venerdì 11 novembre 2011

El tango


Oggi, mentre preparavo la mia playlist di 5 canzoni per l'amico Still, mi sono fatto sommergere dai ricordi legati al tango in particolare a questo brano di Astor Piazzolla, Libertango
Ho un amore svicerato e non ancora del tutto sviluppato per il tango, che in passato ho studiato per pochissimi mesi e giusto per uno spettacolo con la compagnia semi-professionista con cui ballavo all'epoca, credo che fosse il 2004. Dopo quella volta, poi per vari impegni e mancanza di tempo oltre che alla mancanza di una dama, lasciai perdere rinviando come al mio solito al prossimo futuro dove avendo una compagna, per forza non avrei avuto più scuse per non studiare e approfondire il tango e tutta la cultura che ci sta dietro. Ancora all'epoca non pensavo ai maschietti, pensavo piuttosto alle femminucce, anche perché M. l'avrei incontrato solo nel 2006 e solo da allora avrei incominciato ad avere dei dubbi sulla mia sessualità, legati principalmente al fatto di come non capissi di essermene accorto solo così tardi, per il resto proprio non mi cambiava e non mi cambia la vita essere passato dal preferire i cromosomi XX a preferire i cromosomi XY, in fondo sono sempre stato lento su queste cose, giusto per non dire "ingenuo".
Facciamo ora un salto al 2008, ero letteralmente scappato a Bordeaux perché non riuscivo ancora a gestire e a superare il mio cuore spezzato a causa di M. (so' lento, ve l'ho detto!), con la scusa di una borsa Leonardo avevo deciso di cambiare per un po' aria. Successe un venerdì di ottobre, il 17 per l'esattezza, senza pensarci due volte accettai un appuntamento al buio con l'amica polacca della collega della mia coinquilina italiana. A questa ragazza serviva un cavaliere per le lezioni di tango e per me ogni scusa era buona per sbizarrirmi in varie attività e addomesticare il mio dolore, così accettai senza pensarci due volte. Gli appuntamenti al buio sono tra le cose più perverse che la mente umana possa partorire. Decidemmo di incontrarci a place de la Bourse, col tram poi saremmo arrivati in questo misterioso luogo X che tuttora non riesco a ricordarmi come si chiama, ma era proprio fuorimano. A parte lo shock che sì Ela è molto bella, bionda ma anche bella formosa e alta, in pratica insieme sembravamo l'articolo il, non dimenticate poi che le donne nel tango usano i tacchi alti e in quel caso il mio faccione finiva proprio lì sul suo "davanzale-ben di dio". Già l'imbarazzo era enorme. La lezione fu carina, ma per carità c'era il maestro che era una vipera che m'aveva cazziato perché avevo un paio di jeans invece dei pantaloni e le scarpe da tennis (sì, che secondo lui mi portavo l'intero guardaroba per 3 mesi, bah!). All'inizio ci presentammo tutti, formammo le coppie e incominciammo l'allenamento. Dovete sapere che questo genere di lezioni poi si sviluppano come una sorta di "setta" dove poi ci si scambia gli appuntamenti dove poi si andrà a ballare, insomma è una cosa carina. A un certo punto l'insegnate decise di continuare a provare scambiandoci di volta in volta la partner, peccato solo che per uno strano scherzo del destino fossimo dispari e in maggioranza uomini. Quindi al primo turno beccai un'altra ragazza polacca, per fortuna un po' più piccina solo che mi continuava a parlare in polacco e chissà che diavolo mi disse. Al secondo cambiai decisamente in meglio con una bella mora, bassina, una di quelle donne che hanno dietro di sé un'aura dalla quale non si può non essere attratti. Credo che se avessi ballato con lei, avrei continuato a seguire quelle lezioni, insieme eravamo delle bombe di passione, belli da morire e poi lei profumava di vaniglia misto a cannella. Ogni volta che sento quell'odore penso a lei e mi ricordo di come la tenevo stretto tra le mie braccia, con sicurezza e non goffo come con Ela e la seconda polacca, ma purtroppo tutte le cose belle prima o poi finiscono e al terzo cambio mi beccai... l'assistente dell'insegnante! Un armadio di quasi due metri, massiccio, umidiccio, sudava troppo anche per i miei gusti non troppo schizzinosi. A parte il pestarsi i piedi (oddio dovrei dire barche) all'inizio perché si dimenticava che lui dovesse fare la dama, o quanto meno dirmi che l'avrei dovuta fare io; il resto credo che avvampai e incominciai a diventare rosso fuoco. Ero passato da un sogno ad un incubo, magari se fosse stato bello come il ragazzo col pizzetto che mi sorrideva e di cui non ho approfittato di approfondire l'amicizia (deficiente al cubo che non sono altro, non era il caso di fare il pudico, ma forse meglio così perché avrei fatto una figura di merda colossale e poi c'era il calvo che si attaccava come una cozza, naaaah meglio così). La serata continuò danzante per chi volesse ancora esercitarsi, il mio appuntamento al buio fu un completo disastro, con una scusa me ne sgattaiolai perché in fondo erano ancora le 22.30 circa di un venerdì sera e dove continuare a vivere. Per farmi perdonare poi invitai Ela a teatro perché un amico mi aveva regalato due biglietti, siamo rimasti buoni amici. Ora che ci penso più che una scusa, andai a salvare quella rintronata della mia coinquilina che stava per perdere le sue virtù (il fidanzato era in Italia! Lei mi chiamò sul cellulare tre o quattro volte) con quel polpo francese di cui non ricordo più il nome, quel pazzo che doveva portarmi a fare surf sull'oceano a novembre. Così, avendo perso il tram mi vidi costretto a farmela a piedi, quasi correndo per salvare la futura coppietta felice che oggi vive a Berlino. A lezioni di tango non andai più, anche perché mi dedicai ad altro, tant'è che il giorno dopo partii per un fine settimana nel sud dell'Aquitania fino in Spagna, "sequestrato" da una bretone folle con la mia coinquilina e un'altra amica italiana; ma questa è tutta un'altra storia.
Passato il momento amarcord, avendo sfiancato anche i lettori più assidui e conscio che RdS non si degnerà di leggere il mio blog, ecco che io ve lo dico per il nostro viaggio di nozze* ho intenzione di portarlo a Buenos Aires, per l'esattezza a La Marshall, dove si possono prendere lezioni di tango. Sì, anche noi gay possiamo ballarlo, lo chiamano il tango queer e c'è anche un festival e un concorso internazionale. Se andate sul tubo ci sono tante di quelle esibizioni da guardarle con gli occhi a cuoricino. Ovviamente io ed RdS saremo bellissimi anche se non bravi, ma noi saremo la felicità fatta uomo, ancora più belli di loro:




