venerdì 31 ottobre 2014

Buon Grande Cocomero!


Quest'anno non ho scritto la letterina al Grande Cocomero o alla Grande Zucca in cui credo più di Halloween, anche perché l'oroscopo di Rob Brezsny di questa settimana mi augura di ricevere tanti doni corrispondenti a tutto il bene che ho fatto, speriamo sia tanto! Mi riferisco al bene e non ai doni (NdPK). Quindi quest'anno niente attese, visto anche l'oggettiva difficoltà di indirizzarle correttamente (vedi le inevase letterine dell'anno scorso, del 2012 e quella del 2011), in più c'è un vento freddo di tramontana che mi fa desistere nell'aspettarlo come Linus nell'orto dietro il Palazzo Reale e per ultimo, credo di non avere particolari richieste per quest'anno. Sì, insomma un po' più di serenità e di felicità non guasterebbe, un'Italia più progressista e lgbtq friendly, un bel lavoro, più soldi, più salute e perché no anche un compagno sarebbe ben gradito (ma anche quel gran gnocco di Colton Ford nelle vesti di diavoletto nel mio letto mi alletterebbe tanto!). Anche se non ricevessi tutto ciò, in parte andrebbe bene lo stesso visto che sto creando il mio equilibrio, sto facendo passi in avanti nel crearmi una vita che mi rispecchi e che mi soddisfi nonostante tutto. Certo son conscio che ho tante cose da migliorare, altre da cambiare, ma ce la sto mettendo tutta e poi sto imparando ad apprezzare anche gli errori, a farne tesoro e a sforzarmi di non ripeterli, ma allo stesso tempo mi concedo il lusso di sbagliare. In fondo anche se sbaglio non è poi la fine del mondo e non mi sembra che crolli. Il primo anno di università è andato molto bene, tant'è che sono riuscito addirittura a terminare tutti gli esami a luglio, senza dover ricorrere alla sessione di settembre e senza ritardo, per la prima volta in vita mia, in più al momento la media è più che soddisfacente anche se credo purtroppo si abbasserà un po' a causa di alcuni esami ostici del secondo, ma io ce la metterò tutta per fare del mio meglio. Al momento detesto quest'orario pieno di buchi che non mi permette di studiare come vorrei, poi il fatto che il motore di ricerca della biblioteca sia in tilt da agosto non mi aiuta. Apro una parentesi: proprio nel caso in cui il catalogo online tiri le cuoia, la classificazione Dewey è una cagata pazzesca perché non ti permette di trovare i libri sugli scaffali, soprattutto perché nella mia biblioteca, frutto di somme di fondi e di collezioni di diverse biblioteche, è stata usata in maniera molto discutibile. Ne consegue che se non sai la collocazione di un libro, la vecchia ricerca manuale, ossia scaffale per scaffale, risulta molto infruttuosa e ti ritrovi libri che dovrebbero essere in un determinato scaffale perché afferenti ad una determinata categoria da tutt'altra parte, cosa che magari l'utilizzo di una catalogazione per autori in ordine alfabetico avrebbe in parte attutito i disagi.
Ritornando al discorso principale e ricollegandomi al post precedente, ho bisogno un po' di nuove energie e per questo ho deciso di osare di più, anche per mettermi maggiormente in gioco e per cercare di scavalcare i miei limiti. Ancora sono in fase di rodaggio, ma spero per il meglio perché mi sto impegnando per dare il massimo e far funzionare tutto. Certo dovrei anche migliorare la mia scarsa vita sociale, ma per farlo dovrei aumentare ulteriormente la mia autostima e cercare di essere meno timido e di avere più sicurezza. Insomma è tutto collegato e poi c'è tanto su cui lavorare, ma per oggi mi godo il meritato riposo e ne approfitto per ricaricare le batterie ed augurarvi un:

 Buon Grande Cocomero a tutti e/o un buon Halloween! 


lunedì 27 ottobre 2014

Bisogna osare di più


«Fra', devi osare di più...», mi lasci così, con queste tue parole, mentre chiudo la portiera della tua auto ed io ritorno sui miei passi. Non posso fare a meno di pensarci. C'è questa frase che mi rimbomba nella testa. Osare o non osare? Questo è il problema! Intanto il tempo passa ed io mi muovo troppo piano, sembro quasi immobile. Cerco di ricordare quando è stata l'ultima volta che ho osato, quando per l'ultima volta ho lasciato la mia zona sicura e mi sono buttato nell'ignoto osando. Un dubbio si insinua in me: ho mai osato? La mia risposta è un semplice ma veritiero NI, un mix tra no e sì: perché quando ho osato consciamente e/o inconsciamente avevo il mio paracadute di sicurezza e volente o nolente non credo di essere andato fino in fondo, vagliando ogni possibilità. E se fosse questa la chiave per superare questa "impasse"? Osare, mettere da parte il buon senso che mi ha accompagnato in quest'ultimo anno e concedermi, perché no, il lusso di sognare ad occhi aperti, di sperimentare, di scoprire e riscoprire, di scoprimi e riscoprirmi. La razionalità e il buon senso non devono per forza eliminare l'irrazionale bellezza del sognare, del fantasticare ad occhi aperti, ma possono coesistere in armonia, basta esserne consapevoli e tenerli in equilibrio. Ecco, dall'osare posso trarre nuove energie per affrontare al meglio questo viaggio che ho intrapreso un anno fa, con nuovi compagni di viaggio, ma soprattutto con questo brivido di incoscienza-follia che dovrebbe accompagnarmi ogni giorno e spingermi a superare i miei limiti per essere una persona e un maestro migliore. 


