mercoledì 15 maggio 2013

A.A.A. Master cercasi per incapace non autosufficiente


So cosa state pensando, ma mi dispiace deludere qualcuno ma non ho incominciato ad amare il BDSM; anzi ad essere sincero non ho mica capito che gusto ci trova qualcuno a farsi legare come un salame e/o a farsi "torturare", ma forse è lo snob che alberga dentro me a parlare così, ma per carità a chi piace, è libero di  continuare a praticarlo tranquillamente. E no, non sto cercando un master da fare nonostante la mia ex università continui a mandarmi improbabili mail pubblicitarie per master che stanno a me come la sobrietà sta a Berlusconi, tipo che ho una laurea in economia aziendale ma mi mandano informazioni su master in architettura. Fra le altre cose scorrendo ogni volta il bando, vengono specificate le lauree necessarie e di accesso che nel 90% dei casi non fa mai rientrare la mia. Ecco, il Master di cui avrei bisogno potrebbe essere assimilabile all'omonimo personaggio della pratica sessuale, ma con un netto distinguo, però forse prima è meglio rinfrescare un po' la memoria facendo un passo indietro. Non so se sia colpa del fatto che non sto proprio benissimo di salute e quindi se sia imputabile agli antibiotici prima e all'aerosol adesso, non so nemmeno se sia colpa della bella stagione, o di chissà cos'altro; ma in questo periodo non ci sto per niente con la testa. Tipo, mi dimentico spesso e volentieri le cose, ho convinzioni errate, cado spesso dalle nuvole, sono inaffidabile, ho perso la concezione del tempo, perdo tempo inutilmente, non sono capace neanche di riassumere le mie giornate perché non ne ho la più pallida idea di quello che faccio e non credo di cazzeggiare ma neanche di fare qualcosa di costruttivo. Praticamente boh! Puntualmente faccio un elenco di cose da fare nell'arco della giornata per evitare di dimenticarmi qualcosa, ebbene arrivato alla fine della giornata non ne ho spuntato neanche una! Sto facendo proprio schifo. Sono sfasatissimo. Se non avessi la testa attaccata al collo la perderei sicuramente da qualche parte! Mi capita quindi di essere convinto di aver spedito una mail, o di aver fatto gli esercizi per il corso; roba che ci metterei la mano sul fuoco e poi... niente! La mail o è rimasta nelle bozze o non è mai stata scritta, gli esercizi sono ancora da fare perché mi ritrovo il quaderno bianco. Son talmente rimbambito che dimentico di cenare, come stasera, o peggio ancora altre volte mi capita di cenare due volte. Tutto ciò è solo la punta dell'iceberg, se raccontassi tutto fin nei minimi dettagli mi esporrei al pubblico ludibrio, come se quello che avessi scritto finora non fosse abbastanza grave. Non riesco a concentrarmi, ho una memoria che funziona ad intermittenza, tipo che mi ricordo tutto per filo e per segno di quello che ho combinato ad esempio il 25 maggio del 2012, tant'è che potrei fare la telecronaca dettagliata minuto per minuto, ma non riesco a ricordarmi cos'ho fatto un'ora fa, per non dire che non mi ricordo cos'ho mangiato a pranzo, ma giuro che ho pranzato! Non so come sono arrivato a questo punto, non so nemmeno se dipenda da ricordi poco piacevoli o chissà cos'altro. Ecco, per ovviare a tutto ciò, avrei bisogno di un Master, non che mi sottometta perché non sono la schiavo di nessuno, ma che, in questo preciso momento della mia vita, mi metta in riga. E pensare che avevo iniziato questo 2013 molto bene e poi invece mi sono perso come al mio solito e mi sono lasciato andare. Ho bisogno di qualcuno che mi segua e che mi imponga regole ferree, che mi dia compiti ben precisi, con tanto di tempi e obiettivi da raggiungere prestabiliti, perché se continua così non caverò un ragno da un buco. Forse è brutto da dire, ma in questo momento mi accorgo di essere incapace di fare qualsiasi cosa senza che qualcuno mi guidi. Avrei bisogno che qualcuno prendesse in mano le redini della mia vita, mentre io cerco di risvegliarmi da questo assurdo sonno catalettico in cui sono caduto. Sembra assurdo ma mi accorgo di essere completamente inadeguato a prendermi cura di me stesso, avrei proprio bisogno di un supervisore che mi guidi fin quando non sia di nuovo capace e autonomo da poterlo fare di nuovo da solo e in maniera corretta. Più passa il tempo e più mi sento inadeguato e non autosufficiente. Ho bisogno di regole, di disciplina e del pugno di ferro. Mi rendo conto che non ho più autocontrollo e che il solo fatto di dover rendere conto solo a me stesso mi ha portato ad essere menefreghista e lassista nei miei confronti e purtroppo lo sto diventando man mano con tutto e tutti. Non so se è solo una cosa temporanea, ma a me sembra che duri da un'eternità. È ovvio che questa situazione non mi piace per niente, anche perché sono sicuro che in futuro mi pentirò e mi maledirò di essere stato così stupido e debole da cadere in questo buco nero di oblio insensato; ma ora come ne esco?


