domenica 17 gennaio 2016

Keep calm and love me


In questa fredda domenica mattina di gennaio, non posso fare a meno di chiedermi se ancora oggi a distanza di 5 anni da quando tutto è cominciato, ti capita per errore di pensarmi. Se mi pensi con affetto o invece con odio, o peggio ancora con indifferenza e quindi non ti passa neanche per l’anticamera del cervello di pensarmi, neanche per un nanosecondo.
A distanza di quel 25 maggio 2012 in cui mi hai spezzato il cuore ed hai infranto tutti i miei sogni, ti penso ancora con affetto perché sei stato il mio piccolo Raggio di Sole in un periodo nero in cui rischiavo di cadere di nuovo nel baratro, senza la possibilità questa volta di uscirne sano e salvo. Sei stato la speranza che anche a me potesse toccare un briciolo di Felicità e di Amore, che anch'io avessi il mio lieto fine come nelle fiabe, il mio “e vissero felici e contenti”. Sei (stato) il Grande Amore della Mia Vita, peccato che io non lo fossi della tua, peccato che tu non mi abbia capito fino in fondo e che tu non abbia capito quanto ti ho amato come amico, come compagno per costruire una vita felice insieme, un compagno di vita per dar vita alla nostra famiglia. Ti avrei reso Felice e tu non sai quante volte avrei voluto urlarti “keep calm and love me”.
Sono andato avanti, mi sono sforzato di raccogliere un’altra volta i miei pezzi e sembra che ci stia riuscendo. Mancano ancora dei pezzi, ci sono dei vuoti che non so se riuscirò un giorno a colmare, delle tessere di puzzle mancanti per sentirmi completo. Non so se riuscirò mai a trovare questi pezzi, uno dei pezzi mancanti in fondo sei tu. Quando mi succede qualcosa di così bello, qualcosa che devo assolutamente condividere con qualcuno, il primo che mi viene in mente sei tu: sei tu il primo al quale vorrei raccontarlo. Ma tu non ci sei più. Ho provato tante volte a riallacciare un rapporto di amicizia con te, ma ho sempre fallito e poi alla fine mi hai escluso dalla tua vita ed io ne ho preso atto con molto dispiacere: ho smesso di cercarti, mi sono imposto come ultimatum la mail di auguri per il tuo compleanno perché mi sembrava il mezzo meno “invasivo” con la clausola che se non mi avessi risposto avrei smesso di cercarti perché non gradivi la mia presenza nella tua vita perché forse con la mia presenza involontariamente ti ricordavo ogni giorno quello che tu dissi un giorno di me e cioè “Dovrò metterti fra i miei sensi di colpa”. 
Avrei voluto smettere di pensarti ma ho il cuore testardo e indipendente che non si sottomette alla ragione, però ti ricordo e ti penso ogni giorno con tanto affetto, amore e rispetto. A distanza di tempo rileggendo le mie ultime mail, ripensando ai miei ultimi comportamenti, capisco e comprendo bene il perché mi hai escluso dalla tua vita e non posso che darti ragione perché ho lasciato che il mio dolore mi accecasse e mi trasformasse in una bestia avvelenata e avvelenante. Se potessi cancellerei quegli ultimi miei comportamenti ignobili, avrei dovuto semplicemente dirti addio e augurarti ogni bene. Invece ti ho augurato sì ogni bene, questo è sempre stato sincero da parte mia, così come il mio affetto, ma non ho fatto altro che far leva sul mio dolore per essere “passivo-aggressivo” con te, pronto a sparare su ogni accenno di presunta o reale tua mancanza. Non mi sono mai fermato a chiedermi se mi stavo comportando bene con te, perché ero troppo impegnato a cercare delle risposte alle mie infinite domande per colpire e affondare me stesso attraverso