Eugen Doga (Gramophone - Album: Cascade of Dreams - Anno: 2012)

lunedì 26 maggio 2014

2 years ago: si sopravvive pure alla Felicità


È strano come di certi giorni ci si ricordi ogni minimo dettaglio: ore 11:36 di venerdì 25 maggio 2012, c'era il sole e io morivo un po' dentro. Potrei continuare a ripercorrere ogni gesto, ogni pensiero, ogni pensiero, ogni sentimento... tutto è scolpito in maniera indelebile nei miei ricordi. Pensavo che non sarei sopravvissuto, che niente sarebbe stato più come prima ed eccomi qui a confutare invece il primo punto e a confermare il secondo. Due anni fa mi chiedevo se sarebbe nata un'amicizia, oggi posso dire con quasi certezza NO, non poteva nascere più che altro perché abbiamo un modo diametralmente opposto di concepire l'amicizia e anche perché da parte mia la fiducia nei suoi confronti è esaurita da tempo, peccato! Un'altra occasione mancata. Sempre in quel mio post terminavo scrivendo:

Non ci sarà un nuovo inizio.
Non ci sarà il lieto fine,
non questa volta.

A distanza di due anni, continuo a non vedere, come l'anno scorso, nessun lieto fine per me. Non si tratta di pessimismo, ma semplicemente di realismo anche perché ora come ora non ho ben chiaro cosa prova il mio cuore per una persona, ma se anche l'amassi si tratta di un altro amore ahimè "impossibile". Il fatto è che sono stato talmente scottato dall'ultima volta che è più forte di me e non me la sento di lottare anche per chi non ce la fa perché ha paura. Mi ritrovo così in un limbo aspettando che arrivi un miracolo. Non so nemmeno se sia sufficiente questo miracolo, perché ho come l'impressione che in quell'afoso venerdì di maggio di due anni fa, una parte di me, quella migliore, sia morta definitivamente con il mio cuore spezzato e il mio sogno infranto. In questi due anni, mi sono chiesto spesso come Romina Falconi "Non sei qui così mi chiedo come mai non crolla il cielo", il cielo non è mai crollato in tutto questo tempo: è solo meno bello e meno blu. È buffo come quando si è innamorati tutto ci sembra più bello e poi di colpo non lo è più. Non c'è nessun mio nuovo inizio, nessun altro inizio, ma come direbbe la mia amata-"odiata" Brunella c'è invece un inizio altro. Non so dove mi porterà, ma penso sia solo il mio unico modo di provare ad essere felice, perché Felice con la effe maiuscola so già che non accadrà perché non si può mai avere tutto dalla vita, anche quando si chiede poco, se si è fortunati si avrà ancor di meno. Io non credo di essere un granché fortunato, per cui... Nel frattempo mi piacerebbe riuscire a non perdermi quel po' di bellezza che mi circonda, perché ahimè in questi due anni credo di avere la vista offuscata e a non vedere più il blu del cielo.
Un'altra cosa che ho capito di me, per cui penso anche che non riuscirò realisticamente in futuro ad avere una felicità con la effe maiuscola, è che ripensando ai miei amori infelici posso affermare con certezza che: sotto le apparenze che mi fanno sembrare ciò che vogliono gli altri non c'è niente per cui valga la pena restare. È brutto da dire ma è così, anche se accadesse quel miracolo, che vorrei ardentemente che accadesse con tutte le mie forze, son sicuro che non resterebbe per me. Non sono le mie paranoie ed insicurezze a parlare per me, lo sono i fatti e quelli non possono essere cambiati.
Ho ancora il mio quadernino dalla copertina scozzese, quello che avrei voluto regalargli come pegno d'amore, non so ancora perché non l'abbia strappato e bruciato, forse perché mi ricorda la mia stupidità, il mio essere cieco d'amore o semplicemente è stato rimosso dalle mie priorità per cui razionalizzando il mio tempo scarso, alla fine ho deciso che per il momento può continuare a stare in un angolo dimenticato della mia scrivania a prendere polvere, ormai non è più importante. I suoi messaggi sono chiusi in un vecchio cellulare di cui ignoro se funzioni o meno, ormai non sono importanti: quel Francesco è morto per sempre, quelle emozioni sono morte con lui e non credo che ce ne saranno altre con la stessa intensità. Non li ho cancellati, li ho semplicemente abbandonati. 
Lo confesso: mi manca quel sentirmi Vivo, importante, bello, quelle farfalle nello stomaco, quel contare il tempo e il mio piccolo stupido sogno romantico. Vorrei poter riprovare le stesse emozioni, chissà se mai un giorno ne sarò di nuovo capace, ma ho troppa paura che sia un NO, non succederà. 
Mi consolo col fatto che almeno ho amato, sono riuscito ad amare qualcuno e pazienza se poi quel qualcuno non è stato in grado di amarmi e ha sprecato il mio amore inutilmente: si sopravvive pure alla Felicità.



Ti penserò e sarò così lontana 
dalla tua faccia e la mia volontà ,
la cicatrice resta dove sta. 
Si sopravvive pure alla felicità 
Ma ora siamo vivi siamo ancora qui 
Mai stati così bravi ad illuderci 

Ti scaccerò senza contarci tanto 
E se fallirò lo saprà fare il tempo 
Mi sognerai e ti parlerò di me 
Col tono che si usa per le favole 
Proverò a scordare che era così bello 
Dare per scontato che tu eri lì 

Io no 
Non ti perderò 
L'amore resta e tu pensi di no 
Non se ne va mentre ridi e il tempo ride di te 
Perché chi si accontenta muore 

E poi ti sorprenderai 
L'amore resta anche se te ne vai 
Non ci abbandona anche se già mi perdo da me 
Sarò lì tra i sospiri che fai 
L'amore resta e non ci lascia mai 

Mi torni in mente mentre ammazzo il tempo 
o forse è lui che sta uccidendo me 
Il tuo ricordo mi fa male qui 
Proprio dove ho smesso di difendermi 
Io mi dirò che so anche perdere 
Non è mai libertà dopo le lacrime 

Io no, 
non ti perderò 
l'Amore resta e tu pensi di no. 
Non se ne va mentre ridi e il tempo ride di te 
Perché chi si accontenta muore 

E poi ti sorprenderai 
L'amore resta anche se te ne vai 
Non mi abbandoni anche se già mi perdo da me 
Sarò lì tra i sospiri che fai 
L'amore resta e non ci lascia mai 

Non se ne va mentre ridi e il tempo ride di te 
Perché chi si accontenta muore 

E poi ti sorprenderai 
L'amore resta anche se te ne vai 
Non mi abbandoni anche se già mi perdo da me 
Sarò lì tra i sospiri che fai 
L'amore resta e non ci lascia mai.