Ps: Mi sa che di questo post si salva solo la foto di apertura e il video, entrambi sono l'ultimo lavoro del mio amato e sempre sia lodato Colton Ford. Il video del singolo, Let Me Live Again, è chiaramente ispirato al disegnatore nonché illustratore finlandese Tom of Finland, che con i suoi lavori ha influenzato la cultura omosessuale del ventesimo secolo rappresentando gli omosessuali come uomini virili, orgogliosi, fieri e felici di essere gay e della loro mascolinità. Se siete gay e non sapete chi sia, sappiate che vi stracceranno la tessera di appartenenza alla potentissima lobby gaya e verrete condannati ad essere eterosessuali fan del bunga bunga ma sempre morti di figa. Invece a me la toglieranno perché ho dimenticato di guardare l'Eurovision Song Contest.

domenica 12 maggio 2013

Possibile declassamento in corso



Se continua così verrò declassato 
da un'agenzia di rating a scelta 
tra Moody's,  Fitch e Standard & Poor's
da Principe delle Fiabe a ranocchio.


Sto facendo veramente schifo e me lo dico da solo,
ergo la situazione è tragica sul serio.



Sometimes I wonder where I've been,
Who I am,
Do I fit in.
Make believein' is hard alone,
Out here on my own.

We're always provin' who we are,
Always reachin'
For that risin' star
To guide me far
And shine me home
Out here on my own.

 When I'm down and feelin' blue,
I close my eyes so I can be with you.
Oh, baby be strong for me;
Baby belong to me.
Help me through.
Help me need you.

 Until the morning sun appears
Making light
Of all my fears,
I dry the tears
I've never shown,
Out here on my own.

But when I'm down and feelin' blue,
I close my eyes so I can be with you.
Oh, baby be strong for me;
Baby, belong to me.
Help me through.
Help me need you.

Sometimes I wonder where I've been,
Who I am,
Do I fit in.
I may not win,
But I can't be thrown,
Out here on my own,

Out here on my own. 

Irene Cara (Out Here on My Own - Album: Fame Soundtrack - Anno: 1980)


martedì 7 maggio 2013

Piccolo sunto dei vorrei, degli ho e degli avrò della mia Vita

Cosa vorrei:


Felicità, un Amore tutto mio, una Famiglia, un Lavoro, una Casa e la Quotidianità delle Piccole Grandi Cose.



Cosa ho:


Infelicità, un Letto Vuoto, Tanta Solitudine,  le Tre D (Disoccupazione, Disperazione, Dolore), Zero Speranze che qualcosa migliori e neanche la figaggine del modello della foto.




Cosa, invece, avrò e dunque sarò:


Solo, Vecchio e Infelice, un inutile peso per tutti e abbandonato da tutti.



