sabato 15 marzo 2014

Pronto a correre


Non aggiorno il blog da un mese esatto: tra la sessione d'esami, la ripresa delle lezioni e il viaggio dei Reali in Toscana, ho avuto il mio bel po' da fare. Mi dispiace non riuscire ad aggiornare il blog con più costanza, spesso succede che arrivo la sera stanco morto e finisce che mi addormento mentre provo a leggere qualche pagina o mentre tento di studiare. A volte è colpa della pigrizia, altre volte, non so, è come se mi passasse la voglia di scrivere. Nonostante la stanchezza accumulata e che sembra non voglia andar via, posso ritenermi abbastanza soddisfatto di questa sessione d'esami. Alla fine non ho sostenuto solo l'esame di linguistica perché non mi sentivo abbastanza preparato, ma per il resto ho collezionato un 30 e lode, due 30 (va be', uno dei due farà media con un esame di 4 crediti che sto seguendo ora e che darò a giugno) e un 18 preso con rabbia e controvoglia (ma per fortuna pesa solo per 5 crediti); per cui al momento ho una media del 27,273/30.  Non mi posso lamentare e devo essere molto orgoglioso di me. Nutrivo grandi speranze per le materie di questo secondo semestre, speranze alimentate dai nomi altisonanti delle materie, peccato la discrepanza con gli argomenti trattati; per cui mi ritrovo a fare filosofia pura mentre sulla carta e sul piano di studi dovrebbe essere pedagogia generale e interculturale (se avessi fatto il liceo non sarei proprio crudo in materia); mi ritrovo a studiare acriticamente Freud e in realtà si tratterebbe di pedagogia dell'infanzia che non c'azzecca un fico secco, per dire ad esempio l'anno scorso durante il corso, con una docente ormai in pensione, si sono occupati di Maria Montessori, Jean Piaget, Frabboni, Pinto Minerva, ecc. e in  misura minore anche di Freud. Leggere oggi i tre saggi di Freud sulla sessualità in maniera acritica, dove chiama gli omosessuali invertiti, far rientrare i baci nelle aberrazioni e fa tutta una serie di miscugli che onestamente mi fa pensare che avesse un pessimo rapporto col sesso e il suo corpo; mi lascia molto ma molto perplesso. Insomma, tutto ciò come mi aiuterebbe ad essere un maestro migliore? Magari siccome sono passate solo due settimane, forse non sono ancora entrato nella loro ottica ma al momento ho come l'impressione di andare a lezione solo per riscaldare il banco e la sedia ed è frustrante. È talmente frustrante che ad un certo punto ho rimpianto le lezioni di aritmetica, quelle lezioni seguite solo a causa dell'obbligo di firma e del relativo appello, perché in realtà la docente leggeva il libro che aveva riportato pari pari in più presentazioni power point, roba che dici arrivato all'università si presume che si sappia almeno leggere e scrivere. Un'altra cosa che non amo è l'adottare come libri di testo delle versioni particolarmente vetuste (tipo degli anni '70) di difficile reperimento e/o di case editrici così minuscole da essere proprio fuori commercio da tempo. Proprio in questi casi, mi rendo conto della forte discrepanza che c'è tra la preparazione reale e quella teorica, tra la preparazione universitaria e quella richiesta dal mondo del lavoro. Già quando mi ero riscritto sapevo dell'esistenza di questa discrepanza, ma alla fine l'ho fatto per avere quell'abilitazione necessaria per quella professione che voglio intraprendere. Speriamo bene, perché dal ministero della pubblica (d)istruzione le notizie che circolano sono sempre pessime e rispecchiano l'instabilità politica italiana e l'ovviamente scarsa qualità del suo attuale establishment. Col fatto che i corsi che sto seguendo mi risultano alquanto oscuri, mi vedo costretto a registrare le lezioni col risultato che sono già indietro nello studio. Che nervi! Anche l'orario è una schifezza, in più ancora devo terminare il corso di francese per il delf b1 pro e non mi sento un granché preparato. Boh! Insomma, alla fin fine tutto procede, di corsa, sempre di fretta, ma si corre. A dire il vero ultimamente sono diventato piuttosto popolare nel mio corso, devo ancora capire se ciò sia un bene o un male, ma ahimè questa pseudo-popolarità non si è ancora tramutata in qual bell'incontro che mi faccia battere il cuoricino anche perché non solo nel mio corso di laurea i ragazzi sono pochi, ma a quanto pare sono tutti etero (o presunti tali) e sventrapapere; di sicuro il più carino lo è (purtroppo e poi figurati se si interessava a me!), devo solo capire se lo è il ragazzo caruccio con i capelli brizzolati, ma nonostante tutto non credo si combinerebbe qualcosa. A quanto pare non corro il rischio di venire distratto dall'amore e posso continuare a studiare come se niente fosse, speriamo che questo secondo semestre mi soddisfi ancor di più del primo. Spero anche di riuscire a riprendere ad aggiornare con costanza il blog per permettermi di fare ogni volta il punto esatto della situazione.



