lunedì 10 ottobre 2011

Come Penelope...

È da un bel po' di tempo che mi sento come Penelope e forse invece dovrei essere come Ulisse. 
Come Penelope attendo. Come Penelope tesseva di giorno la tela, io di giorno tesso progetti e aspetto. Come Penelope di notte disfava la tela, io di notte disfo quanto progettato di giorno e aspetto. Come Penelope aspetto fiducioso, bloccato in una sorta di limbo. Mi muovo per inerzia: ed è questo il mio paradosso!

Mi piacerebbe chiedere a Penelope se alla fine ne valse la pena aspettare così tanto. Mi piacerebbe sapere se per tutto quel tempo passato ad aspettare, abbia mai avuto voglia di mollare tutto e sfanculare il suo amato Ulisse. Mi piacerebbe sapere se fece tutto quello solo per amore o perché invece rimase ingabbiata in un ruolo imposto dalla società che puntava il dito nel suo status di moglie e madre fedele prima ancora che di donna. Mi domando se Penelope per tutto quel tempo si sia data almeno una volta della scema ad aspettare uno che chissà solo dio dove si era cacciato e in quali condizioni si trovava. Mi domando se Penelope abbia avuto momenti no durante la sua attesa, momenti in cui avrebbe voluto mollare tutto e scegliere la via più facile.

A volte penso che Penelope sia una completa idiota come me, visto che passa il tempo ad aspettare, forse per questo un po' mi fa tenerezza. Mi intenerisce il suo cieco candore, la sua folle speranza che va a braccetto con la sua passione infinita.
Peccato che nessuno abbia scritto l'Odissea dal suo punto di vista e da quelli "dell'altra metà del cielo"che aspettavano il ritorno dei propri Ulisse.

Ps: Ah, per la cronaca credo di avere anch'io i miei Proci. -_-"

15 commenti:

  1. Ma sai che anch'io mi sento così! O_O

    RispondiElimina
  2. Mi consola il fatto che siamo almeno in due in questa strana situazione. :)

    RispondiElimina
  3. la Penny se non altro era una donna attiva: "fare e disfare, è tutto un lavorare" diceva la mia nonna. lei aveva un obiettivo (scansare i proci) e nutriva una speranza che, per quanto a lungo attesa, non si è affatto rivelata vana. bontà sua.

    io mi sento più come la PaolinaSulSofà del Canova, immobile da due secoli, senza che mai nulla cambi nel susseguirsi dei giorni. due palle che non ti dico...

    :)

    RispondiElimina
  4. Già. Sarebbe molto interessante leggere l'Odissea dal punto di vista di Penelope, per capire se, effettivamente, era una decerebrata che non sapeva far altro che aspettare oppure una donna dalla tenacia di ferro. Ma mi sa che Omero non abbia scritto nemmeno due righe per tirarci fuori dal dubbio.

    Però io vedo in Penelope anche una sognatrice, una sorta di piccola rivoluzionaria: nonostante tutti le dicessero che suo marito era sicuramente morto, lei continuava ad aspettare, a lottare per mantenere la sua libertà. Una visionaria. Una pazza. Eppure alla fine ebbe ragione.

    Se ti senti come Penelope, abbi fiducia nella tua pazienza e nella tua tenacia. Alla fine magari riuscirai anche tu a vedere realizzati i tuoi sogni, proprio quando le tue speranze sembrerebbero prossime alla delusione :)

    RispondiElimina
  5. L'ultimo paragrafetto del mio commento, ora che lo rileggo, sembra tratto da qualche libro "Consigli spiccioli per essere ottimisti" xD
    Però è quello che mi è venuto in mente leggendo il tuo post... forse è quello che vorrei dire anche a me stesso.

    RispondiElimina
  6. Caro Principe, pur non conoscendo le tue vicende personali, so purtroppo come va il mondo. Quindi francamente ti suggerirei di non disdegnare i Proci, se ce ne fosse qualcuno che è decente

    RispondiElimina
  7. Principe, la situazione è strana, ma in fondo penso che le persone come noi hanno qcosa di bello! :)

    RispondiElimina
  8. @ Edgar: ahahahahahah XD però guarda che Paolina Bonaparte in Borghese si dava parecchio da fare, forse dovresti prendere esempio. ;)

    @ Febo: hai ragione, bisogna avere fiducia e speranza ma che faticaccia! :)

    @ Odisseo: per carità meglio solo a questo punto. :)

    @ Miky: sì, ma a volte farebbe piacere vedere qualche riconoscimento dalla persona giusta. :)

    RispondiElimina
  9. Hai perfettamente ragione! Io sto aspettando da molti anni... :/

    RispondiElimina
  10. A chi lo dici Miky! Sembra che non faccio altro nella vita se non aspettare.

    RispondiElimina
  11. Io credo che sia stato solo un ruolo. Non per amore, non per società, non per conformazione mentale. Solo e semplicemente perché nello show (non solo epico) della vita a Penelope toccò quel ruolo, quello precisamente e non un altro. Caso? Fortuna? Volontà degli dei, ecco.

    Fortunatamente la nostra è un'epoca senza dei però quindi puoi scegliere di sfanculare il tuo ruolo e finir a fare quello dell'avversario :)
    (o anche no, ma è meglio raccontarsela così).

    Scusa, questo commento lo chiamiamo "confusione portami via" :)

    RispondiElimina
  12. @ Miky: idem, non so fino a quando riuscirò a resistere ad aspettare. :(

    @ Sashimi: grazie per il commento, non devi scusarti ci penserò su. :)

    RispondiElimina
  13. Anche io mi sono sentito così nell'ultimo periodo. Passi avanti e poi uno indietro, e di nuovo uno avanti e tre indietro.
    Poi a un certo punto qualcosa succede.
    Altrimenti, invece di fare e disfare la tela, comincia a dipingerla, di sicuro dà più soddisfazione :)
    E se proprio devi aspettare, almeno il tempo in mezzo sarà stato utile a qualcosa. ;)

    RispondiElimina