venerdì 3 maggio 2013

Tiempo y Silencio


C'è stato un tempo in cui il suo scandire era regolato dagli impegni scolastici, poi nel misurarlo subentrarono le lezioni universitarie e gli esami. Non esisteva un ieri, un oggi o un domani, non esistevano le stagioni, ma esisteva un tempo che intercorreva tra un esame ed un altro. Il mio ieri era l'esame appena superato, il mio oggi quello che stavo preparando, il mio domani quello successivo che avrei preparato. Poi è arrivato il tempo della tesi e il tempo era scandito da quanto tempo passava tra un messaggio, una mail, un sms e l'altro. Se ancora ci penso, mai unità di misura del tempo è stata così dolce e bella allo stesso tempo: mi sentivo Vivo! Poi ho terminato l'università, il tempo era scandito da quanto i miei sforzi mi avvicinassero o meno al mio obiettivo da raggiungere, ossia, ciò che credevo fosse la  mia Felicità. Quando poi è morta quella Felicità, è stato come se qualcuno avesse fatto cadere una tessera del domino e avesse dato inizio ad una serie a catena che portava a far cadere altre tessere in successione più frequente, una dietro l'altra, rendendo vani tutti i miei sforzi. All'improvviso non si è rotto solo il mio mondo, si è rotto anche il mio orologio, quello che segnava i ritmi, quello che scandiva il tempo. Ma siccome "poi si muore un po' per poter vivere" mi sono buttato sulla prima cosa che capitava a tiro. Ho iniziato a contare il tempo partendo dal giorno più brutto della mia vita, quello in cui ho perso ciò che credevo fosse la mia possibilità di essere Felice. Ovvio che un modo del  genere di contare il tempo risulta fazioso: primo perché i giorni si assomigliano tutti, soprattutto quelli brutti, secondo perché non c'era differenza tra quello precedente e quello successivo, ma solo dolore, infinite domande senza risposta, dubbi e dure recriminazioni verso me stesso. Non essere amati per l'ennesima volta  come si vorrebbe, fa sempre troppo male. Probabilmente, in futuro, ce ne saranno altri di giorni brutti che sgomiteranno tra di loro per conquistare l'ambito titolo del giorno più brutto della mia vita, proprio per evitare una possibile confusione futura ho smesso di contare il tempo. Ho smesso di contare il tempo, anche perché quando ogni giornata è la fotocopia di quella precedente e di quella successiva, non ha poi molto senso contare. Ho provato ad utilizzare altre unità di misura, tipo tra un colloquio di lavoro ed un altro, ma era (è) una beffa troppo grande per poter funzionare. Ho provato a sforzarmi di usare la felicità come discriminante tra ieri, oggi e domani; ma quando si è nelle mie condizioni in cui la felicità è solo un segno grafico, un insieme di caratteri che digito su una tastiera che rimanda ad uno schermo, non ha proprio senso come unità di misura del tempo. Allora ho adottato come unità di misura la mancanza. Peggio che andar di notte, se tra un colloquio e un altro il tempo risultava lentissimo se non immobile; con la mancanza accelerava vorticosamente facendomi invecchiare precocemente. Ho smesso semplicemente di contare il tempo, ma il tempo non ha smesso di correre lo stesso. Per me ormai non ha più importanza: ho fatto tabula rasa di tutto ciò che si poteva distruggere, ho nascosto tutto ciò che non si poteva distruggere ed ho lasciato spazio al silenzio. Quel silenzio feroce che ti svuota e ti lascia stremato, quello che se ti alzi la mattina dal letto perché sei vivo o non ti alzi dal letto perché sei morto non fa alcuna differenza. Futuro, presente, passato sono privi di significato perché fusi in giorni tutti uguali che non ha senso contare. Ho lasciato inalterate le apparenze più che per me stesso, per non dar peso agli altri. Ho lasciato che un velo di silenzio mi ricoprisse tutto come un sudario, in fondo anche se non sono morto, è come se lo fossi già.


Una casa en el cielo
Un jardín en el mar
Una alondra en tu pecho
Un volver a empezar

“Un deseo de estrellas
Un latir de gorrión
Una isla en tu cama
Una puesta de sol”

Tiempo y silencio
Gritos y cantos
Cielos y besos
Voz y quebranto

Nacer en tu risa
Crecer en tu llanto
Vivir en tu espalda
Morir en tus brazos

Tiempo y silencio
Gritos y cantos
Cielos y besos
Voz y quebranto

Una casa en el cielo
Un jardín en el mar
Una alodra en tu pecho
Un volver a empezar

“Un deseo de estrellas
Un latir de gorrión
Una isla en tu cama
Una puesta de sol”

Tiempo y silencio
Gritos y cantos
Cielos y besos
Voz y quebranto

Gritos y cantos
Cielos y besos

Voz y quebranto

Cesária Évora (Tiempo y Silencio - Album: São Vicente di Longe  - Anno: 2001)

mercoledì 1 maggio 2013

Buon 1° Maggio!


Buona festa del lavoro
a chi un lavoro ce l'ha già,
a chi un lavoro non ce l'ha più,
a chi vorrebbe cambiare lavoro,
a chi vorrebbe un lavoro e non ce l'ha.

Si spera che il lavoro diventi concretamente un diritto di tutti 
e non solo mera retorica.

