domenica 17 maggio 2015

Impantanato


Mi ero ripromesso di aggiornare questo mio blog spesso, ma a quanto pare non ci riesco perché o sono troppo stanco per farlo, o non ne ho voglia o perché più semplicemente finirei per scrivere post lagnosi e ripetitivi, un po' come sarà questo post. Eppure, avrei tanto da raccontare! Ultimamente mi sento sempre più impantanato perché mi sembra di sprofondare sempre più in una vita che non mi appartiene più. Spesso ho il morale a terra e le cattive notizie che provengono dal mondo della scuola, con la pessima riforma di Renzi, mi scoraggiano parecchio, per non parlare del brutto periodo politico, economico e sociale che sta attraversando il Bel Paese, che ormai ha solo la nomea e nulla più. Anche l'università non sta andando un granché bene: tra orari improponibili e soprattutto insostenibili, corsi non proprio esaltanti e motivanti, colleghi che fan venire il latte alle ginocchia, problemi burocratici, esami che non ho fatto in tempo a preparare e a sostenere nel primo semestre e che pesano come macigni in questo secondo semestre, poco tempo per studiare bene... Insomma quest'anno la mia situazione universitaria non è proprio rosea, anche perché mi vergogno un po' a dirlo ma credo di avere un rifiuto per alcune materie anche a causa del lutto che mi ha colpito e scombussolato mentre le stavo preparando. Infatti, ogni volta che dovrei aprire quei libri, quei quaderni, quegli appunti, quelle slide mi viene un senso di repulsione che proprio non riesco a farmi passare (soprattutto biologia che mi mette ansia). A complicare le cose c'è il fatto che in alcuni momenti è come se si fosse aperto uno spazio-temporale e mi sembra di essere tornato indietro di tre anni, anche se con delle differenze considerevoli. Così, mi ritrovo a preparare nello stesso periodo, con lo stesso problema della mancanza di tempo, lo stesso concorso, con gli stessi libri. Però, questa volta cambia sede e ordine di prova concorsuale; ma non solo, questa volta ho la certezza che Lui non ci sarà, così come non ci sarà la sua telefonata ed io non comprerò un altro libro di poesie per ricordarmi che quella era una telefonata amichevole di cortesia perché tredici giorni prima mi aveva spezzato il cuore. In compenso tornerò col pullman come quella volta, ma mi farò solo 6/7 ore di viaggio, interruzioni permettendo, contro le 16 ore di tre anni fa e per risparmiare farò anche l'andata col pullman (e me la cavo con 40€ escluso i soldi per i mezzi pubblici dentro la città eterna e senza bisogno di pernottare). Speravo che questo concorso subisse lo stesso periodo di slittamento di quello precedente e a quanto pare questa volta non è andata così, portando a sommare stress su stress universitario e stress per il matrimonio di mia sorella (per la cronaca mancano meno di due mesi ed io sono ancora senza l'abito e la voglia di comprarlo è prossima allo zero soprattutto perché mi sento più cesso e più sfatto del solito). Ad essere sincero, vado a fare questo concorso più che altro perché non voglio scrupoli e non voglio lasciare nulla di intentato, ma, Renzi permettendo, il mio sogno rimane fare il maestro. 
Sento di non farcela a rimanere a galla, mi sembra di sprofondare sempre più. All'esterno ho una facciata solida ma dentro sono un cumulo di macerie. Sono a pezzi moralmente, fisicamente, intellettualmente e spiritualmente. È come se avessi smarrito la bussola e vagassi senza una meta. Ho messo da parte il cuore e ho puntato sul cervello, ma continuo a sentirmi incompleto e fuori posto. Mi sembra che per quanti sforzi faccia per voltare pagina ed iniziare a scrivere nuovi capitoli, ritorno sempre dietro. Ho ripreso a mentire a me stesso dicendomi che va tutto bene, che andrà tutto bene, nella speranza che vada tutto bene realmente, ma non è così. Non basta solo ripeterlo a mo' di mantra che per magia si aggiusta tutto. Mi sento infelice senza un perché. Non ho boccate d'ossigeno e di spensieratezza per questo mi sembra di sprofondare sempre più. È come se stessi perdendo del tempo prezioso, come se senza accorgermi mi stia perdendo la mia vita tra le dita, impantanandomi sempre più.


C’è chi aspetta un miracolo
e chi invece l’amor
Chi chiede pace a un sonnifero
chi dorme solo in metrò
Lento può passare il tempo
ma se perdi tempo
poi ti scappa il tempo
l’attimo
Lento come il movimento
che se fai distratto
perdi il tuo momento
perdi l’attimo
E chi guarda le nuvole
e chi aspetta al telefono
chi ti risponde sempre però
chi non sa dire di no
Lento può passare il tempo
ma se perdi tempo
poi ti scappa il tempo
l’attimo
Lento come il movimento
che se fai distratto
perdi il tuo momento
perdi l’attimo
Tu non lo sai come vorrei
ridurre tutto ad un giorno di sole
tu non lo sai come vorrei
saper guardare indietro
senza fare sul serio, senza fare sul serio
come vorrei distrarmi e ridere
C’è chi si sente in pericolo
c’è chi si sente un eroe
chi invecchiando è più acido
chi come il vino migliora
Lento può passare il tempo
ma se perdi tempo
poi ti scappa il tempo
l’attimo
Lento come il movimento
che se fai distratto
perdi il tuo momento
perdi l’attimo
prendi l’attimo
Tu non lo sai come vorrei
ridurre tutto ad un giorno di sole
tu non lo sai come vorrei
saper guardare indietro
senza fare sul serio, senza fare sul serio
come vorrei distrarmi e ridere.

