidi, né vai in locali gay perché dove abiti non ce ne sono e ti affidi solamente al caso degli incontri quotidiani... be', ecco che le possibilità di incontrare l'Amore sono pari allo zero, se non al di sotto dello zero. Poi se sei pure disoccupato, e un giorno sì e l'altro pure hai il morale sotto le scarpe, ecco che le tue uscite si diradano talmente tanto che la possibilità di incontrare qualcuno che: rincolli i pezzi del tuo cuore spezzato, ti faccia di nuovo vedere la vita a colori e ti ricordi come si fa a sognare di nuovo... è inesistente, se non nulla. Ora mi spieghi perché mi dovrei preparare? Ma soprattutto, perché più che un consiglio mi sembra una minaccia che non preannuncia nulla di buono?Ma poi perché ti ci metti anche tu ad illudermi che possa succedere anche a me?


La conseguenza naturale dell'errore 
è dubitare che l'errore in fondo ci sia stato mai. 
E fatto il mondo Dio avrà perso un paio d'ore, 
pavoneggiarsi e bere insieme a tutti quanti gli altri dei. 

"La donna è donna", questo vi ho sentito dire 
e giuro che il significato io non l'ho capito mai. 
Perché se partorisco allora so soffrire? 
È come dire che chi nasce ha un bel talento nel morire. 

E giorno dopo giorno, lascio il mondo solo, 
che Dio avrà bevuto troppo o forse poco, chi lo sa. 
Un singolare femminile, un tesoro, 
l'errore in sé che si rivela sotto forma di realtà. 

E non mi dire "devi capire", 
io che ho voluto troppo bene, non devo capire più 
che siamo al mondo per farci del male 
e allora soffri fino a quando il cuore non ti esploderà. 

Oh cielo nero, cielo nero, cielo nero 
tu eri terso e trasparente fino a qualche tempo fa. 
Credi davvero di essere il solo 
a volerne un milione di possibilità? 

Oh cielo nero, cielo nero, cielo nero 
tu eri l'uomo che esisteva fino a qualche tempo fa. 
Credi davvero di essere il solo? 
Sei solo veramente quando hai perso anche la verità. 

La conseguenza naturale dell'amore 
è dubitare che l'amore in fondo ci sia stato mai. 
Può fare male, male da morire, 
ma è soltanto la paura della normalità. 

Una risposta è tutto quello che hai da dire 
e giuro che io l'aspettavo ma non l'ho avuta mai. 
Forse c'è un modo per salvarsi ed è ferire, 
per questo soffri fino a quando il cuore non ti esploderà. 

Oh cielo nero, cielo nero, cielo nero 
tu eri terso e trasparente fino a qualche tempo fa. 
Credi davvero di essere il solo 
a volerne un milione di possibilità? 

Oh cielo nero, cielo nero, cielo nero 
tu eri l'uomo che esisteva fino a qualche tempo fa. 
Credi davvero di essere il solo? 
Sei solo veramente quando hai perso anche la verità.

Marina Rei (L'errore - Album: La conseguenza naturale dell'errore - Anno: 2012)