te. Giustamente ti sei sentito l’imputato colpevole messo alla sbarra da un tribunale giudicante composto dal sottoscritto, in realtà eri solo il testimone principale dell’accusa delle mie colpe e delle mie mancanze: il vero imputato, il vero protagonista del processo ero io, io che ero allo stesso tempo imputato, pubblica accusa, difensore d’ufficio e soprattutto l’inflessibile tribunale giudicante. Quando mi hai scritto quella mail, con la quale mi hai spezzato il cuore, avrei semplicemente dovuto risponderti: “Mi dispiace averti fatto passare una notte insonne, sono felicissimo per te, un po’ meno per me ma spero che su quest’ultima cosa sarai un po’ indulgente con me. Mi spiace se ti ho dato delle preoccupazioni e se ti ho fatto sentire in colpa, ma ero sicurissimo di essere il Grande Amore della Tua Vita, ma a quanto pare mi sbagliavo. Pazienza, mi passerà! Cerca di essere paziente con me perché ho il cuore spezzato e non posso cancellare dall'oggi al domani ciò che provo per te. Scusami se per un po’ sparirò, ma ho bisogno di metabolizzare il tutto e non voglio rovinare l’amicizia e il bene che ti voglio perché non ti sei innamorato di me. Ho tante domande da farti perché ho voglia di capire cosa ho sbagliato, se ho sbagliato, ma è meglio non fartele perché ti ruberei del tempo prezioso alla tua felicità e ti trascinerei con me in un processo contro di me, dove tu saresti il testimone d’accusa contro di me, mentre io sarei il colpevole, la pubblica accusa e l’inflessibile tribunale giudicante. Il tuo ragazzo è un uomo fortunato, io lo invidio un bel po’, ma la mia è invidia sana e non cattiva. Cerca di essere Felice e non permettere a nessuno, neanche me di non esserlo. Ti abbraccio fortissimo, per sempre tuo Francesco”.
Avrei dovuto lasciarti andare così, così magari ora saresti quell'Amico al quale scriverei o chiamerei per raccontargli quando mi succede una cosa veramente bella o se avessi bisogno di un consiglio su come comportarmi in una determinata situazione, o con qualcuno che mi piace. Purtroppo il tempismo non è mai stato il mio forte e certe cose (tra cui la cosiddetta saggezza), si acquisiscono con il tempo e con l’esperienza, perché anche queste cose aiutano a crescere e a formare una persona.
Ormai non posso tornare indietro e cambiare ciò che ho sbagliato, però posso evitare di commettere gli stessi errori in futuro, se mai mi dovesse capitare ancora di innamorarmi.
Ps: l'ho scritto di getto questa mattina sul mio tumblr e quando ad un certo punto si è parzialmente cancellato mi è dispiaciuto tanto, poi fortunatamente sono riuscito a recuperarlo e ho deciso di pubblicarlo anche qui. In un primo momento volevo cambiare alcune sue parti ma non il contenuto (tipo passare dal tu al lui, cioè da seconda persona singolare a terza persona singolare), poi ho pensato che a me interessa il senso. Chi se ne frega della forma! A me interessa tenere la testimonianza del mio percorso di crescita personale e se anche il mio tumblr è nato come progetto a sé stante (Un anno per rinascere... ne è il sottotitolo, proprio perché vengo da un fine 2014 molto brutto e un 2015 di altrettanto bruttezza-pesantezza anche se con piccole cose belle) e con finalità diverse, anche se volevo tenerli separati, mi sembrava giusto riportare qui questa mio "mea culpa", ma sottolineare il punto fermo della mia crescita personale ed umana riconoscendo i miei errori. Per chi volesse dare un'occhiata al mio tumblr il link è questo qua:  http://principekamar.tumblr.com/