Malika Ayane (Senza fare sul serio - Album: Naïf - Anno: 2015)

martedì 24 marzo 2015

Oggi si festeggia la stupidità, in particolare la mia che compie 4 anni.


Non riesco a non pensare a quel povero idiota che pensava che sarebbe stato salvato e invece è rimasto scottato (ed ho fatto pure la rima!). Non so se bollarlo come povero diavolo, che pena mi fa (Cocciante docet), o invece essere duro ed inflessibile senza pietà (Anna Oxa docet). Ma come si fa ad essere così stupido, così irrazionale? Come si fa ad attendere fiducioso per più di 24 ore basandosi sul nulla? Non solo come si fa a non notare tutti i segnali lampanti ed evidenti? Come si fa a pensare che ci sarebbe stato il lieto fine? Queste sono le domande che continuo a pormi, quelle più pesanti nei miei confronti le taccio per pudore.
Mi piacerebbe capire cosa mi spinse quattro anni fa: ad essere così cieco, ad avere un fitto velo sugli occhi, ad avere una fiducia così incondizionata, ad avere come principale ricordo di un evento così importante (come la mia laurea) solo la mia attesa, il mio essere eterna Penelope ad aspettare un qualcuno, qualcosa che non accadrà mai.
Di quella giornata il ricordo prevalente che ho, è solo l'attesa mista all'impazienza per l'inizio di quello che credevo diventasse una nuova Vita, l'inizio di una Felicità immensa, indescrivibile e inimmaginabile. Pensavo che quell'atto concludesse una pagina buia, o comunque piuttosto bianco-scura della mia vita: quello era il mio passato, Lui sarebbe stato il mio presente ed il mio futuro. Futuro che è morto ancor prima di iniziare. Cosa rimane di quel povero diavolo senza pietà? Bando alla realtà, alla verità, alla razionalità, ai presupposti... come se per un oscuro arcano il mio Grande Sogno d'Amore e di Felicità si dovesse realizzare per forza, si realizzasse solo perché io volevo che accadesse così. Io, io, io così egocentrico, così stupido, da non voler vedere la realtà per quello che era. Non smetterò mai di darmi dello stupido, del povero illuso per tutto ciò che è accaduto. Non mi perdonerò mai.
Ma poi sul serio, come ho fatto a pensare che ci sarebbe stato il lieto fine anche per me? Come ho potuto pensare che passato quello scoglio, tutto il resto sarebbe stata una passeggiata? Quanto sono stato presuntuoso a pensare che si sarebbe innamorato di me? Su quali basi fondavo questa mia totale e completa assurdità? Come è possibile che sia stato così ingenuo da non essere razionale? Possibile che la mia sete di Amore era così grande come la mia solitudine, come il mio grande bisogno di essere amato da lobotomizzarmi il cervello completamente?
Cosa mi rimane di quel giorno, se non l'attesa, l'illusione di un Grande Amore tutto mio, abortito ancor prima di nascere? Speravo prima in una sorpresa dal vivo, poi un post-sorpresa sul suo blog, poi in una sua telefonata, poi un suo sms, poi una sua mail... ecco, se dovessi descrivere una persona patetica, be', quella persona sono io in quel giorno di quattro anni fa. Ho aspettato 7 giorni per ricevere un augurio striminzito tramite mail, ed io non in quei 7 giorni non ho trovato nulla di meglio da fare che tormentarmi nella speranza che non gli fosse successo qualcosa di male, arroccandomi nella mia follia in cui ci si fa un po' da parte per chi si ama e i suoi bisogni vengono prima dei miei. Una persona sveglia avrebbe capito l'antifona che stavo prendendo lucciole per lanterne e avrebbe detto stop a queste follie da sognatore bisognoso d'Amore. Perché non l'ho fatto? È da quel 24 marzo 2011 che provo a darmi una risposta, ma non ci arrivo.

Shakespeare scrisse nel suo Macbeth (atto IV, scena III) che:
La pena che non si esprime ordina al cuore di spezzarsi.
Io in parte l'ho espressa e il cuore mi si è spezzato ugualmente, forse sarà perché ho taciuto tutte le volte che mi sent(iv)o morire dentro.
A scuola, lunedì, con i bambini di quinta abbiamo letto una poesia di Nazim Hikmet. Parlando dell'autore ho citato la mia poesia preferita e senza rendermene conto ho pensato a Lui e mi sono bloccato: il mio viso è andato in fiamme, ho biascicato qualcosa, il primo verso della poesia mi è morto in gola, ho finto di non ricordarmela. Se l'avessi recitata, probabilmente sarei scoppiato in lacrime e non credo che quello fosse il tempo e il luogo adatto per farlo. Mi sono ricordato di quando gliela dedicai quel san Valentino dello stesso anno, rammaricandomi che non l'avrei passato con Lui, Lui che con signorilità mi bloccò dicendomi del mio abbaglio. Non capii, ci rimasi male. Mai come quando qualche anno dopo su facebook dedicò quella stessa poesia al suo attuale compagno. Ironia della sorte, tempo fa mi hanno regalato un libro di poesie di Hikmet che non ho mai avuto il coraggio di leggere: in genere i libri di poesia li leggo aprendo a caso le pagine, lasciandomi trasportare dalle emozioni e dal caso. Il caso mi ha fatto beccare la mia poesia preferita, proprio quella, ed è stato un tonfo al cuore. Il mio è un atteggiamento infantile, anche perché ogni san Valentino la pubblico sui vari social come augurio generico: è troppo bella per non essere divulgata. A me ricorda quanto stavo bene e accarezzavo il mio piccolo sogno, quando pensavo che l'avrei realizzato e sarei stato Felice.
Oggi festeggio i 4 anni della mia stupidità, per non dimenticare dove può arrivare la mia follia.