PS: le scuse richieste e pretese nel precedente post non sono mai arrivate e a dirla tutta sono stato completamente ignorato. Sai che grande novità! Non s'è degnato neanche di leggere il post. Me l'aspettavo, almeno è coerente con il suo modo di trattare le persone (ero tentato di scrivere il termine usare, ma probabilmente rischio di fuorviare e di dare un'immagine troppo negativa di lui). Non mi capacito di come l'abbia sopravvalutato così tanto, di come abbia investito in maniera così sbagliata su di lui, così tanto Amore, sentimenti, così tanto tempo ed energie... Mi urta aver bruciato un nomignolo così bello come Raggio di Sole per lui, di aver scritto i miei sentimenti mostrandoli qui sul blog, mettendomi a nudo così. Il bello (o il brutto, a seconda dei punti di vista) è che, stupidamente, se potessi tornare indietro rifarei tutto quello che ho fatto, non rinnego niente. Nonostante tutto, credo ancora nella forza e nella bellezza del Grande Amore; ho solo la consapevolezza che sono l'eccezione alla regola e che non esiste per me: non c'è la mia metà e/o se ci fosse non credo voglia stare con me. Non credo che investirò così tanto verso qualcuno che non sia me stesso: ho già dato, poi solo il tempo potrà farmi cambiare idea o no, solo il tempo e qualcuno di veramente speciale potrebbe forse farmi cambiare opinione; ma nonostante ci siano un bel po' di persone speciali non credo che esse siano quelle persone speciali nel modo giusto per me ed io per loro, al punto di spingerle a voler desiderare ardentemente di passare il resto della loro vita con me e a condividerla col sottoscritto e viceversa. La vita è fatta di equilibri fragili ed io sono un perenne disequilibrio, basta farci il callo e alla fine non si vive poi così male.


Con te ero immobile 
Oggi ti vedrò di colpo sparire 
Fra la folla te ne andrai 
Mi sono rotto delle scuse 
Sono stanco dei tuoi guai 
Hai detto che non vuoi più 
Camminare accanto a me, 
Accanto a me 

Ora questa casa mi sembra più grande 
Illumino ogni angolo 
Dipingo la noia, rivesto la stanza 
Di quel che d'ora in poi sarò 
Non mi fermerai 
Né adesso, né mai 
Perché per troppe volte ho scelto te 
Non sono immobile 

Grazie per avermi fatto male, 
Non lo dimenticherò 
Grazie io riparto 
Solo controvento ricomincerò 

E giro nel centro e faccio la spesa 
Non mi sento fragile 
Cento grammi di sole e non serve l'amore 
Se poi diventa cenere 
Non mi prenderai 
Né adesso, né mai 
Perché per troppo tempo ho scelto te 
Dimenticando me 

Grazie per avermi fatto male, 
Non lo dimenticherò 
Grazie io riparto 
Solo controvento ricomincerò 

Sarò... pronto a correre per me 
E tu... ferma immobile 

Grazie per avermi fatto male 
Non lo dimenticherò 
Sento nelle vene 
Vita che si muove ricomincerò 

Sarò... pronto a correre per me 
Per me

Marco Mengoni (Pronto a correre - Album: Pronto a correre - Anno: 2013)

2 commenti:

  1. "Alquanto" si scrive tutto attaccato, Principe :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, errore di distrazione. Capita! :)

      Elimina