Romina Falconi  - L'Amore Resta - 2012

mercoledì 14 maggio 2014

E vorrei...


E vorrei tirare un calcio a questa tristezza che mi affligge,
questo mio continuare a sentirmi spento,
questo mio continuare a sentirmi fuori luogo e fuori tempo,
incompleto.
Imprigionato in un ruolo non mio,
passo i giorni a fingere che va tutto bene
e ad autoconvincermi che sia così.
Vorrei che arrivassero tempi migliori
e in tanto questi tempi migliori continuano a latitare 
e a sembrare sempre più lontani.
Mi ripeto: "è solo stanchezza fisica e mentale",
ma sospetto che ci sia qualcosa di più.
Mi manca qualcosa e continuo a sentirmi incompleto, 
come quel puzzle a cui mancano delle tessere per potersi completare 
e fare bella mostra di sé in soggiorno, 
magari in una bella cornice.
Vado a pezzi e stringo i denti,
evito di pormi la domanda fin quando valga la pena farlo.
"Passerà", mi ripeto, con la stessa  poca convinzione
con cui continuo a scrivere 
sempre più raramente su questo blog,
sempre più alla deriva come me.
E se fossi arrivato all'ultima danza?


Oh ma douce souffrance 
Pourquoi s'acharner tu recommence 
Je ne suis qu'un être sans importance 
Sans lui je suis un peu paro 
Je déambule seule dans le metro 
Une derniere danse 
Pour oublier ma peine immense 
Je veux m'enfuire que tout recommence 
Oh ma douce souffrance 

Je remue le ciel le jour, la nuit 
Je danse avec le vent la pluie 
Un peu d'amour un brin de miel 
Et je danse, danse, danse, danse, danse, danse 
Et dans le bruit, je cours et j'ai peur 
Est-ce mon tour? 
Vient la douleur... 
Dans tout paris, je m’abandonne 
Et je m'en vole, vole, vole, vole, vole 
Que d’espérance. 
Sur ce chemin en ton absence 
J'ai beau trimer, sans toi ma vie n'est qu'un decore qui brille, vide de sens 

Je remue le ciel le jour, la nuit 
Je danse avec le vent la pluie 
Un peu d'amour un brin de miel 
Et je danse, danse, danse, danse, danse, danse 
Et dans le bruit, je cours et j'ai peur 
Est-ce mon tour? 
Vient la douleur... 
Dans tout Paris, je m’abandonne 
Et je m'en vole, vole, vole, vole, vole 

Dans cette douce souffrance. 
Dont j'ai payé toutes les offenses 
Ecoute comme mon cœur est immense 
Je suis une enfant du monde 

Je remue le ciel le jour, la nuit 
Je danse avec le vent la pluie 
Un peu d'amour un brin de miel 
Et je danse, danse, danse, danse, danse, danse 
Et dans le bruit, je cours et j'ai peur 

Est-ce mon tour? 

Vient la douleur... 

Dans tout Paris, je m’abandonne 

Et je m'en vole, vole, vole, vole, vole.

Indila (Dernière Danse - Album: Mini World - Anno: 2014)

giovedì 24 aprile 2014

Keep Calm...


Il problema è che continuo ad incazzarmi 
con persone che valgono meno di zero, 
quando dovrei farmi scivolare tutto alle spalle.
Non solo, la cosa peggiore è che quando mi incazzo così tanto,
poi mi agito fino a tremare con tanto di tachicardia.
Poi mi incazzo ulteriormente perché permetto a della gentaglia
di farmi reagire così male da restarci scosso.
Non posso fare a meno di pensare che se l'avessi avuta di fronte
l'avrei presa a schiaffi e a calci in culo,
incurante che questa stronza fosse
 una vecchia-grassona-ciuccia-presuntuosa-maleducata-arrogante.
Per fortuna su WhatsApp mi sono contenuto, 
ciò non toglie che questo mio lato oscuro mi faccia un po' paura.



Perché non riesco a farmi scivolare tutto alle spalle
e finisco per farmi condizionare così male
 nei giorni successivi?
Non potrei limitarmi come tutti 
ad un sano vaffanculo e basta?

domenica 20 aprile 2014

Buona Pasqua e buone vacanze pasquali!


Oggi mi sono svegliato angosciato e triste, ma non c'è un vero e proprio motivo, non so se dipende dal brutto incubo di questa notte o dal fatto che negli ultimi giorni ci siano stati così tanti alti e bassi improvvisi da catapultarmi un attimo prima alle stelle e un attimo dopo alle stalle, come se fossi continuamente sulle montagne russe. Forse è solo stanchezza, forse avrei bisogno di una vacanza da me stesso. Magari i due coniglietti pasquali della foto di apertura del post potrebbero aiutarmi a farmi tornare il sorriso con la ricerca delle uova pasquali o con qualche altro bel gioco più divertente ed interessante.
Oggi mi sento particolarmente infelice senza un perché, speriamo domani vada meglio, anzi deve andare per forza meglio, non ho scelta. Allora ne approfitto per augurarvi una:

 Buona Pasqua per i credenti,
e, per tutti gli altri che come me non credono,
 Buone Vacanze pasquali e buon week end prolungato.


So long ago
Certain place
Certain time
You touched my hand
On the way
On the way down to Emmiline
But if our paths never cross
Well you know I'm sorry but
If I live to see the seven wonders
I'll make a path to the rainbow's end
I'll never live to match the beauty again
The rainbow's end

So it's hard to find
Someone with that kind of intensity
You touched my hand I played it cool
And you reached out your hand to me
But if our paths never cross
Well you know I'm sorry but
If I live to see the seven wonders
I'll make a path to the rainbow's end
I'll never live to match the beauty again
The rainbow's end

So long ago
It's a certain time
It's a certain place
You touched my hand and you smiled
All the way back you held out your hand
If I hope and if I pray
Ooh it might work out someday
If I live to see the seven wonders
I'll make a path to the rainbow's end
I'll never live to match the beauty again
The rainbow's end

If I live to see the seven wonders
I'll make a path to the rainbow's end
I'll never live to match the beauty again

If I live to see the seven wonders
I'll make a path to the rainbow's end
I'll never live to match the beauty again

Fleetwood Mac (Seven Wonders - Album: Tango in the Night - Anno: 1987)

lunedì 14 aprile 2014

24 marzo 2011: tre anni dopo.