Questa festa mi sembra un grande giardino 
guardo i meli e le rose e poi ecco c'è Adamo 
Mister No tu sei il mio rimpianto, 
l'occasione che non ho colto, 
ti rincontro e sto volando 
Questo tempo che fine hai fatto 
meno male che ho il rossetto 
e tremo anche lo smalto 

Io non ti ho avuto mai, ti ho amato fino adesso, 
ti avvicini ad ogni passo 
Finché non mi ami tu non è lo stesso 
Mister No decidi adesso 
Quegli occhi prova a mettermeli addosso o no 
Ti chiedo almeno il cuore ce l'hai morbido 
Chi non hai scelto ti rimane addosso 
No, non dirmi no, no, non dirmi no... 

Se mi guardi io brucio senza fare rumore 
Mister tu hai troppe donne, io non sto tanto bene 
Mister No il tuo sguardo parla 
e io aspetto la tua conferma, 
zitto osservi, non temi nulla 
Sotto sotto tu mi vuoi bene, 
Mister No dimmi pure adesso 
sotto sotto dove? 

Io non ti ho avuto mai, ti ho amato fino adesso, 
ti avvicini ad ogni passo 
Finché non mi ami tu non è lo stesso 
Mister No decidi adesso 
Quegli occhi prova a mettermeli addosso o no 
Ti chiedo almeno il cuore ce l'hai morbido 
Chi non hai scelto ti rimane addosso 
No, non dirmi no, no, non dirmi no... 

Voglio lui che ha deciso di non chiedere, 
lui che appena parla fa sorridere 
Mister No lui lo sa che non so smettere 
Tutte vogliono lui, lui sa proteggere 

Io non ti ho avuto mai, ti ho amato fino adesso, 
ti avvicini ad ogni passo 
Finché non mi ami tu non è lo stesso 
Mister No decidi adesso 
Quegli occhi prova a mettermeli addosso o no 
Ti chiedo almeno il cuore ce l'hai morbido 
Chi non hai scelto ti rimane addosso 
No, non dirmi no, no, non dirmi no...

Romina Falconi (Mister No - Album: Un filo d'odio - Anno: 2014)

lunedì 2 marzo 2015

Ripartenze


È stato un periodaccio in cui ho sbattuto a muso duro con la realtà:
tra battute d'arresto e false ripartenze,
tra salite ripide e vicoli ciechi,
tra addii e arrivederci,
tra solitudine e assenze,
tra mie incapacità e mie paure,
tra vuoto e cadute,
tra socialità e asocialità,
tra "mi manchi" taciuti e confessati alla notte,
tra l'abisso e l'inferno,
tra voglia di mollare e voglia di continuare...
Eppure sono ancora qua,
immobile, ma con la voglia di ripartire,
e la necessità di nuove partenze.


Eu não sei prá onde a gente vai
Andando pelo mundo
Eu não sei prá onde o mundo vai
Nesse breu vou sem rumo

Só sei que o mundo vai de lá pra cá
Andando por ali
Por acolá
Querendo ver o sol que não chega
Querendo ter alguém que não vem

Só sei que o mundo vai de lá pra cá
Andando por ali
Por acolá
Querendo ver o sol que não chega
Querendo ter alguém que não vem (não vem)

Só sei que o mundo vai de lá pra cá
Andando por ali
Por acolá
Querendo ver o sol que não chega
Querendo ter alguém que não vem

Só sei que o mundo vai de lá pra cá
Andando por ali
Por acolá
Querendo ver o sol que não chega
Querendo ter alguém que não vem

Cada um sabe dos gostos que tem
Suas escolhas, suas curas
Seus jardins
De que adianta a espera de alguém?
O mundo todo reside
Dentro, em mim

Cada um pode com a força que tem
Na leveza e na doçura
De ser feliz.

Vanessa da Mata (Onde Ir - Album: Vanessa da Mata - Anno: 2002)