domenica 23 dicembre 2012

Caro Babbo Natale


Caro Babbo Natale,
come stai? Spero che gli acciacchi dell'età non ti abbiano messo ko, ma pure tu che ancora vai in giro per il mondo con quel freddo, senza metterti la maglia della salute... non è che sei messo proprio bene, eh! Comunque, ti ricordi di me, vero? Sono quel principino buonissimissimissimo che una volta ha messo nella canna fumaria un tritacarne perché voleva preparare degli hamburger squisitissimi per le tue povere affamate renne, dimenticandomi che loro sono vegetariane. Non volevo mica ucciderti, stavo solo cercando di far fuori quell'antipatico Topastro dei dentini puzzone. Un'altra volta, invece, per sbaglio ho tentato di farti fuori con la mia balestra. Mi scuso per quell'incidente, ma ti avevo scambiato per quell'idiota di Cupido che non ne combina mai una giusta. Ogni volta gli scrivo tutte le informazioni, l'ultima volta oltre all'indirizzo gli ho dato anche una sua foto, ma lui niente! Vatti a fidare di un putto con le ali! Scusami, sto divagando troppo come al solito e non ti ho ancora ringraziato per il regalo dell'anno scorso. Andiamo per ordine. Grazie per aver esaudito la mia letterina dell'anno scorso. È stata la prima volta che mi hai portato ciò che ti ho chiesto, certo me l'aspettavo diversamente ma sono "contento" lo stesso. Quando ti ho chiesto di portarmi il mio Grande Amore della Mia Vita, ti avevo messo anche una piccola postilla con nome, cognome e indirizzo per facilitarti il suo rapimento. Invece, vedendoci meglio, molto più di me, hai preferito dar retta alla seconda parte della frase e a prendere per buono il punto in cui dico se non dovesse essere lui, scovamelo e portamelo qui perché ne ho bisogno. Da professionista, hai finito per non portarmi nessuno perché non esiste il mio Grande Amore della Mia Vita. Tanto di cappello, anche se ammetto che all'inizio ci sono rimasto malissimo. No, se te lo stai chiedendo, non sono stato io ad avvelenarti Rudolf, sarà stato qualcun altro a cui non hai portato il regalo richiesto. Ti consiglio di cambiare elfi e di prenderti aitanti baldi giovani come quelli della foto per farti aiutare nel tuo duro lavoro. Comunque, stavo dicendo, quest'anno sai benissimo che il mio 2012 è stato quasi completamente un annus horribilis (non fa più figo che dire anno di merda a palate? Apprezza la chicca linguistica!), nonostante tutto, anche se avevo tutto il diritto di far passare le pene dell'inferno a molta gente che ha contribuito a rendermelo tale, sono stato buonissimo e non ho spedito nessuno all'altro mondo, né fatto altre sciocchezze del genere. Quest'anno, per ringraziarti del bel regalo dello scorso Natale, avevo pensato di non scriverti alcuna letterina per esonerarti da venire qui nel Regno; poi ho realizzato che c'è ancora una cosuccia che vorrei e che desidererei tantissimo. Non incominciare a sudar freddo, perché giuro che è una cosa semplicissima. Proprio perché è semplicissima ti chiedo di portarmela due giorni dopo il Natale, cioè il 27. Come ben saprai da quella chiacchierona della Fata Madrina che non sa tenersi un cecio in bocca (che le possino...), sai che quel giorno c'è un'alta probabilità che io riceva una grossissima delusione da una persona a me molto cara e che ha un posticino speciale nel mio cuore. Ecco, vorrei che tu gli ricordassi semplicemente di non deludermi. Tutto qua, non pretendo chissà quale grande sorpresa, mi accontento di pochissimo, ma quel pochissimo vorrei che venisse dal cuore e fosse sincero (ho già lasciato un promemoria su facebook). Ho assolutamente bisogno di avere la dimostrazione che dietro delle parole ci sono anche dei fatti concreti e tangibili. Ho bisogno di dire al mio amico S., ma soprattutto a me stesso che non mi deluderà, che questa volta non mi darà una grossissima delusione, perché è mio Amico, perché mi vuole bene. Per carità, se dovesse succedere... se dovesse deludermi, è inutile dire che non ci rimarrò male, quando non sarà così. Ci rimarrò malissimo, ma me ne farò una ragione, infatti sto già esorcizzando in ogni modo possibile questa mia grande paura. Spero che come l'anno scorso non mi hai portato niente, perché io non ce l'ho un Grande Amore della Mia Vita tutto mio e che ami solo me e me soltanto, riuscirai quest'anno a dare una spinta e a non farmi restare deluso.
Ti ringrazio anticipatamente e ti ricordo che sei 'er meglio de tutti! Ok, il mio romanesco non è un granché ma il concetto è quello. Per contraccambiare il tuo bel gesto, mi offro volontario per selezionare nuovi elfi da assumere, tra tanti baldi e aitanti giovani, come quelli della foto, che non aspettano altro che lavorare per te. Con tanto affetto, il tuo 
Principe Kamar