In attesa di tempi migliori, che forse non arriveranno mai,
si finge di continuare ad avere speranza in un futuro migliore.

Buon primo maggio a tutti e a tutte!

sabato 27 aprile 2013

Più che un consiglio, direi una minaccia...


“La tua storia comincia nel momento in cui Eros entra in te”, dice Anne Carson nel suo libro Eros the bittersweet. “Quell’incursione è il rischio più grosso che corri nella tua vita. Il modo in cui la gestisci indica la qualità, la saggezza e il decoro delle cose che hai dentro. Nell’affrontarlo entri in contatto con la tua interiorità in un modo improvviso e sorprendente. Capisci quello che sei, quello che ti manca e quello che potresti essere”. Vorrei aggiungere alla teoria di Carson che Eros entra dentro di te più volte nel corso della vita e la tua storia ricomincia ogni volta. Come lo affronterai quando farà la sua prossima incursione? Preparati, perché è in arrivo.
Caro Rob Brezsny, 
premetto che non credo nell'oroscopo perché mi sembra assurdo che le stelle e i pianeti influenzino la vita delle persone, al contrario ritengo che ognuno di noi sia l'artefice del proprio destino e della propria vita. Allora mi domanderai perché lo leggo nonostante tutto, la mia risposta è semplice: 1) perché sono scettico, ma delle belle parole aiutano sempre, 2) perché mi intrigano le tue citazioni iniziali che di solito raramente conosco. Concordo con quanto dice la signora Carson, sul fatto che innamorarsi permette di entrare ulteriormente in contatto con la propria interiorità ed è un po' uno specchio su cui si può guardare la propria immagine senza incorrere nel rischio di distorcerla. Però... tu mi vuoi proprio male, eh! A me sarebbe bastato che l'Amore entrasse nella mia vita una sola volta e ci rimanesse: non sono mica un albergo dove entra, esce, fa i suoi porci comodi e poi se ne va senza pagare il conto e mi lascia pure la stanza in disordine! Mi chiedi: come l'affronterai quando farà la sua prossima incursione? In nessun modo perché non accadrà mai più: ho già dato e sono stato prosciugato. E no, il mio pensiero non è campato in aria, perché quando sei gay e ti ostini a non volere usare siti d'acchiappo perché ti senti un pesce fuor d'acqua, né usare grindr perché hai un cellulare preistorico e anche se l'avessi di ultima generazione non sapresti cavare un ragno dal buco, né ad usufruire di luoghi di battuage che oltre a non conoscere proprio non ti attirano per niente perché ti sembrano squallidi, né vai in locali gay perché dove abiti non ce ne sono e ti affidi solamente al caso degli incontri quotidiani... be', ecco che le possibilità di incontrare l'Amore sono pari allo zero, se non al di sotto dello zero. Poi se sei pure disoccupato, e un giorno sì e l'altro pure hai il morale sotto le scarpe, ecco che le tue uscite si diradano talmente tanto che la possibilità di incontrare qualcuno che: rincolli i pezzi del tuo cuore spezzato, ti faccia di nuovo vedere la vita a colori e ti ricordi come si fa a sognare di nuovo... è inesistente, se non nulla. Ora mi spieghi perché mi dovrei preparare? Ma soprattutto, perché più che un consiglio mi sembra una minaccia che non preannuncia nulla di buono?Ma poi perché ti ci metti anche tu ad illudermi che possa succedere anche a me?


La conseguenza naturale dell'errore 
è dubitare che l'errore in fondo ci sia stato mai. 
E fatto il mondo Dio avrà perso un paio d'ore, 
pavoneggiarsi e bere insieme a tutti quanti gli altri dei. 

"La donna è donna", questo vi ho sentito dire 
e giuro che il significato io non l'ho capito mai. 
Perché se partorisco allora so soffrire? 
È come dire che chi nasce ha un bel talento nel morire. 

E giorno dopo giorno, lascio il mondo solo, 
che Dio avrà bevuto troppo o forse poco, chi lo sa. 
Un singolare femminile, un tesoro, 
l'errore in sé che si rivela sotto forma di realtà. 

E non mi dire "devi capire", 
io che ho voluto troppo bene, non devo capire più 
che siamo al mondo per farci del male 
e allora soffri fino a quando il cuore non ti esploderà. 

Oh cielo nero, cielo nero, cielo nero 
tu eri terso e trasparente fino a qualche tempo fa. 
Credi davvero di essere il solo 
a volerne un milione di possibilità? 