mercoledì 28 gennaio 2015

Se solo potessi


C'è la neve, ma non c'è più chi fa la battuta scema sul gatto delle nevi che mi fa(ceva) tanto ridere. Se potessi, tornerei indietro di 4 anni, ma non si può. Pensandoci bene anche allora ero messo male, ma almeno dal punto di vista del cuore mi sentivo Felice e tutto sommato ciò mi faceva andare avanti perché mi sentivo amato e allo stesso tempo avevo la speranza che prima o poi si innamorasse di me, così avrei avuto anch'io il mio lieto fine da fiaba. La verità è che se anche non ne parlo più e ne scrivo ancora meno, lui mi manca. Aggiungo che mi manca tanto, anche troppo. Ad essere onesti mi manca più come Amico, sapeva come prendermi e chiacchierare con lui, in un certo qual senso mi rasserenava e mi faceva stare bene perché riusciva a tirare il meglio di me (anche se alcune volte pure il peggio). La sua assenza è un vuoto incolmabile, un vuoto a cui non riesco ad abituarmi e a darmi pace. È un'assenza che mi fa male. Ancor di più mi fa male il fatto che non gli manco neanche un po' come amico e per questo mi sento un fallito. Non posso imporgli la mia presenza e se ha deciso di tagliarmi fuori dalla sua vita avrà le sue buone ragioni che rispetto, ciò non toglie che tutto ciò mi faccia star male e mi faccia soffrire. Penso a come ho sbagliato tutto con Lui, a come ho reagito istintivamente e a come invece avrei dovuto reagire: essere felice per Lui e sopprimere in me il dolore di non essere io il fortunato prescelto, perché come al solito di me non ci si innamora perché sono la seconda scelta (quasi quasi come epitaffio sulla mia lapide ci starebbe accanto al termine sfigato). In questo periodo penso tanto a Lui, più del solito. 
Non so se dipende da un insieme di più cose: iniziando da problemi con lo studio e la preparazione degli esami, fino ad arrivare agli immancabili problemi burocratici universitari, fino a passare attraverso la stanchezza e al fatto che ho parecchi pensieri vuoti nella testa. La prematura morte di D. mi ha lasciato parecchio scosso. Mi sento tanto giù di morale, sono stanchissimo come se fossi invecchiato di colpo e fossi confuso. Sono stanco di combattere contro i mulini a vento anche perché se qualcosa può andare storto andrà sicuramente storto e nel mio caso è matematico che va a finire così, probabilmente sul dizionario principe Kamar diventerà sinonimo di sfigato/jellato/sfortunato insomma Murphy e le sue leggi mi fanno 'na pippa! Sono stanco di vedere i miei piani andare in fumo ogni volta e ricominciare dall'inizio per farne altri. Sono stanco di lottare così, di sentirmi sempre solo e fuori posto, infelice, di imbarcarmi in imprese brancaleonesche. Dormo poco e male, ho ripreso ad avere incubi tremendi. Mi sento brutto e goffo, in una parola sola: orribile! 
Vorrei essere Felice, saper costruire qualcosa di buono, avere qualcosa di tangibile che dimostri che qualche obiettivo l'ho raggiunto anch'io e che non sono un completo disastro. Vorrei incominciare a vedere già qualche risultato e invece non vedo nulla. Procedo alla cieca sperando di aver fatto un buon lavoro e di raccoglierne i frutti in futuro, ma chi mi assicura che li raccoglierò e invece non avrò perso solo tempo prezioso?
Ho bisogno che ci siano persone nel mio quotidiano che vadano ben oltre la maschera da stacanovista che indosso ogni giorno, la maschera di quello sempre paziente e disponibile che cerca le soluzioni a tutto e la maschera di quello indistruttibile. Se ci si sforzasse di guardare un po' più dentro di me, ci si accorgerebbe che io sto andando a pezzi, sto crollando dentro e non ce la faccio più. Ogni giorno una piccola parte di me muore.
Ogni giorno mi sento crollare un pezzettino di terra sotto i piedi, sempre più. E quando non ci sarà più terra sotto i miei piedi, cosa farò? Chi mi salverà? Chi mi prenderà al volo? 
Quattro anni fa, in questo periodo avrei saputo rispondere o quanto meno avevo la presunzione e l'illusione che ci fosse qualcuno pronto a farlo. Ora so che se non mi salvo da solo, mi sfracello. In questo periodaccio, la stanchezza fa sì che non mi importi più di salvarmi e sfracellarmi mi sembra una soluzione facile e "indolore", ma che non posso permettermi di attuare. Ma fino a quando riuscirò a prendermi al volo da solo


E se solo potessi trasformerei la pioggia in una cascata di stelle solo per noi
Il nero in bianco il bianco e il nero per te, lo ridipingerei eh eh eh.
E se solo potessi trasformerei la pioggia in una cascata di stelle solo per noi
Raccoglierei tutti i tuoi desideri e in una notte sola li esaudirei
Perché da tutta una vita che vedo il tuo sorriso in ogni cosa
Nel vento freddo di questa giornata, in quello caldo di un estate ritrovata 
E se solo potessi farei pazzie e spiegherei le vele per andare lontano 
Raggiungerei posti che hai sempre sognato e al mio ritorno dal viaggio te li racconterei.
Perché se solo potessi io riscriverei ogni giorno con te
Perché se solo potessi io riscriverei ogni giorno con te
Tu che mi sai come nessuno mai
Tu che sai leggere i miei pensieri come nessuno mai
Tu che sorprendi, che mi riprendi
Che sei qualcosa di grande, un sogno che non finisce mai
Perché se solo potessi io riscriverei ogni giorno con te
Perché se solo potessi io riscriverei ogni giorno con te
Perché se solo potessi io riscriverei ogni giorno con te

Marina Rei (Se solo potessi - Album: Pareidolia - Anno: 2014)

sabato 17 gennaio 2015

È passato un mese e sono ancora senza parole


Quando succede una disgrazia, una tragedia, si pensa sempre che possa accadere agli altri, come se "gli altri" siano entità astratte lontane anni luce dalla propria realtà, senza rendersi conto che prima o poi esiste la possibilità che un giorno capiti a te. Quando succede, non ci sono parole per descrivere quanto accaduto, tutto diventa "confuso": c'è una parte di te che rimane sempre incredula, spiazzata, ed un'altra che spera sempre sia solo un brutto sogno o uno scherzo di pessimo gusto.
Te ne sei andata all'improvviso tra i banchi di scuola in un giorno di dicembre, lasciando un grande vuoto nel cuore di tutti. Ho visto tante lacrime, tanto affetto e tanto amore, ma anche tanto dolore e sofferenza. Chi immagina che in un luogo come la scuola in cui i ragazzi dovrebbero essere protetti e al sicuro, si possa morire, così, all'improvviso? Non è qui, il luogo dove discutere se questa tua prematura scomparsa si poteva evitare o meno; lascio alla carta stampata che "distorce" e "ricama" i fatti, alle chiacchiere sterili di chi non sa ma deve per forza dire la sua, lascio alle interrogazioni parlamentari, agli avvoltoi e ai vari gruppi di potere che sfruttano questa tragedia per lucrarci su. Purtroppo, tutto ciò che si poteva fare umanamente è stato fatto.