mercoledì 31 ottobre 2012

Caro Grande Cocomero


Caro Grande Cocomero,
sto continuando a diffondere il tuo verbo ovunque e quindi se le forze me lo permetteranno ti aspetterò  questa notte nell'orto così da poterti incontrare, però devo ancora chiedere il permesso a quegli scalmanati delle mie difese immunitarie che stanno lavorando, passami il francesismo, alla pene di segugio; inoltre piove e fa freddo. Comunque, se Linus vuole un sacco di regali io me ne accontento di uno solo, piccino, piccino picciò. Se due anni fa ti chiesi di estirparmi ogni forma di emozione, trasformandomi in un ghiacciolo acido, perfido e stronzo (e la tentazione di richiedertelo è fortissima), se l'anno scorso ti chiesi di dire al Grande Amore della Mia Vita di darsi una mossa che io l'aspetto ardentemente con il corpo e con la mente o in alternativa la pace nel mondo, quest'anno ti chiedo una cosa semplice, indolore e che costa poca fatica. Non prendermi per pazzo, forse un po' (tanto) lo sono, ma per quest'anno vorrei che ricordassi a chi mi ha fatto la promessa di essermi Amico, di mantenerla veramente, dimostrandolo di esserlo sul serio, senza darmi contentini per scrupolo di coscienza o di pietà, cazziandomi al momento giusto, abbracciandomi quando ne ho bisogno (e dio solo sa di quanto ne ho bisogno adesso), rendendosi partecipe attivo di quel disastro che è questa schifezza chiamata la mia vita, consigliandomi, incoraggiandomi, ascoltandomi, dandomi fiducia... insomma quello che fa un Amico con la A maiuscola. Sinceramente per il momento di A maiuscola ho visto e sentito solo la parola Assenza ed è la cosa che mi ferisce, mi ha ferito e mi sta ferendo sempre più, più di tutto il resto. Probabilmente ha pensato che fosse giusto darmi del tempo per digerire la batosta, be' ecco, questa "soluzione" con me non sta funzionando per niente, non nel modo in cui dovrebbe e in tutta onestà questa botta di silenzio mi fa vedere tutto sotto una cattivissima luce, facendomi pensare al peggio e cioè che di amicizia tra noi ci può essere solo un numerino insulso in più sui contatti facebook. Un numerino che non mi serve, proprio un numerino come M. ed MG, che ancora mi chiedo che ci stanno a fare lì e se non sia più onesto da parte mia eliminarli anche sul virtuale visto che in quella reale occupano un posto pressoché nullo. Sono pure cosciente di essere un gran rompiscatole, di avere una mole enorme di difetti, che a volte ho la sensibilità e la grazia di un elefante in un negozio di cristalli di un metro quadro, ma non sono perfetto e credo (o almeno spero) di saper riconoscere i miei errori e di chiedere scusa al momento giusto, insomma io ci provo ad essere una persona migliore, poi non sta a me dire se ci riesco o no, ma nel bene e nel male questo sono io. Mi rendo conto che ti chiedo molto, Grande Cocomero, ma so che tu sei in gamba e non mi deluderai, giusto? Insomma, non sarai un pataccaro come il ciccione di rosso vestito o uno con la mira storta come quello svergognato con le alucce, vero? 
Devotamente tuo
Principe Kamar

lunedì 8 ottobre 2012

Cara Lucianina l'hai proprio fatta fuori dal vasino.