venerdì 11 dicembre 2015

Non capisco perché


Non capisco cosa ci sia di sbagliato nel voler stare da solo piuttosto che in cattiva compagnia chiuso in una relazione-prigione che punto 1 non voglio e che punto 2 francamente non ne ho bisogno: a cadere sono bravo da solo e posso farlo da me, per rialzarmi ci provo ogni volta anche se non so con quali grandi risultati. Che senso avrebbe farmi cadere nel baratro spinto da altri solo per non stare solo? Ogni volta penso a quel motto femminista degli anni '70 e parafrasandolo lo urlo sottovoce: io sono mio. Cosa c'è di così sconvolgente da strabuzzare gli occhi in quanto affermo? Non capisco.
Piuttosto che essere infelice in compagnia preferisco essere infelice da solo e non mi fa paura ciò che comporta e ciò che comporterà in futuro. Anche se dovessi prendere un gatto e morire in completa solitudine, con il gatto che mi mangia la faccia perché non c'è nessun altro che gli dia da mangiare; per quanto macabro sia, a me va bene così perché sarà stata una mia scelta consapevole e la migliore che potessi fare visto le circostanze. Non è che voglio essere Infelice, per quanto io sia matto e con le rotelle fuori posto, voglio essere Libero di essere me stesso e di vivere la vita come meglio credo. Certo, anch'io vorrei avere qualcuno con il quale condividere questo mio percorso e con il  quale costruire qualcosa di bello ed essere Felice. Ma se non dovessi mai incontrarlo? Che faccio? Smetto di vivere? Smetto di provare ad essere Felice? Ma 'stigrancazzi! Posso provare ad essere Felice anche da solo. Poi se c'è qualcuno che mi accompagna, o che mi accompagnerà, in questo percorso tanto meglio e tanto di guadagnato, altrimenti pazienza!

E allora perché, se non sono neanche arrivato "nel bel mezzo del cammin di nostra vita", la Regina ha sentito il bisogno di rendermi partecipe delle sue ansie nei miei confronti e sul mio futuro perché, cito testuali parole, "alla tua età dovresti trovare qualcuna, smettere di essere così selettivo a priori, perché è brutto rimanere da solo", così facendo mi è andato di traverso il mio pranzo?
Come se ad un certo punto della vita fosse importante trovarsi qualcuno non importa chi, ma solo io lo trovo avvilente? Ma poi sono così selettivo? È così brutto volere un Amore tutto mio, un Amore con la A maiuscola che mi faccia stare bene, sentire importante più del solito, migliore più del solito e che mi renda Felice? Non sono più capace di innamorarmi? Ma si può smettere all'improvviso di innamorarsi per sempre dall'oggi al domani? Possibile che io abbia prosciugato la mia capacità d'amare con Lui ed ora ne sia rimasto praticamente senza per gli altri? Non so. Non capisco. Mi sembra un po' assurdo. 
La mia vita sociale non brilla poi molto, nonostante ultimamente mio malgrado sia rimasto invischiato in un triangolo amoroso Lei-Lui-L'Altro (triangolo importante, significativo e utile "quanto masticare una chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica", citazione cinematografica colta), le persone che frequento quotidianamente e/o con le quali vengo a contatto giornalmente non suscitano in me chissà quali "grandi emozioni" in sfumature che vanno dall'amicizia fino all'indifferenza, passando per il non la reggo. Comunque nessuna emozione che si avvicini al mi fa battere il cuore e né tanto meno che mi risvegli istinti selvaggi di sesso sfrenato. Possibile che sono così sbagliato? Possibile che sono bloccato?
Vorrei poter provare gli stessi sentimenti, le stesse sensazioni, che nutrivo per Lui, ma solo per qualcun altro o eventualmente qualcun'altra, ma nella stessa intensità e naturalmente esserne ricambiato. Chiedo troppo? È sbagliato usarlo come metro di giudizio? Ad esser sincero qualcuno che ha superato questo mio metro di giudizio ci sarebbe, quindi in fin dei conti non mi sembra di essere così selettivo, o sbaglio? E allora perché mi preoccupo?


E c'è una serie di persone da evitare:
amanti, buchi neri, gente intestinale…
Crocerossina mia, adesso ascoltami:
tu non lo salverai. Dai scappa! Arrenditi!

Il "logorroico" vuole aggiungere un concetto,
io gli direi: "Sì, t'ho capito ma che hai detto?"