Non piangevo da molti anni e pensavo che non l'avrei mai fatto, ma se fosse successo io sarei crollato. Ho pianto. Avrei voluto non farlo e invece, sono scoppiato così all'improvviso e come se non bastasse di fronte ad un folto gruppo di persone. Non sono crollato come mi aspettavo, ma di certo non posso neanche dire di stare bene.
Non so se ci sia un modo giusto o sbagliato di elaborare un lutto. Non sta a me giudicare quale sia il modo migliore per farlo, anche perché ognuno lo vive come meglio crede: alla fine siamo tutti umani, per questo possiamo sbagliare. 
A distanza di un mese esatto io mi sento spaesato, un po' come se fossi in una bolla. A differenza di altre persone, io non ho trovato alcun conforto nella religione, anzi, ad essere sincero ho solo provato un ulteriore odio viscerale per il cattolicesimo e per quel suo modo stupido del clero di allontanare e respingere le persone e quell'incapacità di molti suoi rappresentanti di non saper dire le parole giuste al momento giusto. Oggi c'ero anch'io, nel trigesimo della tua scomparsa, e la tentazione di urlare che erano tutte stronzate è stata forte, ma non l'ho fatto. Paradossalmente, credo di aver trovato più conforto nel ragionare che anche questa disgrazia rientra nel ciclo della vita, che tutti noi prima o poi moriamo e che quindi carpe diem, cogli l'attimo. 
Sono state molte le cose che mi hanno fatto storcere il naso, altre, invece, che mi hanno spiazzato perché venute spontaneamente dal cuore; altro ancora che mi spezza il cuore.
Ho tanti dubbi, vorrei dire tante cose ma non trovo le parole adatte. Volevo scrivere qualcosa di bello e di profondo, ma non ci riesco. In fondo sono biondo dentro, superficiale, senza senso e questo post ne è lo specchio fedele.
Non posso smettere di pensare al fatto che a luglio ci sarebbe stato l'evento dell'anno, quei tuoi diciotto anni così tanto attesi e desiderati, ma che purtroppo non festeggerai mai.
Non posso smettere di pensare a quanto grande e indescrivibile sia il dolore della perdita di una figlia, di una sorella, di una nipote, di una fidanzatina... 
Penso a quando si ha diciassette anni e ci si crede invincibili, immortali e allo stesso tempo di come un problema si amplifichi e sembri irrisolvibile. Perdere una fidanzatina così, vedersela morire così all'improvviso senza neanche rendersi conto. Mi si spezza il cuore solo a pensarlo, non oso immaginarlo a viverlo, egoisticamente devo considerarmi fortunato perché non mi è capitato allora e non credo mi capiterà in futuro visto la mia condizione perenne di single.
Io non so se esiste la vita dopo la morte, né se esiste il paradiso o roba del genere. Non so nemmeno se ci si incontra da qualche parte o se invece finisce tutto là, dietro una fredda lastra di marmo.
Sinceramente, preferisco ricordarti felice e spensierata ed essere grato di averti conosciuto, di esserci stato, anche se non con continuità, in questi tuoi intensi diciassette anni. Ti voglio bene.



Ps: non so se ci rincontreremo, ma se dovesse accadere, dobbiamo assolutamente vedere insieme Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, e successivamente fare una maratona dei suoi film.


lunedì 10 novembre 2014

Non sono Single, sono uno Scampato Pericolo per il prossimo!


Siccome tra i miei tanti difetti non ho certo il dono della sintesi, avendo letto su questo blog questo post I SINGLES....BRUTTA GENTE!, ho deciso di mettere qui le mie riflessioni personali derivanti dal fatto di appartenere a quella categoria, ma allo stesso tempo di non riconoscermi nella descrizione del post, da qui la mia risposta seguente:

L'essere single è una delle poche certezze che mi sono rimaste nella mia vita e ora me la togli come se niente fosse, non si fa così! Ora mi tocca trovare un modo per definirmi perché il “non-fidanzato” mi lascia l'amaro in bocca, così come tutti quei vari neologismi politicamente corretti che vanno tanto di moda, giusto solo per alleggerire la coscienza di chi li usa e non di certo cambia qualcosa per chi, purtroppo suo malgrado, lo è. Ora, che mi hai tolto la certezza dell'essere single, potrei definirmi una fregatura per eccellenza (o forse dovrei definirmi un pessimo affare, boh! Ci devo pensare ancora un po' e decidermi tra le due locuzioni) perché non passa giorno che io non mi ponga la fatidica domanda che citi nel tuo post: cosa ho io da offrire? Ahimè, la mia risposta è sempre niente! Non mi piango addosso, ma obiettivamente so di non essere bello e di non avere un bel fisico, sono privo di fascino, sono simpatico nella media e forse neanche più di tanto, ho lo stesso carisma della mummia di Lenin sotto vetro, allo stesso tempo so di non essere molto intelligente, ma non sono neanche ricco. Nonostante sia un principe delle fiabe (a quanto pare stinto anche se adoro l'azzurro!), smessi quei panni, tutti i giorni sono un trentatreenne disoccupato che sogna di fare il precario della scuola e quindi sto prendendo una seconda laurea per diventare maestro e dare il mio contributo a quest'ingrato paese, che neanche mi riconosce i miei diritti come persona omosessuale, ma che ha una Costituzione tanto bella quanto completa, se solo fosse attuata completamente. Comunque, ritornando al discorso principale, già basterebbe solo l'elenco parziale precedente per capire che non sono un buon partito o quanto meno se io incontrassi uno come me, me la darei a gambe levate. Credo che anche gli altri la pensino così, per cui non è mica poi tanto un mistero il motivo per cui ero single e ora dopo il tuo post, sono una fregatura per eccellenza/un pessimo affare. Non ho chissà quali grandi pretese per il mio fidanzato ideale: vorrei solo qualcuno che mi amasse per quello che sono e viceversa, che non proietti su di me le sue fantasie immaginandomi come ciò che in realtà non sono ma che lui vorrebbe che io fossi, né che io fossi un surrogato di qualcun altro; ovviamente oltre ad essere amato vorrei anche essere Felice con lui. Se oltre a ciò fosse pure bello, simpatico, intelligente, ricco, eccetera eccetera, mica sono così stupido dal rifiutarlo, anche se, diciamolo, per come sono messo se scegliesse me tanto giusto di testa non ci starebbe. Comunque per non smentirmi, tempo fa , sul mio vecchio blog scassato, avevo scritto una letterina bella lunga con il mio bell'elenco di attese di ciò che vorrei fare con il Grande Amore della Mia Vita, sarà forse un po' infantile-smielata e chi più ne ha ne metta, ma c'è ancora un parte di me che spera-sogna che quanto scritto si avveri. Se per molti vale il discorso delle due estremità della mela che combaciano, io rientro in quelli che non hanno avuto la fortuna di avere l'altra metà della mela, perché come al Soldatino di Stagno di Andersen mancava una gamba perché era finito appunto lo stagno, a me manca l'altra mia metà perché evidentemente era finito il materiale per crearla. Anche se mi sento in parte incompleto perché oggettivamente ho precluso tutto ciò che comporta avere un compagno, quindi le emozioni, l'amore, eccetera mi rendo sempre conto che oltre a non essere un buon partito, spesso sono invisibile. Io sono quello che non si nota, quello che passa inosservato, ma quello che c'è sempre nelle difficoltà ma ahimè una volta superate, ritorno nel dimenticatoio, e se ne frattempo sono stato fortunato avrò ricevuto qualche grazie e qualche ancor più rarissimo ti voglio bene. Io sono quello di cui ci si dimentica perfino del compleanno (nonostante i mezzi moderni per ricordarlo tipo facebook!), quello a cui non si dice ti amo neanche per scherzo o se si è ubriachi e strafatti, quello che non si tocca neanche con un dito figuriamoci farci sogni zozzi di sopra (perché sono repellente? Sfigato? Cesso? Smorzacazzi? Boh! Ho smesso di chiedermelo tempo fa, grazie all'ultimo briciolo di amor proprio rimastomi). Non mi sto piangendo addosso: ho smesso di farlo tempo fa. Purtroppo fino ad oggi è così perché non mi è mai successo diversamente e il repertorio con cui ogni volta sono stato respinto lo conosco fin troppo bene. Se la mia vita fosse un film a quest'ora dovrebbe spuntare il manzo di turno che trasforma me sfigato-brutto anatroccolo di turno in cigno desiderabile, ma la mia vita non è un film quindi nada de nada. Se ci sarà stato il lieto fine lo scoprirò quando giungerà la mia ora, fino ad allora mi accontento di aver Amato, anche se non sono stato mai ricambiato (per me c'entra sempre l'infinito elenco dei miei difetti, anche se ufficialmente ho preso per buono il fatto che non si erano innamorati di me). Ciò non significa che ho definitivamente chiuso con l'Amore, semplicemente sto andando avanti col resto della mia vita e quindi non potendomi più definire un single, credo di potermi definire uno scampato pericolo per il prossimo, solo che come stato civile sulla mia carta di identità credo sia un po' troppo lungo e mi sa che devo optare per l'inossidabile celibe.


venerdì 31 ottobre 2014

Buon Grande Cocomero!