Cara Lucianina,
ti apprezzo e ti stimo sia come persona e sia come professionista. Sei sempre attenta e impegnata nel sociale, sempre pronta a difendere le ingiustizie, proprio per questo quando ho letto il tuo intervento su La Stampa del 5 ottobre 2012, sono giustamente sobbalzato dalla sedia rimanendo poi basito. So della tua vena ironica tagliente, ma non posso fare a meno di farti notare che nella parte finale del tuo intervento hai scritto due colossali, passami il francesismo, minchiate. Ora proverò a spiegarti il perché ritengo che l'hai fatta un po' fuori dal vasino.
Minchiata numero 1: 
[...] E poi lascia stare, Nico, con ’st’idea del matrimonio, lascia perdere… te lo dico io che non mi sono mai sposata ed è l’unica cosa furba che ho fatto nella vita [...]
Questo è un punto cruciale che mi rende diverso da te, perché tu insieme al tuo compagno hai potuto scegliere tra sposarti, vedendo così riconosciuto tutta una serie di diritti, e non sposarti, rinunciando appunto ad avere questi diritti. Io, in quanto omosessuale, non posso scegliere. Mi viene rinnegato un mio diritto, solo perché ho la "colpa" di amare una persona del mio stesso sesso. Quello che rivendico, qui e altrove, è il mio diritto e del mio compagno (futuro in quanto sono attualmente single) a scegliere se sposarci o meno. Insomma perché tu hai potuto scegliere ed io no? Eppure sono un cittadino italiano come te, né più e né meno, ma vengo penalizzato per una "codina"! Non è assurdo? Se amassi MariA potrei scegliere se sposarmi o meno, con tutti i diritti e doveri connessi e annessi, mentre invece se amassi MariO questo diritto di scelta mi verrebbe negato all'istante. So che la tua era una battuta che non celava dietro di sé alcuna forma di omofobia, ma leggerla mi ha fatto lo stesso un gran male. Anch'io penso che in Italia, accanto al matrimonio per gli eterosessuali, è necessario riconoscere i matrimoni per le persone dello stesso sesso,  non solo, occorrerebbe anche tutelare quelle coppie eterosessuali ed omosessuali che preferiscono convivere, ovvero le cosiddette unioni di fatto. Non ricordo bene chi lo disse, ma mi ritrovo molto nelle parole di un militante omosessuale che affermò che non si batteva per i matrimoni gay, ma per il  suo diritto di poter divorziare. Sono parole semplici che racchiudono una grande verità. Ecco, io mi batto per il mio diritto di scegliere, che non mi deve essere né imposto e né negato dallo Stato Italiano, solo perché amo un uomo come me. Proprio per questo motivo, introduco la tua Minchiata numero 2:
[...] Ti lamenti perché dici che non vuoi stare in un acronimo, non vuoi né Dico, né pacs… vuoi sposarti… Su questo non sono d’accordo con te Ventolin... Io vorrei vedere riconosciuti i diritti di tutti. Gay ed etero. Con qualsiasi nome. Chemmenefrega. Eventualmente… Se li chiamassimo i Niki ti andrebbe bene? 
Non sono d'accordo su quanto affermi, perché anche il nome ha la sua importanza e per quanto ad esempio Shakespeare faccia pronunciare a Giulietta questa frase romantica: Che cosa c'è in un nome? Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo. Be' anche lui, si sbagliava perché anche i nomi hanno importanza. Riflettici su, perché non dovrei usare la parola matrimonio per indicare il mio legame con MariO, mentre se invece scegliessi MariA potrei farlo? Non è una forma di discriminazione bella e buona? Non è uno sminuire i miei sentimenti solo perché sono rivolti ad una persona del mio stesso sesso? 

Non capisco quale sia il problema e perché spaventa così tanto l'associare il mio nome FrancescO, quello di MariO e la parola Matrimonio, mentre basta ancora una volta una "codina" ed ecco che con MariA sparisce ogni obiezione. In fondo, sia io e tutti i gay italiani e stranieri non abbiamo alcuna intenzione di sposare degli eterosessuali, quindi state tranquilli.

Un'ultima cosa e giuro che mi levo fuori dalle balle, anche se citi il fatto che Dio creò tutto nell'arco di una settimana, invitando quindi a fare le cose con calma, ti faccio presente che in Italia sono passati venti anni, e sottolineo venti, dalla celebrazione simbolica del primo matrimonio fra persone dello stesso sesso. Successe il 27 giugno 1992, a Milano, il consigliere comunale Paolo Hutter unì in matrimonio Ivan Dragoni e Gianni Delle Foglie. Oggi, né Ivan e né Gianni ci sono più; sono passati vent'anni, mica sette giorni, e ancora non è cambiato nulla. Loro non hanno potuto vedere riconosciuto dallo Stato Italiano il loro sogno d'Amore, ora mi spieghi per quale motivo io e il mio MariO dovremmo subire la loro stessa ingiustizia, solo per andare piano? No, Lucianina, IO NON CI STO. E tutto per la sventura di una "codina", perché se fosse MariA non starei a scriverti queste righe. Ecco, io e il mio MariO, non vogliamo aggiungere i nostri nomi a quelli di altri Ivan e altri Gianni solo perché siamo gay e siamo "colpevoli" di amare delle persone del nostro stesso sesso. 