Ci sono giorni speciali che per ognuno di noi rientrano di diritto tra le tappe fondamentali della propria crescita, uno di questi giorni è sicuramente la laurea. A distanza di 3 anni, ricordo come se fosse ieri il 24 marzo 2011. Era una calda giornata di primavera, una di quelle giornate in cui non si può fare a meno di stare con gli occhi all'insù rivolti verso il cielo. Stranamente non ero agitato, ero piuttosto calmo. Il mio chiodo fisso era che non vedevo l'ora di discutere la tesi e di chiudere un brutto capitolo della mia vita. Doveva essere la data spartiacque, un po' come l'anno zero di Cristo, una data in cui prima c'era un passato per lo più da dimenticare e dopo un futuro roseo che mi attendeva a braccia aperte. Non è andata esattamente così, un po' come quando mi ripromisi che non mi sarei più riscritto all'università e invece a luglio dell'anno scorso ho cambiato idea e adesso eccomi qua. Se penso a quel giorno, non posso fare a meno di pensare che doveva essere il mio giorno speciale da protagonista eppure in realtà non lo è stato. Non lo è stato perché non sono stato capace di godermelo. A me non interessava la discussione della tesi, non mi interessava la festa, non mi interessavano i regali e tutto il resto. A me interessava laurearmi perché in quel modo si concludeva un ciclo e ne iniziavo un altro. Il mio atteggiamento era del tipo quel che è fatto è fatto, dal giorno dopo sono libero di poter iniziare una nuova vita, nessun legame qui. Non ero preoccupato della seduta in sé, il tutto mi sembra come una cerimonia scenografica fatta più per i miei genitori che per me, tanto sapevo già che avrei avuto un voto basso a rispecchiare il fatto che i miei anni universitari hanno coinciso per lo più con un periodo molto buio della mia vita e laureandomi mi sarei buttato tutto alle spalle. Avevo investito quel giorno di un significato particolare perché dal giorno dopo sarei stato libero di vivere il mio sogno d'Amore con RdS. Ce l'avrei fatta a trovare un lavoro lì vicino, tale che avrei potuto corteggiarlo seriamente per poter creare una famiglia con lui, qualcosa di bello, tutto ciò che ho sempre desiderato. Non mi importava che tipo di lavoro avrei trovato, bastava che mi permettesse di vivere dignitosamente e di poter stare con lui. A me non interessava un fico secco della laurea, se non fare bella figura per renderlo orgoglioso di me. Ho preso il massimo dei voti alla tesi solo perché lui mi hai sostenuto quando tutto andava storto e volevo mollare. So che è una cosa talmente irrazionale e fuori di testa, probabilmente ricalco in pieno qualche cliché romantico da telenovelas sudamericana. Probabilmente mi sputtano alla grande dicendo che l'avrei voluto lì al mio fianco. Sapevo che non era possibile, ma c'ho sperato tanto. Nella mia fantasia malata, speravo che lui arrivasse da un momento all'altro facendomi una sorpresa o che ne so, mi  mandasse dei fiori (ma poi come poteva inviarmeli se non conosceva il mio indirizzo esatto è una cosa che non so spiegarmi ed è irrazionale). Non so cosa pensassi, ma man mano che la giornata volgeva al termine, speravo che si palesasse. Sapevo che aveva dei grossi problemi in famiglia e sul lavoro, ma speravo che mi chiamasse, avevo il cellulare sempre vicino a me proprio per questo, ma non successe. Allora pensai, poco male mi manderà un sms e non mi chiamerà perché magari ha paura di disturbare. Ah, beata ingenuità! L'Amore è tale che addormenta la ragione e non ci fa vedere l'ovvio. Ovviamente rimasi un po' deluso, ma i miei pensavano che fosse per il bidone delle mie amiche, di un paio ancora a 3 anni di distanza aspetto la conferma per la mia festa. Poco male, non vedevo l'ora che se ne andassero anche gli ultimi invitati per poter andare in camera mia, accendere il pc e lì avrei trovato di sicuro una sua mail. Niente di tutto ciò. Come ci rimasi male! Pensavo va be' magari mi ha fatto una sorpresa e mi ha dedicato un post sul suo blog tutto per me, invece il nulla. Ci rimasi malissimo. Però, sapevo del suo brutto periodo e speravo che tutto andasse bene, auto-accusandomi di non essere lì con lui a dargli conforto. Alla fine pensai che non mi importava che in quel giorno importante lui non ci fosse fisicamente, quello era il mio passato lui era il mio presente, il mio futuro.  Attesi giorni ma di lui nessuna traccia, ci rimasi malissimo, pensavo gli fosse successo qualcosa di brutto e mi tormentavo. Solo dopo 7 giorni mi inviò una mail in cui parlava per lo più dei suoi guai e un misero cenno alla mia laurea. Una persona razionale avrebbe realizzato e capito l'ovvio, io ero talmente accecato dall'Amore che passai su tutto e mi aggrappai al fatto che ero il suo confidente di così gravi preoccupazioni e lo perdonai in cuor mio, per il resto dovevo tener duro per lui. L'ho riletta alcune settimane fa per caso, complice il motore interno di ricerca di gmail e lì mi si è aperto un mondo.
Sul serio, come ho potuto credere che io fossi speciale per lui? Come ho potuto pensare che si sarebbe innamorato di me? Come ho potuto pensare che gli importasse di me? Come ho potuto non accorgermi che non mi filava di pezza? Come ho potuto pensare che quando mi avrebbe visto si sarebbe innamorato di me? 
Non ci si innamora di me. Non sono speciale. Sono uno come tanti. Eppure pensavo che questa volta sarebbe stato diverso perché credevo che fosse l'uomo giusto per me ed io per lui. BALLE! Non esiste l'uomo giusto per me, io sono come il soldatino di stagno di Andersen solo che invece di mancarmi una gamba perché non c'era più stagno a me manca l'altra metà della mela, tutto qua e me ne sto accorgendo solo ora. 
Rileggendo quella mail, mi accorgo semplicemente che ero la ruota di scorta, il bravo ragazzo affidabile ma di cui non ci si innamora. Si leggeva a chiare lettere che era ancora preso da un altro a tal punto da fare quelle confidenze così pesanti per una persona sola, prima a me per non dare pensieri a quel ragazzo che gli ha spezzato il cuore e che da lì a poco avrebbe fatto uno stupido spettacolo amatoriale (a lui il post di in bocca al lupo lo fece, ecco un altro segnale che non colsi stupidamente), tanto al giorno d'oggi danno le lauree a cani e a porci, l'hanno data persino a me! Figuriamoci! 
Niente, avevo i paraocchi. Oggi non mi capacito di come non sia riuscito a vedere l'ovvio: non mi amava, non mi ha mai amato e credo che non ci sia stato neanche un secondo della sua vita in cui abbia pensato che io potessi essere l'uomo giusto per lui. Probabilmente gli ispiravo tenerezza e compassione, probabilmente pietà perché in fondo sono uno sfigato e un po' d'amore non si nega a nessuno o ancora più semplicemente ero un momento di svago dai suoi guai. Svago inteso come sogno di cosa ancora avrebbe potuto avere.
Mi chiedo come ho fatto a non notare tutti quei piccoli segnali che urlavano "c'è qualcosa che non va"? Non riesco a darmi una risposta che non sia diversa dal fatto che l'Amore mi ha reso cieco ed ora che sono sveglio non posso fare a meno di darmi del cretino e di pensare a come ho potuto innamorarmi di lui alla luce dei  suoi ultimi commenti qui sul mio blog e di quelli in privato su facebook. Ancora non capisco la sua assurda preoccupazione di come lo vedono gli altri e le sue assurde precisazioni, proprio non riesce andare oltre e fermarsi a capirmi un po': io non ho perso solo un Amore, ma ho perso un Amico, una persona che ritenevo importante nella mia vita è che pensavo ci sarebbe sempre stato e invece mi ha lasciato solo un grande vuoto. Io non ci sto a sentirmi in colpa per cose che non ho fatto e di cui vengo accusato ingiustamente, mi sento la coscienza a posto. Vuole buttarmi addosso il suo astio? Lo faccia pure se ciò lo fa sentire meglio, tanto ormai non mi tocca più, ho smesso di stare male per lui da un pezzo, a me basta tenermi stretto le poche cose belle che mi ha dato per cui l'avevo chiamato Raggio di Sole, perché se dovessi tenere conto di tutto il resto sarebbe solo un circolo vizioso di negatività, di cose brutte e crudeli senza uscita.