Quest'anno non ho scritto la letterina al Grande Cocomero o alla Grande Zucca in cui credo più di Halloween, anche perché l'oroscopo di Rob Brezsny di questa settimana mi augura di ricevere tanti doni corrispondenti a tutto il bene che ho fatto, speriamo sia tanto! Mi riferisco al bene e non ai doni (NdPK). Quindi quest'anno niente attese, visto anche l'oggettiva difficoltà di indirizzarle correttamente (vedi le inevase letterine dell'anno scorso, del 2012 e quella del 2011), in più c'è un vento freddo di tramontana che mi fa desistere nell'aspettarlo come Linus nell'orto dietro il Palazzo Reale e per ultimo, credo di non avere particolari richieste per quest'anno. Sì, insomma un po' più di serenità e di felicità non guasterebbe, un'Italia più progressista e lgbtq friendly, un bel lavoro, più soldi, più salute e perché no anche un compagno sarebbe ben gradito (ma anche quel gran gnocco di Colton Ford nelle vesti di diavoletto nel mio letto mi alletterebbe tanto!). Anche se non ricevessi tutto ciò, in parte andrebbe bene lo stesso visto che sto creando il mio equilibrio, sto facendo passi in avanti nel crearmi una vita che mi rispecchi e che mi soddisfi nonostante tutto. Certo son conscio che ho tante cose da migliorare, altre da cambiare, ma ce la sto mettendo tutta e poi sto imparando ad apprezzare anche gli errori, a farne tesoro e a sforzarmi di non ripeterli, ma allo stesso tempo mi concedo il lusso di sbagliare. In fondo anche se sbaglio non è poi la fine del mondo e non mi sembra che crolli. Il primo anno di università è andato molto bene, tant'è che sono riuscito addirittura a terminare tutti gli esami a luglio, senza dover ricorrere alla sessione di settembre e senza ritardo, per la prima volta in vita mia, in più al momento la media è più che soddisfacente anche se credo purtroppo si abbasserà un po' a causa di alcuni esami ostici del secondo, ma io ce la metterò tutta per fare del mio meglio. Al momento detesto quest'orario pieno di buchi che non mi permette di studiare come vorrei, poi il fatto che il motore di ricerca della biblioteca sia in tilt da agosto non mi aiuta. Apro una parentesi: proprio nel caso in cui il catalogo online tiri le cuoia, la classificazione Dewey è una cagata pazzesca perché non ti permette di trovare i libri sugli scaffali, soprattutto perché nella mia biblioteca, frutto di somme di fondi e di collezioni di diverse biblioteche, è stata usata in maniera molto discutibile. Ne consegue che se non sai la collocazione di un libro, la vecchia ricerca manuale, ossia scaffale per scaffale, risulta molto infruttuosa e ti ritrovi libri che dovrebbero essere in un determinato scaffale perché afferenti ad una determinata categoria da tutt'altra parte, cosa che magari l'utilizzo di una catalogazione per autori in ordine alfabetico avrebbe in parte attutito i disagi.
Ritornando al discorso principale e ricollegandomi al post precedente, ho bisogno un po' di nuove energie e per questo ho deciso di osare di più, anche per mettermi maggiormente in gioco e per cercare di scavalcare i miei limiti. Ancora sono in fase di rodaggio, ma spero per il meglio perché mi sto impegnando per dare il massimo e far funzionare tutto. Certo dovrei anche migliorare la mia scarsa vita sociale, ma per farlo dovrei aumentare ulteriormente la mia autostima e cercare di essere meno timido e di avere più sicurezza. Insomma è tutto collegato e poi c'è tanto su cui lavorare, ma per oggi mi godo il meritato riposo e ne approfitto per ricaricare le batterie ed augurarvi un:

 Buon Grande Cocomero a tutti e/o un buon Halloween! 


lunedì 27 ottobre 2014

Bisogna osare di più


«Fra', devi osare di più...», mi lasci così, con queste tue parole, mentre chiudo la portiera della tua auto ed io ritorno sui miei passi. Non posso fare a meno di pensarci. C'è questa frase che mi rimbomba nella testa. Osare o non osare? Questo è il problema! Intanto il tempo passa ed io mi muovo troppo piano, sembro quasi immobile. Cerco di ricordare quando è stata l'ultima volta che ho osato, quando per l'ultima volta ho lasciato la mia zona sicura e mi sono buttato nell'ignoto osando. Un dubbio si insinua in me: ho mai osato? La mia risposta è un semplice ma veritiero NI, un mix tra no e sì: perché quando ho osato consciamente e/o inconsciamente avevo il mio paracadute di sicurezza e volente o nolente non credo di essere andato fino in fondo, vagliando ogni possibilità. E se fosse questa la chiave per superare questa "impasse"? Osare, mettere da parte il buon senso che mi ha accompagnato in quest'ultimo anno e concedermi, perché no, il lusso di sognare ad occhi aperti, di sperimentare, di scoprire e riscoprire, di scoprimi e riscoprirmi. La razionalità e il buon senso non devono per forza eliminare l'irrazionale bellezza del sognare, del fantasticare ad occhi aperti, ma possono coesistere in armonia, basta esserne consapevoli e tenerli in equilibrio. Ecco, dall'osare posso trarre nuove energie per affrontare al meglio questo viaggio che ho intrapreso un anno fa, con nuovi compagni di viaggio, ma soprattutto con questo brivido di incoscienza-follia che dovrebbe accompagnarmi ogni giorno e spingermi a superare i miei limiti per essere una persona e un maestro migliore. 


Eugen Doga (Gramophone - Album: Cascade of Dreams - Anno: 2012)

lunedì 26 maggio 2014

2 years ago: si sopravvive pure alla Felicità


È strano come di certi giorni ci si ricordi ogni minimo dettaglio: ore 11:36 di venerdì 25 maggio 2012, c'era il sole e io morivo un po' dentro. Potrei continuare a ripercorrere ogni gesto, ogni pensiero, ogni pensiero, ogni sentimento... tutto è scolpito in maniera indelebile nei miei ricordi. Pensavo che non sarei sopravvissuto, che niente sarebbe stato più come prima ed eccomi qui a confutare invece il primo punto e a confermare il secondo. Due anni fa mi chiedevo se sarebbe nata un'amicizia, oggi posso dire con quasi certezza NO, non poteva nascere più che altro perché abbiamo un modo diametralmente opposto di concepire l'amicizia e anche perché da parte mia la fiducia nei suoi confronti è esaurita da tempo, peccato! Un'altra occasione mancata. Sempre in quel mio post terminavo scrivendo:

Non ci sarà un nuovo inizio.
Non ci sarà il lieto fine,
non questa volta.

