lunedì 14 aprile 2014

24 marzo 2011: tre anni dopo.


Ci sono giorni speciali che per ognuno di noi rientrano di diritto tra le tappe fondamentali della propria crescita, uno di questi giorni è sicuramente la laurea. A distanza di 3 anni, ricordo come se fosse ieri il 24 marzo 2011. Era una calda giornata di primavera, una di quelle giornate in cui non si può fare a meno di stare con gli occhi all'insù rivolti verso il cielo. Stranamente non ero agitato, ero piuttosto calmo. Il mio chiodo fisso era che non vedevo l'ora di discutere la tesi e di chiudere un brutto capitolo della mia vita. Doveva essere la data spartiacque, un po' come l'anno zero di Cristo, una data in cui prima c'era un passato per lo più da dimenticare e dopo un futuro roseo che mi attendeva a braccia aperte. Non è andata esattamente così, un po' come quando mi ripromisi che non mi sarei più riscritto all'università e invece a luglio dell'anno scorso ho cambiato idea e adesso eccomi qua. Se penso a quel giorno, non posso fare a meno di pensare che doveva essere il mio giorno speciale da protagonista eppure in realtà non lo è stato. Non lo è stato perché non sono stato capace di godermelo. A me non interessava la discussione della tesi, non mi interessava la festa, non mi interessavano i regali e tutto il resto. A me interessava laurearmi perché in quel modo si concludeva un ciclo e ne iniziavo un altro. Il mio atteggiamento era del tipo quel che è fatto è fatto, dal giorno dopo sono libero di poter iniziare una nuova vita, nessun legame qui. Non ero preoccupato della seduta in sé, il tutto mi sembra come una cerimonia scenografica fatta più per i miei genitori che per me, tanto sapevo già che avrei avuto un voto basso a rispecchiare il fatto che i miei anni universitari hanno coinciso per lo più con un periodo molto buio della mia vita e laureandomi mi sarei buttato tutto alle spalle. Avevo investito quel giorno di un significato particolare perché dal giorno dopo sarei stato libero di vivere il mio sogno d'Amore con RdS. Ce l'avrei fatta a trovare un lavoro lì vicino, tale che avrei potuto corteggiarlo seriamente per poter creare una famiglia con lui, qualcosa di bello, tutto ciò che ho sempre desiderato. Non mi importava che tipo di lavoro avrei trovato, bastava che mi permettesse di vivere dignitosamente e di poter stare con lui. A me non interessava un fico secco della laurea, se non fare bella figura per renderlo orgoglioso di me. Ho preso il massimo dei voti alla tesi solo perché lui mi hai sostenuto quando tutto andava storto e volevo mollare. So che è una cosa talmente irrazionale e fuori di testa, probabilmente ricalco in pieno qualche cliché romantico da telenovelas sudamericana. Probabilmente mi sputtano alla grande dicendo che l'avrei voluto lì al mio fianco. Sapevo che non era possibile, ma c'ho sperato tanto. Nella mia fantasia malata, speravo che lui arrivasse da un momento all'altro facendomi una sorpresa o che ne so, mi  mandasse dei fiori (ma poi come poteva inviarmeli se non conosceva il mio indirizzo esatto è una cosa che non so spiegarmi ed è irrazionale). Non so cosa pensassi, ma man mano che la giornata volgeva al termine, speravo che si palesasse. Sapevo che aveva dei grossi problemi in famiglia e sul lavoro, ma speravo che mi chiamasse, avevo il cellulare sempre vicino a me proprio per questo, ma non successe. Allora pensai, poco male mi manderà un sms e non mi chiamerà perché magari ha paura di disturbare. Ah, beata ingenuità! L'Amore è tale che addormenta la ragione e non ci fa vedere l'ovvio. Ovviamente rimasi un po' deluso, ma i miei pensavano che fosse per il bidone delle mie amiche, di un paio ancora a 3 anni di distanza aspetto la conferma per la mia festa. Poco male, non vedevo l'ora che se ne andassero anche gli ultimi invitati per poter andare in camera mia, accendere il pc e lì avrei trovato di sicuro una sua mail. Niente di tutto ciò. Come ci rimasi male! Pensavo va be' magari mi ha fatto una sorpresa e mi ha dedicato un post sul suo blog tutto per me, invece il nulla. Ci rimasi malissimo. Però, sapevo del suo brutto periodo e speravo che tutto andasse bene, auto-accusandomi di non essere lì con lui a dargli conforto. Alla fine pensai che non mi importava che in quel giorno importante lui non ci fosse fisicamente, quello era il mio passato lui era il mio presente, il mio futuro.  