L'uomo "interruptus ", tira su col naso che è un folletto,
è tossico di giorno e guasto a letto!

L' "anaffettivo" ti ricoprirà di ansie
e se gli dici "Ti amo" ti risponde "Grazie!"

Il "possessivo" è un succhia-cuore e non si arrende
non ti stupire se hai le spie nelle mutande!

Lui…
mi ha detto addio…
mi amava troppo…
com'è che non scoppio…

C'è il tipo "carpe diem", sta fermo lì,
diventi vecchia se aspetti che lui si sblocchi!

Tu vattene via! È meglio così!
Vuoi restare amico, ma amico di chi?
No, no, no… Lista nera…
E finisce qui! È meglio così!
Non è colpa tua se sei nella mia lista nera!
Lista nera…

L' "artista incompreso" non può starti dietro
si vende anche la mamma pur di essere noto!
C'è il "maledetto", poi, che beve come un lavandino
non tocca e ti mitizza e lui oltre il giardino!
L'uomo "Fantozzi" ha una moglie che non vuole,
dei figli che non vuole, ma senza te, lui, muore…
chissà perché non fa progetti ma ti dice "Ti amo"
sceglierà sempre "lei" e stare sul divano!
L'uomo "dissenteria" è quello che dà ai nervi
si accorge che ti ha perso quando è troppo tardi!
Poi c'è il bugiardo, no, quant'è carino…
è capitato a tutte… l' "Aladino"!

Lui…
mi ha detto addio…
vuole il suo spazio…
gli metterei un razzo…

L'uomo "revival", lo sa, ti pensa e poi
tornerà quando sarai guarita da lui!

Tu vattene via! È meglio così!
Vuoi restare amico, ma amico di chi?
Tu sei da… Lista nera…
E finisce qui! È meglio così!
Non è colpa tua se sei nella mia lista nera!
Lista nera…

Romina Falconi (Lista Nera - Album: Certi sogni si fanno attraverso un filo d'odio - Anno: 2015)


domenica 22 novembre 2015

La dura e cruda verità...


«Una persona può mancarti quanto ti pare, 
ma se tu non le manchi c'è poco da fare».
Principe Kamar

lunedì 2 novembre 2015

Lost!


Mi sento come se fossi immerso nella nebbia 
ed abbia perso di vista me stesso e tutto il resto.

Annaspo,
sprofondo,
vado a fondo.

Mi perdo...


Just because I'm losing
Doesn't mean I'm lost
Doesn't mean I'll stop
Doesn't mean I'm across

Just because I'm hurting
Doesn't mean I'm hurt
Doesn't mean I didn't get what I deserved
No better and no worse

I just got lost!
Every river that I tried to cross
Every door I ever tried was locked
Ohhh and I'm just waiting til the shine wears off

You might be a big fish
In a little pond
Doesn't mean you've won
'Cause along may come
A bigger one

And you'll be lost!
Every river that you tried to cross
Every gun you ever held went off
Ohhh and I'm just waiting til the firing's stopped
Ohhh and I'm just waiting til the shine wears off

Ohhh and I'm just waiting til the shine wears off
Ohhh and I'm just waiting til the shine wears off

Coldplay (Lost! - Album: Viva la vida or Death and All His Friends - Anno: 2008)