Il mio prossimo amore sarà degno di me 
Arriverà con il buio di una notte da sogno 
Io lo sento da adesso, conto ogni suo passo 
Arriverà a farmi bene là dove c'è il terrore 

Questa volta i miei sogni hanno la precedenza 
Non mi scalderò più con chi non è all'altezza 
Sogno chiacchiere e film fino all'intera mattina 
E anche se sarà via saprà restarmi vicino 

Amore mio sarai contento di me, del mio lavoro 
Del mio modo di essere 
Lo sento stai arrivando 
Stavolta non mi arrendo 
Ma mi devo proteggere 
E quindi il prossimo 
Le paga per tutti, le paga per tutti, le paga per tutti 
Per tutti 
Nessuno mi sa dire cos'è che fa più male, cambiare o non cambiare mai 
Nel dubbio, il prossimo 
Le paga per tutti, le paga per tutti, le paga per tutti 
Per tutti 

Il mio prossimo amore non lo invidio lo sai 
Niente droghe e bugie, paranoie e isterie 
Non professerà il bene per poi fare il contrario 
Anzi saprà stare zitto e spogliarmi sul serio 
Quant'è dura da ammettere che ho tanta paura 
Dopo una delusione sento il cuore che trema 

Non c'è un cazzo di libretto di istruzioni 
Per sapere restare al mondo senza dolori 

Amore mio sarai contento di me, del mio lavoro 
Del mio modo di essere 
Lo sento stai arrivando 
Stavolta non mi arrendo 
Proverò a sorprendermi 
E quindi il prossimo 
Sarà il mio tutto, sarà il mio tutto, sarà il mio tutto 
Il mio tutto 
Io non saprò cambiare, lo dico e non lo faccio mai 
Io mi proteggerò, sarò fragile 
Sarà il mio tutto, sarà il mio tutto, sarà il mio tutto 
Il mio tutto 

Quando la vita ti fa il culo grande quanto il Duomo 
Hai voglia a dire che il dolore non ti cambierà 
Ripensandoci vorrei sentirmi al sicuro, Ripensandoci nel dubbio il prossimo... 

Le paga per tutti, le paga per tutti, le paga per tutti 
Per tutti 
Nessuno mi sa dire cos'è che fa più male, cambiare o non cambiare mai 
Nel dubbio, il prossimo 
Le paga per tutti, le paga per tutti, le paga per tutti 