Oh cielo nero, cielo nero, cielo nero 
tu eri l'uomo che esisteva fino a qualche tempo fa. 
Credi davvero di essere il solo? 
Sei solo veramente quando hai perso anche la verità. 

La conseguenza naturale dell'amore 
è dubitare che l'amore in fondo ci sia stato mai. 
Può fare male, male da morire, 
ma è soltanto la paura della normalità. 

Una risposta è tutto quello che hai da dire 
e giuro che io l'aspettavo ma non l'ho avuta mai. 
Forse c'è un modo per salvarsi ed è ferire, 
per questo soffri fino a quando il cuore non ti esploderà. 

Oh cielo nero, cielo nero, cielo nero 
tu eri terso e trasparente fino a qualche tempo fa. 
Credi davvero di essere il solo 
a volerne un milione di possibilità? 

Oh cielo nero, cielo nero, cielo nero 
tu eri l'uomo che esisteva fino a qualche tempo fa. 
Credi davvero di essere il solo? 
Sei solo veramente quando hai perso anche la verità.

Marina Rei (L'errore - Album: La conseguenza naturale dell'errore - Anno: 2012)

mercoledì 24 aprile 2013

Mariage pour tous in Francia, in Italia solo per PD e PdL


Ieri la Francia, con 331 voti favorevoli e 225 contrari, è diventato il 14° stato nel mondo, nonché il nono stato europeo, ad estendere il matrimonio a tutti i suoi cittadini e a tutte le sue cittadine. Non solo, in Francia le coppie formate da persone dello stesso sesso potranno anche adottare, sancendo una parità di diritti che fa del 23 aprile 2013 una data storica per la società francese, un cambiamento così importante non accadeva dal 1981 anno in cui venne abolita completamente la pena di morte. "Soffierà una ventata di allegria sulla Francia", ha detto la ministra della giustizia Christiane Taubira, che si è battuta con passione per il suo testo. Una legge che per lei è "generosa" perché "lotta contro la disuguaglianza" e "protegge migliaia di bambini".

In ordine cronologico, gli stati in cui esiste il matrimonio egualitario sono: 
2001: Paesi Bassi
2003: Belgio
2005: Canada Spagna
2006: Sud Africa
2009: Norvegia e Svezia
2010: Portogallo, Islanda e Argentina
2012: Danimarca
2013: Uruguay, Nuova Zelanda e Francia

Il matrimonio egualitario è legale in nove dei cinquanta stati che formano gli Stati Uniti d'America, più la capitale Washington:
  1. Massachusetts (2004)
  2. Connecticut (2008)
  3. Iowa (2009)
  4. Vermont (2009)
  5. New Hampshire (2010)
  6. Washington D.C. (2010)
  7. New York (2011)
  8. Maine (2012)
  9. Maryland (2012)
  10. Washington (2012)
Inoltre, il matrimonio egualitario è legale in dieci stati su ventisei del Brasile, più il Distretto Federale di Brasilia, la capitale:

  1. Alagoas (2011)
  2. Sergipe (2012)
  3. Espírito Santo (2012)
  4. Bahia (2012)
  5. District fédéral (Brésil) (2012)
  6. Piauí (2012)
  7. São Paulo (2012)
  8. Ceará (2013)
  9. Paraná (2013)
  10. Mato Grosso do Sul (2013)
  11. Rio de Janeiro (2013)
Infine, il matrimonio egualitario è legale dal 2011 a Città del Messico (District fédéral) e nel solo stato di Quintana Roo, sui trentuno stati più il distretto federale che costituiscono il Messico.