mercoledì 7 ottobre 2015

Ripartenze: avrei bisogno di un giorno migliore


Io ci riprovo a ripartire ma qui si ha difficoltà a carburare tra problemi burocratici che mi sfiancano, tra aumenti sconsiderati di tasse universitarie (praticamente pago 500 € in più dello scorso anno e tra prima e seconda rata supero di poco i 1500 €, mortacci loro!), tra servizi inesistenti, con a stento un solo corso iniziato con orario mobile che cambia ogni mezz'ora che per forza di cose ti porta a sviluppare comportamenti ossessivi-compulsivi come aggiornare spesso e più volte al giorno il sito del corso di laurea, con parecchi tempi morti, tirocini che vanno a rilento che ovviamente mi si accavalleranno portandomi con l'acqua alla gola per colpa degli altri e della burocrazia. A me questa alea con cui si ammanta questo nuovo anno accademico mi manda in bestia, mi destabilizza e cosa ancora peggiore mi fa concludere veramente poco perché dovendo dipendere dall'incertezza degli altri io non riesco ad organizzarmi e quindi non riesco a fare neanche una mezza cosa per volta, di conseguenza mi abbatto e produco ancora meno entrando così in un circolo vizioso senza uscita che può portare solo a fallimenti. In più devo recuperare un anno non proprio esaltante che mi ha portato a rimanere indietro di cinque esami (in realtà quattro ma uno è diviso in due esami anche se il voto è unico), complice un blackout a settembre che non mi ha permesso di sostenere esami. Ho il morale veramente a terra e all'orizzonte vedo solo nubi nere e non so se ce la farò. Mi sento solo ed ho pure elemosinato abbracci, non sono al top neanche con la salute. Ho poi scoperto di avere un cuore rotto che pensavo di avere aggiustato, ma a quanto pare il mio inconscio e il mio corpo mi mandano segnali che non ho aggiustato proprio un cazzo (bonjour finesse!). Quindi mi ritrovo in una e più impasse che mi stanno fagocitando e annientando a poco a poco.
Insomma riparto parecchio in salita e con mezzi di fortuna, avrei veramente bisogno che qualche piccola cosa andasse a buon fine sul serio, avrei bisogno di un giorno migliore.


Viaggerò fino al mare
passando dal sole
tu mi vedrai
vengo a prenderti
quanto costa l'amore
nel telegiornale
non crederci
vengo a prenderti
quanto basta ad un cuore
per dirsi felice
di vivere
tu sorridimi
dammi ventiquattr'ore
ti vengo a cercare
tra Venere e le lucciole
un giorno migliore migliore migliore.

Dimmi cos'è questa luce che viene dall'anima
e mi fa ballare
dimmi cos'è
che distende le pieghe dell'anima
dimmi cos'è
è il mio giorno migliore, migliore, migliore, migliore.

 Viaggerò senza sosta
qui nella mia stanza
e tu ci verrai
sto aspettandoti
quanto costa la guerra
se non c'è speranza di vincerla
devi arrenderti
a me basta trovarti stanotte
ai confini dell'essere
o non essere
dammi un attimo e arrivo
mi vesto di scuro
tu mi vedrai
vengo a prenderti.

Dimmi cos'è questa luce che viene dall'anima
e mi fa ballare
dimmi cos'è
che distende le pieghe dell'anima
questa voce che mi parla di te
dimmi cos'è
che distende le pieghe nell'anima
dimmi cos'è
è il mio giorno migliore, migliore
è il mio giorno migliore.

 Dimmi cos'è questa luce che viene dall'anima
e mi fa ballare
dimmi cos'è
dimmi cos'è
che distende le pieghe dell'anima
dimmi cos'è

È il mio giorno migliore
è il mio giorno migliore
questo è un giorno migliore.

Giorgia (Il mio giorno migliore - Album: Dietro le apparenze - Anno: 2011)

domenica 13 settembre 2015

Ansia irrazionale


Sono preda di un'ansia irrazionale
che mi assale, mi paralizza e mi divora.
Eppure ho accumulato tanti piccoli fallimenti nella mia vita
che non mi spiego come possa un fallimento in più o in meno fare la differenza.
Non credo che dipenda da ciò: per questo è irrazionale.
Non capisco, non mi capacito, non riesco a trovarne le cause.
Magari è la stanchezza, però...
Possibile che sono sempre così stanco?
Mica zappo dalla mattina alla sera!
Ho questa continua sensazione 
come se dovesse capitare qualcosa di veramente brutto.
E se fosse paura? 
Ma paura di cosa?
Intanto mi sento divorato,
consumato,
consunto
dall'ansia
e chissà quando mi passerà.