Per tutti

Romina Falconi (Il Mio Prossimo Amore - Album: Certi Sogni si fanno  Anno: 2013)

sabato 15 marzo 2014

Pronto a correre


Non aggiorno il blog da un mese esatto: tra la sessione d'esami, la ripresa delle lezioni e il viaggio dei Reali in Toscana, ho avuto il mio bel po' da fare. Mi dispiace non riuscire ad aggiornare il blog con più costanza, spesso succede che arrivo la sera stanco morto e finisce che mi addormento mentre provo a leggere qualche pagina o mentre tento di studiare. A volte è colpa della pigrizia, altre volte, non so, è come se mi passasse la voglia di scrivere. Nonostante la stanchezza accumulata e che sembra non voglia andar via, posso ritenermi abbastanza soddisfatto di questa sessione d'esami. Alla fine non ho sostenuto solo l'esame di linguistica perché non mi sentivo abbastanza preparato, ma per il resto ho collezionato un 30 e lode, due 30 (va be', uno dei due farà media con un esame di 4 crediti che sto seguendo ora e che darò a giugno) e un 18 preso con rabbia e controvoglia (ma per fortuna pesa solo per 5 crediti); per cui al momento ho una media del 27,273/30.  Non mi posso lamentare e devo essere molto orgoglioso di me. Nutrivo grandi speranze per le materie di questo secondo semestre, speranze alimentate dai nomi altisonanti delle materie, peccato la discrepanza con gli argomenti trattati; per cui mi ritrovo a fare filosofia pura mentre sulla carta e sul piano di studi dovrebbe essere pedagogia generale e interculturale (se avessi fatto il liceo non sarei proprio crudo in materia); mi ritrovo a studiare acriticamente Freud e in realtà si tratterebbe di pedagogia dell'infanzia che non c'azzecca un fico secco, per dire ad esempio l'anno scorso durante il corso, con una docente ormai in pensione, si sono occupati di Maria Montessori, Jean Piaget, Frabboni, Pinto Minerva, ecc. e in  misura minore anche di Freud. Leggere oggi i tre saggi di Freud sulla sessualità in maniera acritica, dove chiama gli omosessuali invertiti, far rientrare i baci nelle aberrazioni e fa tutta una serie di miscugli che onestamente mi fa pensare che avesse un pessimo rapporto col sesso e il suo corpo; mi lascia molto ma molto perplesso. Insomma, tutto ciò come mi aiuterebbe ad essere un maestro migliore? Magari siccome sono passate solo due settimane, forse non sono ancora entrato nella loro ottica ma al momento ho come l'impressione di andare a lezione solo per riscaldare il banco e la sedia ed è frustrante. È talmente frustrante che ad un certo punto ho rimpianto le lezioni di aritmetica, quelle lezioni seguite solo a causa dell'obbligo di firma e del relativo appello, perché in realtà la docente leggeva il libro che aveva riportato pari pari in più presentazioni power point, roba che dici arrivato all'università si presume che si sappia almeno leggere e scrivere. Un'altra cosa che non amo è l'adottare come libri di testo delle versioni particolarmente vetuste (tipo degli anni '70) di difficile reperimento e/o di case editrici così minuscole da essere proprio fuori commercio da tempo. Proprio in questi casi, mi rendo conto della forte discrepanza che c'è tra la preparazione reale e quella teorica, tra la preparazione universitaria e quella richiesta dal mondo del lavoro. Già quando mi ero riscritto sapevo dell'esistenza di questa discrepanza, ma alla fine l'ho fatto per avere quell'abilitazione necessaria per quella professione che voglio intraprendere. Speriamo bene, perché dal ministero della pubblica (d)istruzione le notizie che circolano sono sempre pessime e rispecchiano l'instabilità politica italiana e l'ovviamente scarsa qualità del suo attuale establishment. Col fatto che i corsi che sto seguendo mi risultano alquanto oscuri, mi vedo costretto a registrare le lezioni col risultato che sono già indietro nello studio. Che nervi! Anche l'orario è una schifezza, in più ancora devo terminare il corso di francese per il delf b1 pro e non mi sento un granché preparato. Boh! Insomma, alla fin fine tutto procede, di corsa, sempre di fretta, ma si corre. A dire il vero ultimamente sono diventato piuttosto popolare nel mio corso, devo ancora capire se ciò sia un bene o un male, ma ahimè questa pseudo-popolarità non si è ancora tramutata in qual bell'incontro che mi faccia battere il cuoricino anche perché non solo nel mio corso di laurea i ragazzi sono pochi, ma a quanto pare sono tutti etero (o presunti tali) e sventrapapere; di sicuro il più carino lo è (purtroppo e poi figurati se si interessava a me!), devo solo capire se lo è il ragazzo caruccio con i capelli brizzolati, ma nonostante tutto non credo si combinerebbe qualcosa. A quanto pare non corro il rischio di venire distratto dall'amore e posso continuare a studiare come se niente fosse, speriamo che questo secondo semestre mi soddisfi ancor di più del primo. Spero anche di riuscire a riprendere ad aggiornare con costanza il blog per permettermi di fare ogni volta il punto esatto della situazione.



PS: le scuse richieste e pretese nel precedente post non sono mai arrivate e a dirla tutta sono stato completamente ignorato. Sai che grande novità! Non s'è degnato neanche di leggere il post. Me l'aspettavo, almeno è coerente con il suo modo di trattare le persone (ero tentato di scrivere il termine usare, ma probabilmente rischio di fuorviare e di dare un'immagine troppo negativa di lui). Non mi capacito di come l'abbia sopravvalutato così tanto, di come abbia investito in maniera così sbagliata su di lui, così tanto Amore, sentimenti, così tanto tempo ed energie... Mi urta aver bruciato un nomignolo così bello come Raggio di Sole per lui, di aver scritto i miei sentimenti mostrandoli qui sul blog, mettendomi a nudo così. Il bello (o il brutto, a seconda dei punti di vista) è che, stupidamente, se potessi tornare indietro rifarei tutto quello che ho fatto, non rinnego niente. Nonostante tutto, credo ancora nella forza e nella bellezza del Grande Amore; ho solo la consapevolezza che sono l'eccezione alla regola e che non esiste per me: non c'è la mia metà e/o se ci fosse non credo voglia stare con me. Non credo che investirò così tanto verso qualcuno che non sia me stesso: ho già dato, poi solo il tempo potrà farmi cambiare idea o no, solo il tempo e qualcuno di veramente speciale potrebbe forse farmi cambiare opinione; ma nonostante ci siano un bel po' di persone speciali non credo che esse siano quelle persone speciali nel modo giusto per me ed io per loro, al punto di spingerle a voler desiderare ardentemente di passare il resto della loro vita con me e a condividerla col sottoscritto e viceversa. La vita è fatta di equilibri fragili ed io sono un perenne disequilibrio, basta farci il callo e alla fine non si vive poi così male.