Attesi giorni ma di lui nessuna traccia, ci rimasi malissimo, pensavo gli fosse successo qualcosa di brutto e mi tormentavo. Solo dopo 7 giorni mi inviò una mail in cui parlava per lo più dei suoi guai e un misero cenno alla mia laurea. Una persona razionale avrebbe realizzato e capito l'ovvio, io ero talmente accecato dall'Amore che passai su tutto e mi aggrappai al fatto che ero il suo confidente di così gravi preoccupazioni e lo perdonai in cuor mio, per il resto dovevo tener duro per lui. L'ho riletta alcune settimane fa per caso, complice il motore interno di ricerca di gmail e lì mi si è aperto un mondo.
Sul serio, come ho potuto credere che io fossi speciale per lui? Come ho potuto pensare che si sarebbe innamorato di me? Come ho potuto pensare che gli importasse di me? Come ho potuto non accorgermi che non mi filava di pezza? Come ho potuto pensare che quando mi avrebbe visto si sarebbe innamorato di me? 
Non ci si innamora di me. Non sono speciale. Sono uno come tanti. Eppure pensavo che questa volta sarebbe stato diverso perché credevo che fosse l'uomo giusto per me ed io per lui. BALLE! Non esiste l'uomo giusto per me, io sono come il soldatino di stagno di Andersen solo che invece di mancarmi una gamba perché non c'era più stagno a me manca l'altra metà della mela, tutto qua e me ne sto accorgendo solo ora. 
Rileggendo quella mail, mi accorgo semplicemente che ero la ruota di scorta, il bravo ragazzo affidabile ma di cui non ci si innamora. Si leggeva a chiare lettere che era ancora preso da un altro a tal punto da fare quelle confidenze così pesanti per una persona sola, prima a me per non dare pensieri a quel ragazzo che gli ha spezzato il cuore e che da lì a poco avrebbe fatto uno stupido spettacolo amatoriale (a lui il post di in bocca al lupo lo fece, ecco un altro segnale che non colsi stupidamente), tanto al giorno d'oggi danno le lauree a cani e a porci, l'hanno data persino a me! Figuriamoci! 
Niente, avevo i paraocchi. Oggi non mi capacito di come non sia riuscito a vedere l'ovvio: non mi amava, non mi ha mai amato e credo che non ci sia stato neanche un secondo della sua vita in cui abbia pensato che io potessi essere l'uomo giusto per lui. Probabilmente gli ispiravo tenerezza e compassione, probabilmente pietà perché in fondo sono uno sfigato e un po' d'amore non si nega a nessuno o ancora più semplicemente ero un momento di svago dai suoi guai. Svago inteso come sogno di cosa ancora avrebbe potuto avere.
Mi chiedo come ho fatto a non notare tutti quei piccoli segnali che urlavano "c'è qualcosa che non va"? Non riesco a darmi una risposta che non sia diversa dal fatto che l'Amore mi ha reso cieco ed ora che sono sveglio non posso fare a meno di darmi del cretino e di pensare a come ho potuto innamorarmi di lui alla luce dei  suoi ultimi commenti qui sul mio blog e di quelli in privato su facebook. Ancora non capisco la sua assurda preoccupazione di come lo vedono gli altri e le sue assurde precisazioni, proprio non riesce andare oltre e fermarsi a capirmi un po': io non ho perso solo un Amore, ma ho perso un Amico, una persona che ritenevo importante nella mia vita è che pensavo ci sarebbe sempre stato e invece mi ha lasciato solo un grande vuoto. Io non ci sto a sentirmi in colpa per cose che non ho fatto e di cui vengo accusato ingiustamente, mi sento la coscienza a posto. Vuole buttarmi addosso il suo astio? Lo faccia pure se ciò lo fa sentire meglio, tanto ormai non mi tocca più, ho smesso di stare male per lui da un pezzo, a me basta tenermi stretto le poche cose belle che mi ha dato per cui l'avevo chiamato Raggio di Sole, perché se dovessi tenere conto di tutto il resto sarebbe solo un circolo vizioso di negatività, di cose brutte e crudeli senza uscita.