Sono sicuro che capirai le mie annotazioni.
Francesco (alias Principe Kamar)

domenica 15 luglio 2012

Estate


Cara Estate, 
Io non piaccio a te e tu non piaci a me. Per quanto ci sforziamo, difficilmente andremo d'accordo. Ora non sarebbe forse il caso di firmare un armistizio? Prometto di non parlare male di te, di non lanciarti anatemi, di non sbuffare e potrei anche smettere di odiarti; in cambio tu mi fai cambiare letteralmente la bruttissima opinione che ho di te? Mi sembra una proposta più che equa. Ora dovresti sbrigarti a cambiare completamente rotta perché finora ti sei palesata nel peggiore dei modi ed hai giusto l'altra metà di luglio e di agosto per farti perdonare. Sai che detesto tutto quel tempo libero che mi lasci in cui penso troppo e male, in cui inevitabilmente finisco per farmi del male con pensieri che non dovrebbero stare né in cielo e né in terra. Sai che ti detesto perché sei l'happy hour delle mie paturnie e mi riservi solo il peggio. No, evita quell'aria da santarellina perché vuoi che ti elenchi cosa mi hai regalato finora? Incidente, macchina distrutta, avvoltoi, una tonnellata di merda, litigi, incomprensioni, battute d'arresto, grattacapi, gentaglia che si erge a organizzatore  e giudice della mia vita, tante altre delusioni à gogo, ansia, insonnia, sbalzi d'umore, assenze, ecc. Non potresti, per una volta, togliermi il fiato riservandomi una bella sorpresa che ti faccia balzare a mia stagione preferita? Spero che questa volta tu sia diversa dalle precedenti. Ti prego fammi ricredere.
Principe Kamar



Estate
sei calda come i baci che ho perduto,
sei piena di un amore che ho passato
che il cuore mio vorrebbe cancellare.

Estate,
il sole che ogni giorno ci scaldava,
che splendidi tramonti dipingeva,
adesso brucia solo con furor.

Tornerà un altro inverno,
cadranno mille petali di rose,
la neve coprirà tutte le cose
e forse un po' di pace tornerà.

Odio l'estate
che ha dato il suo profumo ad ogni fiore,
l'estate che ha creato il nostro amore
per farmi poi morire di dolor.

Odio l'estate.
Odio l'estate.

Tornerà un altro inverno,
cadranno mille petali di rose,
la neve coprirà tutte le cose
e forse un po' di pace tornerà.

Odio l'estate
che ha dato il suo profumo ad ogni fiore,
l'estate che ha creato il nostro amore
per farmi poi morire di dolor.

Odio l'estate.
Odio l'estate.

Estate in origine Odio l'estate è un brano del 1960 di Bruno Martino (1925-2000), scritto da lui e da Bruno Brighetti. Brano che ebbe talmente successo da vantare innumerevoli cover cantate o solo strumentali, entrando nel repertorio di numerosi interpreti quali: Amalia Gré (di cui ho riproposto la sua versione che è contenuta nell'omonimo album di debutto del 2004), Vinicio Capossela, Irene Grandi, Ornella Vanoni, Sergio Cammariere, Mina, Mia Martini, Mario Venuti e La Crus, Chet Baker, Michel Petrucciani, João Gilberto, Shirley Horn e infine nella versione originale di Bruno Martino (se cliccate sopra i nomi ascoltate le loro versioni direttamente su youtube). Imperdibili le versioni di Gré,  Martino, Vanoni, Cammariere, Gilberto e Horn.