A distanza di due anni, continuo a non vedere, come l'anno scorso, nessun lieto fine per me. Non si tratta di pessimismo, ma semplicemente di realismo anche perché ora come ora non ho ben chiaro cosa prova il mio cuore per una persona, ma se anche l'amassi si tratta di un altro amore ahimè "impossibile". Il fatto è che sono stato talmente scottato dall'ultima volta che è più forte di me e non me la sento di lottare anche per chi non ce la fa perché ha paura. Mi ritrovo così in un limbo aspettando che arrivi un miracolo. Non so nemmeno se sia sufficiente questo miracolo, perché ho come l'impressione che in quell'afoso venerdì di maggio di due anni fa, una parte di me, quella migliore, sia morta definitivamente con il mio cuore spezzato e il mio sogno infranto. In questi due anni, mi sono chiesto spesso come Romina Falconi "Non sei qui così mi chiedo come mai non crolla il cielo", il cielo non è mai crollato in tutto questo tempo: è solo meno bello e meno blu. È buffo come quando si è innamorati tutto ci sembra più bello e poi di colpo non lo è più. Non c'è nessun mio nuovo inizio, nessun altro inizio, ma come direbbe la mia amata-"odiata" Brunella c'è invece un inizio altro. Non so dove mi porterà, ma penso sia solo il mio unico modo di provare ad essere felice, perché Felice con la effe maiuscola so già che non accadrà perché non si può mai avere tutto dalla vita, anche quando si chiede poco, se si è fortunati si avrà ancor di meno. Io non credo di essere un granché fortunato, per cui... Nel frattempo mi piacerebbe riuscire a non perdermi quel po' di bellezza che mi circonda, perché ahimè in questi due anni credo di avere la vista offuscata e a non vedere più il blu del cielo.
Un'altra cosa che ho capito di me, per cui penso anche che non riuscirò realisticamente in futuro ad avere una felicità con la effe maiuscola, è che ripensando ai miei amori infelici posso affermare con certezza che: sotto le apparenze che mi fanno sembrare ciò che vogliono gli altri non c'è niente per cui valga la pena restare. È brutto da dire ma è così, anche se accadesse quel miracolo, che vorrei ardentemente che accadesse con tutte le mie forze, son sicuro che non resterebbe per me. Non sono le mie paranoie ed insicurezze a parlare per me, lo sono i fatti e quelli non possono essere cambiati.
Ho ancora il mio quadernino dalla copertina scozzese, quello che avrei voluto regalargli come pegno d'amore, non so ancora perché non l'abbia strappato e bruciato, forse perché mi ricorda la mia stupidità, il mio essere cieco d'amore o semplicemente è stato rimosso dalle mie priorità per cui razionalizzando il mio tempo scarso, alla fine ho deciso che per il momento può continuare a stare in un angolo dimenticato della mia scrivania a prendere polvere, ormai non è più importante. I suoi messaggi sono chiusi in un vecchio cellulare di cui ignoro se funzioni o meno, ormai non sono importanti: quel Francesco è morto per sempre, quelle emozioni sono morte con lui e non credo che ce ne saranno altre con la stessa intensità. Non li ho cancellati, li ho semplicemente abbandonati. 
Lo confesso: mi manca quel sentirmi Vivo, importante, bello, quelle farfalle nello stomaco, quel contare il tempo e il mio piccolo stupido sogno romantico. Vorrei poter riprovare le stesse emozioni, chissà se mai un giorno ne sarò di nuovo capace, ma ho troppa paura che sia un NO, non succederà. 
Mi consolo col fatto che almeno ho amato, sono riuscito ad amare qualcuno e pazienza se poi quel qualcuno non è stato in grado di amarmi e ha sprecato il mio amore inutilmente: si sopravvive pure alla Felicità.



Ti penserò e sarò così lontana 
dalla tua faccia e la mia volontà ,
la cicatrice resta dove sta. 
Si sopravvive pure alla felicità 
Ma ora siamo vivi siamo ancora qui 
Mai stati così bravi ad illuderci 

Ti scaccerò senza contarci tanto 
E se fallirò lo saprà fare il tempo 
Mi sognerai e ti parlerò di me 
Col tono che si usa per le favole 
Proverò a scordare che era così bello 
Dare per scontato che tu eri lì 

Io no 
Non ti perderò 
L'amore resta e tu pensi di no 
Non se ne va mentre ridi e il tempo ride di te 
Perché chi si accontenta muore 

E poi ti sorprenderai 
L'amore resta anche se te ne vai 
Non ci abbandona anche se già mi perdo da me 
Sarò lì tra i sospiri che fai 
L'amore resta e non ci lascia mai 

Mi torni in mente mentre ammazzo il tempo 
o forse è lui che sta uccidendo me 
Il tuo ricordo mi fa male qui 
Proprio dove ho smesso di difendermi 
Io mi dirò che so anche perdere 
Non è mai libertà dopo le lacrime 

Io no, 
non ti perderò 
l'Amore resta e tu pensi di no. 
Non se ne va mentre ridi e il tempo ride di te 
Perché chi si accontenta muore 

E poi ti sorprenderai 
L'amore resta anche se te ne vai 
Non mi abbandoni anche se già mi perdo da me 
Sarò lì tra i sospiri che fai 
L'amore resta e non ci lascia mai 

Non se ne va mentre ridi e il tempo ride di te 
Perché chi si accontenta muore 

E poi ti sorprenderai 
L'amore resta anche se te ne vai 
Non mi abbandoni anche se già mi perdo da me 
Sarò lì tra i sospiri che fai 
L'amore resta e non ci lascia mai.

Romina Falconi  - L'Amore Resta - 2012