Il mio prossimo amore sarà degno di me 
Arriverà con il buio di una notte da sogno 
Io lo sento da adesso, conto ogni suo passo 
Arriverà a farmi bene là dove c'è il terrore 

Questa volta i miei sogni hanno la precedenza 
Non mi scalderò più con chi non è all'altezza 
Sogno chiacchiere e film fino all'intera mattina 
E anche se sarà via saprà restarmi vicino 

Amore mio sarai contento di me, del mio lavoro 
Del mio modo di essere 
Lo sento stai arrivando 
Stavolta non mi arrendo 
Ma mi devo proteggere 
E quindi il prossimo 
Le paga per tutti, le paga per tutti, le paga per tutti 
Per tutti 
Nessuno mi sa dire cos'è che fa più male, cambiare o non cambiare mai 
Nel dubbio, il prossimo 
Le paga per tutti, le paga per tutti, le paga per tutti 
Per tutti 

Il mio prossimo amore non lo invidio lo sai 
Niente droghe e bugie, paranoie e isterie 
Non professerà il bene per poi fare il contrario 
Anzi saprà stare zitto e spogliarmi sul serio 
Quant'è dura da ammettere che ho tanta paura 
Dopo una delusione sento il cuore che trema 

Non c'è un cazzo di libretto di istruzioni 
Per sapere restare al mondo senza dolori 

Amore mio sarai contento di me, del mio lavoro 
Del mio modo di essere 
Lo sento stai arrivando 
Stavolta non mi arrendo 
Proverò a sorprendermi 
E quindi il prossimo 
Sarà il mio tutto, sarà il mio tutto, sarà il mio tutto 
Il mio tutto 
Io non saprò cambiare, lo dico e non lo faccio mai 
Io mi proteggerò, sarò fragile 
Sarà il mio tutto, sarà il mio tutto, sarà il mio tutto 
Il mio tutto 

Quando la vita ti fa il culo grande quanto il Duomo 
Hai voglia a dire che il dolore non ti cambierà 
Ripensandoci vorrei sentirmi al sicuro, Ripensandoci nel dubbio il prossimo... 

Le paga per tutti, le paga per tutti, le paga per tutti 
Per tutti 
Nessuno mi sa dire cos'è che fa più male, cambiare o non cambiare mai 
Nel dubbio, il prossimo 
Le paga per tutti, le paga per tutti, le paga per tutti 

Per tutti

Romina Falconi (Il Mio Prossimo Amore - Album: Certi Sogni si fanno  Anno: 2013)

3 commenti:

  1. Tu dici che non m'ami? Anch'io non t'amo.
    Dici non mi vuoi ben? Non te ne voglio.
    Dici ch'a un altro pesce hai teso l'amo?
    Anch'io in altro giardin la rosa coglio.
    Anco di questo vo' che ci accordiamo:
    tu fa quel che ti pare, io quel che voglio.
    Son libera di me, padrone è ognuno.
    Serva di tutti e non serva a nessuno.
    Costanza nell'amor è una follia;
    volubile io sono e me ne vanto.
    Non tremo più scontrandoti per via,
    né quando sei lontan mi struggo in pianto.
    Come usignuol che uscì di prigionia
    tutta la notte e il dì folleggio e canto.
    Son libera di me, padrone è ognuno.
    Serva di tutti e non serva a nessuno.

    (G. Verdi, Stornello)

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    1. https://www.youtube.com/watch?v=nrmWwQx4tYY

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    2. Colpito affondato :-D

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