Con te ero immobile 
Oggi ti vedrò di colpo sparire 
Fra la folla te ne andrai 
Mi sono rotto delle scuse 
Sono stanco dei tuoi guai 
Hai detto che non vuoi più 
Camminare accanto a me, 
Accanto a me 

Ora questa casa mi sembra più grande 
Illumino ogni angolo 
Dipingo la noia, rivesto la stanza 
Di quel che d'ora in poi sarò 
Non mi fermerai 
Né adesso, né mai 
Perché per troppe volte ho scelto te 
Non sono immobile 

Grazie per avermi fatto male, 
Non lo dimenticherò 
Grazie io riparto 
Solo controvento ricomincerò 

E giro nel centro e faccio la spesa 
Non mi sento fragile 
Cento grammi di sole e non serve l'amore 
Se poi diventa cenere 
Non mi prenderai 
Né adesso, né mai 
Perché per troppo tempo ho scelto te 
Dimenticando me 

Grazie per avermi fatto male, 
Non lo dimenticherò 
Grazie io riparto 
Solo controvento ricomincerò 

Sarò... pronto a correre per me 
E tu... ferma immobile 

Grazie per avermi fatto male 
Non lo dimenticherò 
Sento nelle vene 
Vita che si muove ricomincerò 

Sarò... pronto a correre per me 
Per me

Marco Mengoni (Pronto a correre - Album: Pronto a correre - Anno: 2013)

sabato 15 febbraio 2014

Se l'amore diventa una camera a gas


Questo amore è una camera a gas, un palazzo che brucia in città, questo amore è una lama sottile... così cantava Gianna Nannini scalando le classifiche di vendita nel 1984. Quando ero piccolo, non ho mai capito fino in fondo cosa volesse dire: sì, insomma, come si fa a paragonare l'Amore ad una camera a gas o ad un palazzo che brucia o ad una lama? Eppure... quanta saggezza in una frase orecchiabile, con una musica accattivante. Oggi è san Valentino, la festa degli innamorati, di chi crede nell'Amore con la A maiuscola, di chi non ci crede ormai più e del consumismo ad esso collegato.
Oggi ho imparato ad amarmi un po' di più e questo lo devo a quella patacca di RdS che tramuterei volentieri nell'acronimo CdP, ossia Coda di Paglia, anche se prima di impararlo mi sono sorbito una forte dose di sensi di colpa, con al seguito una marea di dubbi legati a me stesso, al non sapermi rapportare agli altri, al mio sogno di diventare un insegnante. Ho avuto un attimo in cui mi sono sentito marcio dentro fino al midollo, in cui ho pensato di essere un piccolo untore di malvagità e marciume pronto a contaminare gli altri; ho pensato seriamente di mollare tutto e di rinchiudermi in un ospedale psichiatrico e buttar via la chiave per evitare di nuocere agli altri. Tutto è nato per caso, mentre facevo una pausa dallo studio, ho fatto un giro su facebook e leggevo una pagina di un gruppo italiano di militanza gay e sotto un post mi cade l'occhio sul commento di una persona la quale afferma gioiosamente: "E doppi auguri per me: oltre che San Valentino è anche il nostro terzo anniversario di fidanzamento!". Nulla di strano, son sempre belle queste dichiarazioni genuine d'amore, solo che si tratta di CdP (Coda di Paglia) alias RdS, e a me i conti non tornano. Non tornano perché ricordo esattamente quando mi ha detto che si era fidanzato ossia il 25 maggio del 2012. Praticamente ha aspettato più di un anno per dirmelo, sempre se la matematica non è un'opinione, invece dei più comprensibili pochi mesi. Per carità, non siamo mai stati insieme, è sempre stato liberissimo di fare quel che vuole anche perché non era legato a me da niente; sapeva quali fossero i miei sentimenti che gli ho ribadito più volte, ma lui si è sempre trincerato o dietro il silenzio o dietro spiegazioni che non erano mai un NO deciso, ma un NI, ossia né No e né Sì; lasciando sempre quella porta socchiusa e alla quale mi aggrappavo con tutte le mie forze. Sapeva anche che stavo facendo del mio meglio per riuscire a cercare un lavoro che mi permettesse di trasferirmi dalle sue parti per vedere se ci fosse della chimica-fisica tra di noi. Ovviamente, se non fosse funzionato pazienza e ognuno per la sua strada, però almeno avevo tentato, avevo dato una chance al mio cuore. Avrò il diritto di rimanerci male dopo aver letto ciò? O anche ciò rientra nel farmi sentire spregevole, svitato e marcio? Così, ho scritto questo status di getto:

Grazie per avermi umiliato e per esserti preso gioco dei miei sentimenti, almeno ti sei divertito abbastanza nel farlo?

Non mi aspettavo niente e invece pochi minuti dopo mi ha contatto in maniera aggressiva senza salutare e senza niente; facendomi sentire la persona più stupida e più orrenda della faccia della terra. Non ho avuto il distacco necessario per parlarci, ne ha approfittato per fornirmi la sua verità, cioè che erano tre anni che l'aveva conosciuto e che poteva contarli come gli piaceva. Ha mollato la conversazione accusando i miei toni offensivi e aggressivi. Mi ha fatto sentire profondamente in colpa, tant'è che mi sono scusato. Al che ho scritto questo status che rappresenta al meglio come mi sono sentito:

E niente alla fine passo sempre per lo stronzo di turno perché fraintendo tutto, poi la conversazione muore lì. Rimangono solo i miei sensi di colpa e l'inadeguatezza per aver fatto del male ad una persona a cui tengo. Se non so gestire ciò, incomincio a dubitare di essere capace di gestire una classe di marmocchi. Forse è il caso che mi ritiri dall'università e mi vada a chiudere in un ospedale psichiatrico. — :-( colpevole. 