giovedì 9 febbraio 2012

Carissimo Cupido


Carissimo Cupido,
vorrei ringraziarti per il tuo preziosissimo lavoro, per questo ho pensato di regalarti un corso accelerato di tiro con l'arco, con annesso corso di orientamento, con l'imperdibile esclusiva visita oculistica e l'immancabile navigatore satellitare per tutte quelle divinità che non devono chiedere mai. Non prendertela a male, so che sei un bravissimo arciere dalle arti sopraffine, nessuno lo mette in dubbio però non so se ti ricordi cosa ti scrissi un anno fa (puoi rinfrescarti la memoria qui), ma vorrei assicurarmi che quest'anno non ci fossero disguidi. Sai di cosa sto parlando, vero?
Giusto per esserne sicuro ti rinfresco la memoria: quando parlavo di terza stella a destra e poi dritto fino al mattino, la casetta è quella con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà; ecco le coordinate sono giuste e son sempre quelle, solo che tu sei andato un bel po' oltre e sei arrivato da Sarkò e Carlà. Insomma, se non te ne sei ancora reso conto ti faccio presente che hai tirato la freccia alla persona sbagliata. Per carità simpaticissima e tutto quello che vuoi ma non è il mio piccolo Raggio di Sole. Tolta l'età anagrafica, il brizzolato e gli occhiali, in comune non hanno nient'altro! Un po' come se avessi messo a paragone l'acqua in bottiglietta di plastica con la fresca acqua di sorgente: non sono per niente la stessa cosa e la seconda batte ad occhi chiusi la prima a man bassa. Chiarito tutto ciò, spero che accetterai il mio piccolo dono e ti impegnerai con anima e corpo a portare a termine la tua missione. Non preoccuparti il corso è stupendo, non te ne pentirai l'ho frequentato anch'io l'anno scorso e sono diventato (modestamente) proprio un bravo arciere, quindi non vedo perché tu che parti con più basi di me non possa diventare un campione.
Ti ringrazio in anticipo e aspetto con trepidazione la festa degli Innamorati, ma tu mi raccomando non metterci troppo tempo. Devotamente tuo
Principe Kamar

Ps: giusto per chiarire, non ero io quello che l'anno scorso ha provato inutilmente a farti fuori con la balestra, però se tu dovessi fallire di nuovo ti ricordo che ho seguito il corso con successo.

lunedì 31 ottobre 2011

Al Grande Cocomero


Caro Grande Cocomero,
l'anno scorso ti chiesi come regalo di donarmi l'algidità nelle emozioni, di ricaricare la mia acidità e la mia perfidia, oltre naturalmente alla pace nel mondo. A quanto pare eri troppo impegnato a combattere quegli esaltati dei fan di HalloChe? (Halloween) e non hai fatto in tempo a portarmi quanto ti avevo richiesto. Non fa niente, capita, giuro che non me la sono legata al dito, infatti, dal canto mio sto continuando a diffondere il tuo verbo in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi. Comunque, quest'anno ci riprovo, ma cambio diametralmente registro e innanzitutto al posto di tre doni questa volta faccio il principino giudizioso e te ne chiedo solo uno, bello sostanzioso, ecco: vorresti dire al Grande Amore della Mia Vita di darsi una mossa che io l'aspetto ardentemente con il corpo e con la mente? Sì, lo so potresti obiettare dicendomi che di queste cose se ne occupa Cupido, ma sai meglio di me che è un tale svampito e poi diciamolo al mondo intero: tu sei meglio! Se proprio non dovessi riuscirci mi accontento di nuovo della pace nel mondo, tanto ultimamente ho la stessa materia grigia di quelle quattro sgallettate che si definiscono tanto come le ragazze della porta accanto, salvo poi sognare di fare le attrici o le showgirl; insomma quelle che fanno la parodia alle Donne e amano il bunga bunga. Ovvio che se sapessi riconoscere il Grande Amore della Mia Vita, non lo chiederei a te, ma provvederei da solo, io posso solo suggerirti RdS, perché secondo me è lui quello giusto per me ed io per lui, ma questa è solo una mia sensazione irrazionale, una di quelle che ti prende lo stomaco e non va più via. No, non credo che si tratti di bruciore di stomaco. Però, sì, dai, apprezzo il tuo senso dell'umorismo. Mi raccomando non deludermi, anche perché se dovessero aver ragione i Maya e il mondo dovesse finire il 21 dicembre 2012, ho solo 417 giorni da passare con lui. Sono pochissimi, volano troppo in fretta e ho tante cose che mi piacerebbe fare insieme e vorrei farle tutte, quindi prima me lo spedisci, prima mi do da fare e prima siamo tutti felici e contenti. Poi sai che pubblicità fantastica ne ricaveresti da questa buona azione? Pensaci!
Devotamente tuo
Principe Kamar