Mentre scrivo, vorrei ricordare che:
  1.  il Delaware è alle ultime battute per approvare il matrimonio egualitario, diventando così il decimo stato degli USA a legalizzarlo. Non solo, nei prossimi mesi, si spera nell'abolizione del DOMA (Defense of Marriage Act), legge federale che discrimina vietando al governo federale di considerare le unioni fra persone dello stesso sesso sullo stesso piano del matrimonio ed esula così tutti gli stati della federazione dall'obbligo di riconoscere unioni fra persone dello stesso sesso registrate in altri stati;
  2. il Lussemburgo si accinge a diventare il decimo stato europeo a legalizzare il matrimonio egualitario entro il 2013, intanto è in discussione un progetto di legge per legalizzare le adozioni per le coppie dello stesso sesso, entrambe ad opera del Partito Popolare Cristiano Sociale del primo ministro Jean-Claude Juncker, a dimostrazione che i diritti non hanno colore politico. Comunque, nel granducato esiste già una legislazione che riconosce le coppie di fatto;
  3. il premier conservatore inglese David Cameron, sostiene il matrimonio egualitario e la sua legalizzazione che si prevede avvenga, in Inghilterra e Galles, entro il 2014. In Scozia esiste un disegno di legge analogo, mentre ahimè per l'Irlanda del Nord rimane un tabù e non c'è neanche l'ombra di un eventuale dibattito  in materia;
  4. in Finlandia, dal 2011 le coppie omosessuali sono equiparate nei diritti e doveri alle coppie etero, ma sono in discussione due progetti di legge riguardanti uno l'approvazione del matrimonio egualitario, l'altro un ampliamento delle adozioni omoparentali in quanto attualmente è possibile solo adottare i figli del partner;
  5. Dibattiti sull'introduzione del matrimonio egualitario, che già riconoscono le unioni civili anche fra le persone dello stesso sesso, sono in atto in: Germania, Repubblica Ceca, Svizzera, Irlanda e Colombia.
  6. Israele, Aruba e Antille Olandesi non hanno legalizzato il matrimonio egualitario, ma prevedono il riconoscimento di quelli contratti all'estero.
  7. Michelle Bachelet, già presidente del Cile dal 2006 al 2010,  ha fra i suoi cavalli di battaglia, per le prossime elezioni presidenziali in Cile, proprio l'approvazione del matrimonio egualitario.
  8. Dibattiti parlamentari e/o sociali su proposte di legge in merito e sulle unioni civili sono in atto a: Taiwan, VietnamAustraliaSlovenia, Andorra, Liechtenstein, Ecuador, Albania, AustriaGibilterra e Croazia.
Passi indietro invece per: Ungheria, grazie soprattutto a venti nazionalistici che hanno portato a cambiare in peggio la propria costituzione; Nepal, grazie alla grave crisi politica c'è una forte recrudescenza omofoba che sta facendo fare molti passi indietro a uno di quei paesi asiatici considerati più gay friendly del continente; Burkina Faso e Repubblica Democratica del Congo che hanno messo nero su bianco il no ai matrimoni egualitari nelle proprie costituzioni; strali in tal senso arrivano dalle isole Figi, dalle isole Samoa ed Estonia.

E in Italia a che punto stiamo? Il dibattito per il rinnovamento cavalca l'onda quotidiana investendo tutti i settori della società. Proprio per questo motivo, si è deciso di rieleggere un giovanotto che il prossimo 29 giugno compirà la bellezza di 88 anni e dovrebbe stare in carica per altri sette che parla del vuoto cosmico e che non gliene frega una mazza dei diritti civili. Inoltre, si è deciso di creare un matrimonio di larghe intese tra il Popolo della Libertà e il Partito Democratico morente e sempre più alieno dall'umore dei suoi elettori. Le priorità in Italia sono sempre altre, il matrimonio egualitario non è tra quelle e dal discorso del futuro presidente del consiglio Enrico Letta, un passato da democristiano approdato alla sinistra passando per i popolari con simpatie cielline e sempre pronto ad inciuciare col nemico (ve lo ricordate il pizzino che scrisse a Monti per entrare nel suo governo tecnico?), la crisi economica va in secondo piano subito dopo alle riforme istituzionali come la riduzione dei parlamentari e paradossalmente non si accenna a cambiare l'orrida legge elettorale che di fatto ha reso il paese ingovernabile, che da ignorante avrei messo al primo posto. Ovvio che non riconosco né Giorgio Napolitano e né Enrico Letta, rispettivamente come mio presidente della repubblica e presidente del consiglio, oltre a ritenerli incapaci, non sono persone integerrime e laiche, anzi le ritengo molto protettive nei confronti delle varie lobby siano esse politiche e religiose.
Il perché sia contrario ad Enrico Letta, basta leggere quest'articolo di Alessandro Gilioli e Luca Sappino, che spiega perché sia stato scelto proprio lui per formare un governo di larghe intese voluto solo dalla maggioranza della vecchia classe politica e non di certo dagli italiani; se non vi bastasse vi rimando a quest'intervista di Gay.it , con l'accortezza di non vomitare sulla tastiera del vostro pc perché la lettura è a vostro rischio e pericolo. Altre sue "belle" esternazioni le trovate cliccando qui, roba per stomaci forti. 
Se volevate sapere perché alla fine non è stato eletto presidente della repubblica Stefano Rodotà, basta vedere questa foto:

Era in piazza Farnese a Roma con Sergio Lo Giudice (sua la foto pubblicata quassù), a festeggiare per l'approvazione del matrimonio egualitario in Francia. Certo non sarà stato il fattore scatenante per la sua mancata elezione, ma una delle tante concause sì. Se ci penso che l'avremmo potuto avere come nostro rappresentante e invece ci siamo beccati quella mummia di Napisan, mi vien da piangere, soprattutto dopo le sue parole ambigue in cui si auspicava quasi un bavaglio all'informazione per allinearle alle loro esigenze (Anche i media cooperino).
In questi giorni sto accarezzando l'idea di emigrare in Francia, in caso non riuscissi a trovare lavoro lì, forse non sarebbe poi tanto malvagia l'idea di arruolarmi nella legione straniera francese, così almeno finito il servizio riuscirei ad avere la cittadinanza francese. Qui, in Italia, rischio di diventare vecchio e decrepito e di non vedere attuata nessuna garanzia. Che tristezza! Vi lascio con il messaggio dell'Arcigay sullo storico voto francese di ieri: 
Oggi la Francia è il 14° paese al mondo ad aver istituito il matrimonio tra persone dello stesso sesso e l’adozione per le coppie omosessuali.
Il “sì” francese, che stabilisce che gli affetti di gay e lesbiche hanno lo stesso valore di quelli eterosessuali e rivoluziona profondamente l’istituto del matrimonio, è la vittoria di chi crede che una società migliore è possibile. Il matrimonio fra persone dello stesso sesso è il trionfo della giustizia sociale e di coloro che si riconoscono nella democrazia, nella tolleranza e nell’uguaglianza.
Ora tocca all’Italia offrire alle persone gay e lesbiche, che sono i nostri vicini, i nostri colleghi, i nostri amici e familiari quei diritti umani che da anni sono loro tenacemente negati. La classe politica italiana, ha il dovere civile e morale, ammesso che un barlume di morale ce l’abbia, di dare delle risposte a tutte quelle persone, e parliamo di milioni, che per anni sono state umiliate, offese, denigrate, escluse dai diritti, e la cui libertà è stata ferocemente repressa.
Più voci si sono levate per sostenere che il provvedimento non è una priorità. Altri hanno sostenuto che il matrimonio gay sarebbe una minaccia per la famiglia e per la società, ma queste sono argomentazioni palesemente inconsistenti. Al contrario, il matrimonio tra persone dello stesso sesso è urgente al pari di ogni provvedimento che cancella l’ingiustizia, tanto che è in discussione in decine di paesi. Il matrimonio fra due uomini o due donne non è un pericolo per nessuno, anzi, dati alla mano, la sua approvazione valorizza il matrimonio di tutti.
La Corte Costituzionale italiana ha stabilito con una sentenza che si può e si deve fare. Il suo presidente, Franco Gallo, nei giorni scorsi, ha sollecitato il Parlamento in questo senso. L’uguaglianza non può, e non deve, attendere. Tanti, troppi, figli di questo Paese sono costretti ad andare all’estero per ottenere, almeno simbolicamente, quello che è loro rifiutato in patria. Consideriamo questi viaggi l’emblema del tradimento di questo paese verso migliaia di propri cittadini e cittadine, un esilio dei diritti che deve finire al più presto.
Flavio Romani, presidente Arcigay
Che dire se non: Vive la France!

Ps: in caso di imprecisioni, aggiunte o altro, scrivetemelo nei commenti e provvederò ad integrare e/o a correggere il post.