René Aubry (Steppe - Album: Steppe - Anno: 1990

lunedì 7 settembre 2015

Non credo di farcela ad andare avanti


Sono ostaggio della mia ansia, 
di un'estate tra le più brutte della mia vita (finora), 
di delusioni che si moltiplicano troppo spesso,
di un umore in caduta libera,
della mia solitudine,
di battute d'arresto,
della stanchezza,
dell'infelicità.

Sono a pezzi e non credo di farcela ad andare avanti.
Ho quell'ansia che precedono i disastri annunciati di cui sono il personale ed unico artefice.

Mi ripeto:  passerà!
Ma se così non fosse?


Clint Mansell (Requiem for a Dream - Album: Requiem for a Dream - Anno: 2000)

domenica 5 luglio 2015

Un messaggio che non arriverà



E poi ti prende un attacco di nostalgia acuta, uno di quelli che non passa perché è impossibile rivedere quella persona per fartelo passare.
Uno di quelli in cui non basta alzare la cornetta perché non c'è un segnale potente che arrivi fino a lì.
Uno di quelli in cui non c'è fibra ottica così potente  per riuscire a contattarti.
Uno di quelli in cui non c'è servizio di posta che arrivi fin lassù.
Uno di quelli in cui puoi alzare il culo quanto vuoi ma non c'è nulla da fare perché a volte la vita è ingiusta senza un perché.
A me resta solo la nostalgia e la sensazione che arriverò presto, ma fino ad allora tu chiacchiera ancora un po' con Audrey  e continuate a fare colazione da Tiffany nella sede di lassù.
Buon non (purtroppo) compleanno.
Un abbraccio da quaggiù.
Il tuo cuginone pasticcione.


Avrei voluto avere il giusto tempo per studiare per potermi laureare, era il sogno di mio padre.
Avrei voluto ridipingere di rosa la mia stanza ancora vuota, com’è vuota l’apparenza di un sorriso.
E poi comprarti un cappello nuovo, fingere che tu stai bene
non aver paura, io sono qui e ti chiedo perdono per il tempo sprecato
per quello che sono e non ti ho mai dato, per tutte le cose lasciate a metà
il nostro viaggio da fare in un giorno di sole

eheheheheheheh

Avrei voluto rimanere qui a dormire ore ed ore senza respirare e non dover parlare, non pensare
Il tatuaggio sulla schiena fatto senza aver timore sopra la mia pelle, sopra… sopra la tua pelle
Domenica sarai meravigliosa, tu con l’abito da sposa, non aver paura… io sono qui

E ti chiedo perdono per il tempo sprecato
per quello che sono e non ti ho mai dato
per tutte le cose lasciate a metà
il nostro viaggio da fare in un giorno di sole.

eheheheheheheh

E ti chiedo perdono per il tempo sprecato
per quello che sono e non ti ho mai dato
per tutte le cose lasciate a metà
il nostro viaggio da fare in un giorno di sole.

Bianca Atzei (In un giorno di sole - Album: Bianco e nero - Anno: 2015)

martedì 26 maggio 2015

Riflessioni su questi ultimi tre anni perché "Certi sogni si fanno".