* Qui lo dico e non lo nego: ho intenzione di sposarmi in Italia e se il mio dolce, magnifico, splendido e tontolone RdS mi prende come fidanzato, mi sposerò con lui in Italia legalmente. Nel frattempo spero che ci si possa sposare tranquillamente, altrimenti semplicemente farò scoppiare la terza guerra mondiale perché sono italiano ed ho diritto di sposarmi civilmente con l'uomo che amo qui in Italia e a chi non garba si levi fuori dalle pelotas, nessuno me lo impedirà! Sono pronto a smuovere mari e monti. Tszè! C'è gente che non ha ancora capito che quando voglio una cosa niente e nessuno può impedirmelo di ottenerla e poi dopo aver conquistato il mio RdS, sarà "quasi" una passeggiata far legalizzare il matrimonio gay in Italia.

5 commenti:

  1. Ah come vorrei saper ballare il tango !

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  2. Guarda che io sono un tangueros mica da ridere! :p

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  3. @ Bimboverde: sì, anch'io. :)

    @ Still: sei stato nominato ufficialmente il mio insegnante. ;)

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  4. anche io adoro il tango, e Piazzolla...anni fa decisi di seguire un ciclo di lezioni con un mio "amico" che sperava di diventare qualcosa di più, ma io all'epoca non l'avevo capito, così dopo un mesetto circa le lezioni sono naufragate perché come dire, non ricambiavo e trovare un altro partner della mia altezza non era cosa facile (capisco la polacca!!)..mi piacerebbe riprendere, ma trovare un partner adatto è impresa ardua...

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  5. @ Hob03: sì, l'altezza è un problema da non sottovalutare, ma in quel caso ha influito anche la totale mancanza di feeling. Però, devo dire che a distanza di anni ci teniamo ancora in contatto e non è una cosa da poco. :)

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