sabato 20 aprile 2013

De profundis italico


Questa mattina parlavo con un amico di politica e gli dicevo che contavo molto sull'elezione di Stefano Rodotà a presidente della repubblica italiana per varie ragioni, molte delle quali le trovate scritte in quest'articolo dell'Espresso. Mi piace soprattutto la sua laicità oltre al fatto che è una persona molto gay friendly. Sì, insomma, avrei voluto che fosse stato eletto lui perché dato il periodaccio che sta attraversando l'Italia e il sottoscritto, avevo bisogno di qualcuno di nuovo. So che qualcuno scuoterà la testa, in primis il mio amico, ma quando mi riferisco a nuovo, non mi riferisco all'età anagrafica ma intendo l'età delle sue idee, che sono anni luce avanti alla stragrande maggioranza dei politici italiani, abbarbicati in parlamento e che sono riusciti nell'ardua impresa di far rivoltare nella tomba tutti i nostri padri costituenti per l'inettitudine, lo schifo e lo stravolgimento effettuato secondo le regole a nome di uno pseudo "senso di responsabilità" di cui francamente me ne infischio, visto che ne hanno stravolto il senso ad uso e consumo dei propri porci comodi. Comunque, ritornando al discorso originale, contavo molto su quest'elezione per alimentare quella flebile speranza a cui mi aggrappavo per andare avanti. Sì, insomma al cosiddetto tieni duro, ora va male ma presto cambierà tutto o quasi in meglio, tieni duro. Invece, come diceva un gran saggio al peggio non c'è mai fine, non fai in tempo ad abituarti che accade qualcosa che peggiora e va ben oltre la propria fervida immaginazione più perversa.
Poco dopo la rielezione di Giorgio Napolitano, che nella mia personale classifica dei peggiori presidenti della repubblica italiana è a pari merito con quel genio del male di Cossiga, commentavo così su facebook:
È sconfortante vedere la rielezione di Napolitano e i soliti tristi e ritriti inciuci con il plauso del Vaticano. Non cambierà mai niente in Italia. Ora scusatemi vado a fare il funerale a quel mio briciolo di speranza che nutrivo per il futuro. 
Sono profondamente deluso e arrabbiato. Se anche quel briciolo di cambiamento esterno a cui speravo non c'è stato, egoisticamente parlando, come posso ancora sperare in qualcosa? Sono veramente stanco, anzi sono esausto. Non so se è capitato anche a chi legge, ma è più di un anno abbondante, che mi dicono di tenere duro perché poi con il nuovo parlamento, il nuovo governo, il nuovo presidente della repubblica, ecc. ci saranno nuove opportunità, nuovi posti di lavoro, nuove speranze, arriveranno tempi migliori... e invece adesso? Alla fine si è sprecato inutilmente del denaro per dare una parvenza di democrazia che in realtà latita di brutto. Ma sul serio, ora io dovrei ancora continuare a sperare e a tenere duro?
Basta illusioni, basta contentini che domani sarà un altro giorno perché non è vero. Basta! Quest'ipocrisia non la reggo più! Avrei voglia di piangere, ma sto resistendo disperatamente con tutte le mie forze perché, poco più di un anno fa, ho promesso a me stesso che non avrei più pianto né per me, né per nessuno perché nessuno merita le mie lacrime.
Mi resta una grande amarezza, oltre la consapevolezza che non cambierà mai niente ed io sono arcistufo di lottare, probabilmente perché non ho più un buon motivo per continuarlo a fare e infatti mi chiedo che senso ha vivere così, non sarebbe il caso di far calare il sipario? Sarò egoista, infantile o quello che vi pare, ma la vita fa veramente schifo. Ieri, oggi e domani ancor di più.

Arvo Pärt (De profundis (1980), for chorus, organ and percussion - Album: 20th Century Classics: Arvo Pärt Various Artists - Anno: 2009)


Ps: se qualcuno cercava un'analisi politica completa, be' ha sbagliato proprio blog, ma se girate nell'oceano del web ne troverete di tutti i tipi e più che ben fatte della mia.

mercoledì 17 aprile 2013

Forse mi servirebbe...


Oggi, mentre cercavo di districarmi tra scartoffie, studio, telefonate surreali, ricerche e dvd rovinati, ho realizzato che forse mi servirebbe proprio un life coach. Uno che tiri fuori il meglio di me, che mi faccia riassaporare di nuovo le piccole gioie quotidiane, che mi dia occhi nuovi con cui guardare questo folle mondo, che mi rimetta in carreggiata, che mi faccia una lavata di testa ogni qualvolta mi perdo, che mi dia una pacca sulla spalla ogni volta che faccio una cosa giusta, che mi incoraggi, che mi aiuti ad apprezzare di più la vita, che mi aiuti a viverla al meglio o che più semplicemente mi dia gli strumenti per riparare tutto ciò che non va, aiutandomi a sbrogliare quest'impasse che mi spinge sempre più verso il baratro. È inutile girarci intorno: il problema sono io. Io che non mi capisco per niente e che sono sempre più un disadattato fuori dal mondo.