Pensavo non sarei mai sopravvissuto ma a quanto pare mi sbagliavo: dopo 3 anni sono andato avanti lo stesso anche se credo che una parte di me sia morta quel giorno stesso. Ho chiuso il cuore in un cassetto e buttato la chiave nel cesso  per provare a rimetterlo in sesto. Ho abbandonato sogni felici a cui mi aggrappavo disperatamente per tenermi a galla. Ho riconvertito i miei sogni spostandoli verso un'autorealizzazione professionale che ahimè stenta ad arrivare o che potrebbe essere abortita ancor prima di essere realizzata (fanculo la buona scuola!). In un certo qual modo, volente o nolente, sono andato avanti; però... Ho la fissa dei però, per cui mi capita spesso di ripensarci e non posso fare a meno di pensare a quanto sia stato stupido, egocentrico, ottuso, ecc.. Di come avrei potuto comportarmi più dignitosamente invece di stracciarmi le vesti come portatore di verità assolute che ha subito un attacco di lesa maestà, come se per qualche oscuro motivo irrazionale mi fosse dovuto qualcosa. Insomma ho lasciato fuoriuscire il peggio di me e se potessi vorrei tornare indietro per correggere questi errori pur sapendo che non cambierebbero il risultato, ma che forse riuscirebbero a farmi sentire meglio. Ecco, non c'è un motivo particolare ma ultimamente mi sento spesso fuori luogo, irrazionale, incasinato, inutile e stanco. Non so, forse invecchiando si diventa più saggi, o più semplicemente si ha bisogno di avere una cerchia che faccia da scivolo, da materasso di sicurezza come quando ci si deve buttare dalla finestra perché è scoppiato un incendio in casa ed è l'unica cosa sensata da fare, anche perché non verrà alcun pompiere a salvarti perché non può farlo.
L'unica cosa che non riesco a mandar giù è proprio la fine di questo rapporto di amicizia con Lui. Ecco, è come se mi sentissi defraudato di una parte importante del mio scivolo d'emergenza. Forse non dovrei dirlo ma mi mancano quelle chiacchierate, le battute sceme, il tempo scandito dalla ricezione delle mail. Fino a quando facebook non aveva censurato i suoi messaggi, in seguito a segnalazioni del suo profilo da parte di gruppi omofobi organizzati, trovavo conforto nel rileggere quelle vecchie conversazioni, quella spinta a provare ad essere migliore, anche in quelle conversazioni in cui ho dato il peggio di me. Invece, ormai da parecchi mesi riesco a leggere solo i miei messaggi mentre i suoi non ci sono più perché sono stati momentaneamente rimossi in attesa di verificare l'account. Riguardando quelle conversazioni monche sembra di assistere ad un triste monologo. E se in realtà fosse stato sempre così? Se mi fossi solo parlato addosso per tanto tempo, troppo egocentrico per accorgermi della realtà che avevo di fronte? A pensarci mi prende lo sconforto. A dirla tutta mi prende lo sconforto per come sono stato cancellato e catapultato nell'oblio; di come Lui non ha sentito l'esigenza di riallacciare il rapporto di amicizia precedente. So per certo che ha un nuovo account su facebook, anche perché non è che il web sia proprio così immenso, ma non ha sentito e non sente l'esigenza di avere un rapporto civile con me. C'è una parte di me che non riesce a dargli torto, ma l'altra parte, quella che c'è rimasta malissimo, che oltre ad essere rimasta spiazzata si è giustamente trincerata dietro un briciolo di amor proprio e di orgoglio per cui neanche morto gli chiederei l'amicizia: perché una cosa che ho imparato in questi anni, è che non si può imporre la propria presenza agli altri e, che una volta arrivato il momento, bisogna lasciarli andare per la loro strada, anche se ciò fa male, tanto male, troppo male.
Quindi caro Facebook potresti evitare di mandarmi decine e decine di mail in cui mi suggerisci di chiedergli l'amicizia? Ogni volta è un colpo al cuore e fa male perché rappresenta in maniera evidente la mia incapacità a non aver saputo gestire bene un rapporto che evidentemente ho buttato alle ortiche come il deficiente che sono.
Ora qualcuno penserà che io sia un fissato monotematico ancorato al passato, ma si sbaglia, perché ciò che mi è successo 3 anni fa è ciò che mi ha portato a quello che sono adesso, con i miei pochi e quasi per nulla esistenti pregi ed i miei innumerevoli difetti che non smettono mai di moltiplicarsi sempre più. Quindi è logico che io usi RdS come metro di giudizio, per quando il mio cuore sarà guarito e batterà i piedi a terra perché è arrivato il momento di mettersi in gioco, perché nonostante tutto Lui era quello che più si avvicinava al mio uomo ideale, quello che sembrava l'altra mia metà della mela per essere completo. 
Così è logico che ci rimanga male quando un amico mi dice che va a fare un sonnellino, ci sentiamo più tardi e poi scompare nel nulla per più di 17 giorni e allora penso che o vuole prendere il posto della Bella Addormentata o che più semplicemente non si fida abbastanza di me e non mi ritiene un suo amico di cui fidarsi e con cui confidarsi. Anche se ho problemi d'abbandono e forse sono pure un po' autistico nei rapporti sociali, lascio andare via anche lui ma ciò non toglie che mi girano come se fossero le pale eoliche. A me non va di essere un albergo con gente che va e viene a suo piacimento, potrei capirlo qualora si esaurisse ciò che avremmo da dirci, ma fino ad allora non l'accetto. Tutto ciò mi porta a sommare sfiducia su sfiducia nelle mie capacità relazionali, col rischio di perdermi qualcosa di importante e di vivere a metà perché frenato. Poi succede che vado a Roma per un concorso, che ha già in sé dei traumi legati ai corsi e ricorsi della storia sempre di tre anni fa, in un periodo che dire che annaspo non rende appieno l'idea. Eppure, con un po' di sollecitazione da parte di alcuni miei scivoli e materassi di sicurezza, mi convinco a conoscere di persona un blogger-twittero che apprezzo e stimo da tempo, a cui voglio pure bene e che supera con una certa facilità anche il metro di giudizio RdS (segno che forse non è poi così impossibile superarlo), tant'è che per me la singletudine di questo blogger-twittero rimane un mistero (perché a mio parere dovrebbe avere alla sua porta chilometri di fila di uomini col numerino in attesa, ma questo rimane uno dei tanti misteri della vita). Per cui passo una piacevolissima ora e mezza in sua compagnia, compagnia che per me è stato come una boccata di aria fresca. In un periodo in cui sono proprio alla canna del gas, ho respirato a pieni polmoni ossigeno puro di cui avevo bisogno. 
Non so cosa mi riserverà il futuro e se anche questa bella persona entrerà o meno nella cerchia del mio scivolo e materasso di sicurezza, ma sicuramente ne è valsa la pena conoscerlo, anche perché è stata un'iniezione di fiducia in me stesso. Spero sempre di poter riallacciare una bella amicizia con RdS, ma se così non fosse mi sto rassegnando al fatto che ciò possa non accadere più e nel contempo sto andando avanti per la mia strada, a fare esperienze e a trovare il bello ovunque e a portarlo sempre con me: certi sogni si fanno sperando di realizzarli.