Riflettendoci a mente fredda, ho realizzato che non eri tu la persona che credevo tu fossi, quella di cui mi sono innamorato e che ancora prima stimavo più di tutti. Hai fatto leva ancora una volta sulle mie debolezze, hai usato l'esperienza e il tuo dono che è quello di saper usare le parole e ciò ti dà potere. Non ti accuso di niente, non ti ritengo colpevole di nulla, né ti ritengo orribile, cerco solo di capire come ho fatto a concederti il potere di farmi sentire in colpa, marcio e inadeguato nel sostenere una conversazione tanto da pensare di essere instabile da dovermi rinchiudere in un manicomio e far gettare la chiave perché se sono spostato di mente non è il caso di insegnare ai bambini, quelli che cambieranno il futuro.

Scrivo questo post per chiarirmi le idee e appuntarmi ciò come promemoria affinché non mi accada più di dubitare pesantemente di me stesso, poi forse capirai gli errori che hai fatto con me: mi hai sottovalutato, non mi hai mai capito fino in fondo e forse ti scuserai.

1) Se rileggi la conversazione di oggi ti accorgerai che il tuo modo di approcciarti non è stato per nulla conciliante, ma aggressivo e non hai dubitato neanche un po' che mi rivolgessi a te e se così non fosse stato? Come te la saresti cavata?
2) Non ti accuso di niente e né ti do la colpa di qualcosa, né mai l'ho fatto e se ti ostini a vedere ciò significa che non solo non mi hai mai capito, ma mi sottovaluti di brutto pensando male di me.
3) "non mi piace chi perde il controllo per la rabbia, al punto da diventare offensivo." Concordo con te, ma allora perché con me hai usato queste espressioni: "Mi sa che non sai contare sul calendario allora" "tu hai le traveggole davvero", non sono offensive?
4) Il tuo scattare come una molla e sulla difensiva avalla in me l'idea che non hai la coscienza propriamente pulita, altrimenti perché prendertela così tanto? Quando nei commenti sul blog degli anonimi m'hanno dato dello sfigato, ne ho riso perché sapevo che quel termine lì non era vero nel contesto in cui era stato detto, ma solo un modo bimbominKiesco per contestare un post con cui non concordavano.
5) "Oh, se poi odiarmi ti fa star meglio, se ti solleva scaricare su di me la responsabilità delle tue vicende personali fai pure, eh? Io ho sofferto per averti deluso, ora mi chiedo se era il caso." Questa frase è il top che mi devasta e mi lascia inerme. Io non ti odio e non ti ho mai odiato, non ho mai scaricato su di te le mie vicende personali e fra le altre cose la mia vita sta risalendo e potrei anche azzardarmi a dire che forse riuscirò anch'io a sentirmi Felice con la effe maiuscola prima o poi. Proprio non capisci cosa mi fa imbestialire e cosa continua a deludermi di te. Mi delude la tua mancanza di sincerità, di come ti aggrappi al tuo linguaggio forbito e al tuo potere sulle parole per divincolarti da ogni situazione e se poi una volta vieni messo alle strette chiudi la conversazione e ciao. Sul serio pensi che non avrei capito se mi avessi dato l'opportunità di farlo? Odio anche il tuo trincerarti dietro il silenzio che mi ha sempre destabilizzato. Come sempre i tuoi sospesi "poi ti spiegherò", "poi ti racconterò" e affini che mi lasciavano sospeso perché non arrivavano mai alla fine e mai chiariti. Il bello è che di alcuni sei stato tu di tua spontanea volontà a dirmeli e ciò mi ha lasciato estremamente perplesso.
6) Sul serio mi credi così stupido da bermi la storiella che i 3 anni di anniversario non sono quelli di fidanzamento ma da quando l'hai conosciuto e che quindi ognuno è libero di contarli come vuole? Dai, tu che hai il potere sulle parole, poi mi scivoli su una sciocchezza così?! Non offendiamoci reciprocamente.
7) "Un consiglio: impara a non voler vedere  a tutti i costi il male nelle persone, di sicuro vivrai meglio." Io non voglio vedere il male ad ogni costo nelle persone, anzi con te probabilmente ho esagerato al contrario facendotele passare tutte. Ma seconde te se ti smerdo poi mi sento meglio? Se la tua risposta è sì allora non hai capito proprio niente. Credi che mi piaccia scrivere questo post? Al quale ovviamente so già che non risponderai mai.
8) Non capisco perché mentirmi, ma credi che io sia così marcio che non mi sarei rallegrato per te almeno un anno prima? Ti avrei sostenuto, anche perché avrei apprezzato la tua sincerità e la fiducia che a quanto pare  in realtà non hai mai riposto in me. Hai lasciato che continuassi a provare, raccogliendo sconfitte su sconfitte come se fossero i bollini della spesa per ricevere il servizio scadente di piatti. Ed erano pure doppi perché avevo anche l'amarezza di non riuscire ad avvicinarmi a te e a dimostrarti che facevo sul serio e mica erano parole gettate al vento. Se l'avessi saputo un anno prima, avrei continuato lo stesso a collezionare sconfitte su sconfitte ma almeno erano solo legate al ramo professionale e non anche a quello affettivo. 
9) Più ci penso e più questa mia frase mi sembra fuori luogo: "Hai ragione, sono pure uno stronzo ad averti rovinato questo giorno. Mi dispiace." Perché sono sempre io a chiederti scusa e tu non lo fai mai? Quando ho torto è normale, ma oggi perché te le ho fatte? Non credo tu le meritassi. Sono io che devo farle a me stesso per averti permesso di farmi stare male.

Con ciò non voglio fare la paternale a nessuno, né far sentire qualcuno peggiore per sentirmi io migliore, non ne ho bisogno. Invece devo ricordarmi che è sempre sbagliato permettere agli altri di calpestare i miei sentimenti, così come è sbagliato permettere agli altri di far leva sulle mie debolezze e insicurezze per farmi sentire in colpa. Per poco non gettavo il mio sogno, ciò vuol dire che per me la strada è ancora lunga per diventare una persona più forte e migliore. Quindi, se l'amore diventa una camera a gas è il caso di aprire la finestra e fare uscire il gas, non di perdere fiducia nell'amore.