Clicca sull'anteprima: http://www.shazam.com/track/105291107/certi-sogni-si-fanno 
Corro per dimenticare leggera 
la sigaretta e assenzio
per non farmi più stordire dai colpi forti del silenzio.
Vedo il corpo incatenato
ma  corro per non baciarti adesso,
adesso che sarai nel letto con chi sembra che abbia il permesso.
Voglio stordirmi tra la folla, tra luci e buio
per non ricordare
e l'immagine perfetta è averti qui per poterti respirare.
Il problema è che non scordo
ed ho capito mi conosco poco e male.
Se non amo te mi perdo
volerti sembra un danno
certi sogni si fanno. 
Io voglio correre da te
Io voglio correre da te
Io voglio correre da te
Io voglio correre da te
Dopo tutto ti ho sfiorato un istante,
mi sento tua sempre.
Io che sono al mondo per appartenere alle tue mani solamente.
Non mi scopriranno se in silenzio griderò il tuo nome
e per farmi sopravvivere verrai a casa mia stanotte.
Quando vai via è la paura che entra qui,
mi manchi più del sangue.
Con te ho capito quel che al mondo non ammette
l'amore non è ovunque.
Quando vai via io sento il senso di vuoto 
come dopo un combattimento.
Se non amo te non sono,
volerti sembra un danno,
certi sogni si fanno.
Io voglio correre da te 
Io voglio correre da te
Io voglio correre da te 
Io voglio correre da te

Romina Falconi - (Certi sogni si fanno - Album: Certi sogni si fanno - Anno: 2014)