domenica 25 marzo 2012

Un anno fa


Sono combattuto da ieri, giorno della ricorrenza, nello scrivere o meno questo post; ma siccome mi preme le tempie e batte forte come un martello pneumatico, mi sono deciso a metterlo nero su bianco sul blog, sperando di trovare un po' di pace. Mi piacerebbe scrivere che tutto procede alla grande e secondo i miei piani, ma a quanto pare come stratega lascio al quanto desiderare e come pianificatore sono ancora peggio. Mi accorgo che sempre più spesso mi ripeto e che ci sono pensieri, sentimenti, riflessioni e azioni che continuano indisturbate ad essere sempre le stesse, portandomi a pensare che o sono troppo prevedibile o invece nulla è cambiato in questo lasso di tempo e volendo potrei limitarmi ad un banale copia&incolla di pensieri, sentimenti, riflessioni, azioni che sono rimaste immutate nel tempo. 
Non so se tutto ciò sia un bene o un male, ma al momento propendo per il male perché sta a significare che, nonostante tutti i miei sforzi, mi sono limitato ad essere uno spettatore piuttosto che l'attore di questa pièce chiamata Vita. Mi sento fagocitato dal silenzio e rivivere le stesse cose, con la stessa intensità rimasta inalterata dal tempo, mi fa sentire sbagliato. Proprio il fatto che mi senta sbagliato, mi porta ad erigere muri di difesa e tante altre cose, tra cui disertare questo blog perché che senso ha scrivere qui, cercare di analizzare quello che provo, quello che faccio, per tentare di capirmi un po' di più, quando poi invece rimango impantanato sempre nelle medesime cose e faccio sempre gli stessi pensieri? Poi mi scoccia pure passare per uno che si taglia le vene ogni tre per due, per uno che sta sempre male e si lamenta, per un mutrugnone, uno che sta sempre attaccato alla canna del gas in cerca di attenzioni perché non è così, sono anche capace di sorridere e di prendermi poco sul serio. Certo ultimamente ho ben poco per cui sorridere e diventa sempre più difficile sdrammatizzare, ma si prova a farlo sempre. So che alcuni amici, leggendo ciò scuoteranno la testa in segno di disapprovazione mista a rassegnazione, ma ahimè sono fatto così e probabilmente sono fatto male. In un certo qual senso ho smesso di fare aggiornamenti perché trovo umiliante dover ribadire che a distanza di un anno e un giorno dalla mia laurea sono:
  1. ancora disoccupato, sto sempre lì sulla soglia di mollare tutto e smettere di cercare;
  2. vivo ancora con i miei, perché cazzoni che state al governo e in parlamento se non lavoro come cazzo me ne vado via di casa, visto che non posso permettermi di pagarmi l'affitto? Me lo pagate voi?
  3. ancora single col cuore impegnato in un amore folle e (non!?) ricambiato (boh!?), vedi motivi 1 e 2 per intuire in parte alcune difficoltà oggettive che mi impediscono al momento di candidarmi seriamente a suo compagno di vita e di provarci per vedere se funziona o meno, l'altra difficoltà oggettiva è che abito in Culonia. Poi ad essere proprio onesti ci sono altre difficoltà, ma risolte quelle, le altre sono quisquilie. Poi non depone a mio favore pure il fatto che RdS preso (giustamente) dai suoi casini (e giuro che son tanti!), mi "eviti" come la peste e non ho sue notizie dirette dal 9 febbraio. E sto sempre lì col numero di telefono della Sciarelli per chiederle di lanciare un appello a Chi l'ha visto? e in alternativa a scandagliare il web alla ricerca di un suo segno di vita e ad autoconvincermi ripetendomi che sta bene, non ha problemi ed è felice. So che è colpa mia perché non dovevo innamorarmi di un amico e che quindi non dovevo innamorarmi di lui, anche perché oggettivamente un figo come lui non può stare con uno sfigato come me che non ha nulla da offrirgli al di fuori del suo Amore, ma è successo e non posso mica smetterlo di amarlo dall'oggi al domani. Sì, biasimatemi pure; ma quando sarete innamorati e nelle mie stesse condizioni riparliamone, ecco.
A distanza di un  anno e un giorno, mi ritrovo a pensare che è tutto dannatamente uguale ad un anno fa: delusioni e speranze infrante comprese. A furia di sguazzare in tutto quello che non va, mi sto assuefando al peggio e non è una cosa bella né da dire e né da pensare. Ci sono le delusioni dietro l'angolo che ti aspettano al varco con le speranze infrante. Dopo un anno, le mie son sempre là a far comunella. Tutto ciò non mi piace per niente, così come non mi piace per niente il silenzio che mi divora e mi annienta.


Le cose non vanno mai come credi.
Un'altra notte ti svegli e ti chiedi:
se hai sbagliato per quella promessa,
se hai mentito per una carezza.
Per questo viaggio ci vuole coraggio,
per questo amore pieghiamo il destino,
ti resto accanto su questo cammino
però ti prego tu dammi la mano.
[...]
Le cose non vanno mai come credi:
il cuore è pieno di lacrime rotte,
il tempo è ladro di cose mai dette
e so che indietro mai più si ritorna,
eppure ancora ti resto vicino,
stanotte resta su questo cuscino.
 [...] 

Giorgia (Marzo - Album: Greatest Hits - Le cose non vanno mai come credi - Anno: 2002)

lunedì 12 marzo 2012

E faccio a pugni con me stesso


Estranha forma de vida cantava Amália Rodrigues, l'indimenticabile regina del fado portoghese, sì, proprio Che strana forma di vita è la mia vita. Non è un periodo semplice, né tanto meno facile e questo mio stare lontano dal blog e chiudermi a riccio è una forma di difesa. Ma come si fa a difendersi da sé stessi? Me lo sono chiesto un sacco di volte, senza mai trovare una risposta adeguata, se non continuare a fare a pugni con me stesso. Faccio a pugni con me stesso, perché sto sempre lì a cercare di capirmi, a trovare un equilibrio perso da tempo. Penso che ci sia qualcosa di sbagliato in me, altrimenti non mi spiego questa faglia che mi divide in due: da un lato c'è l'irrazionalità, l'istinto, i sogni e le regole che esistono per essere infrante. Dall'altro lato c'è l'opposto: la razionalità, la realtà, la concretezza e le regole che esistono per essere rispettate. Da un lato c'è il cuore, dall'altro la ragione. Da un lato c'è un ribelle che scalpita, selvatico, indipendente, un fuoco che arde; dall'altro c'è un tranquillo ligio al dovere, addomesticato e dipendente, un mare piatto. Da un lato c'è il come vorrei che fosse la mia vita, dall'altro c'è invece come è in realtà la mia vita. Entrambi cozzano tra di loro e fanno a pugni. Non capisco. Non capisco e peggio ancora mi perdo tra il vorrei e il voglio. Eppure tutto dipende da me: sono io che ho creato e creo la direzione della mia vita, anche adesso che non mi sembra più la mia. Non capisco tutto questo caos e questa incertezza che mi assale. Non capisco tutte queste paturnie intermittenti che vanno e vengono e poi alla fin fine son sempre lì. Non capisco cosa mi frena e mi inibisce dal fare tutto ciò che voglio fino in fondo, non capisco da dove sbuchi quella vocina che mi dice frena, devi aver pazienza! ogni volta, ogni santissima volta. Forse penso troppo o magari penso troppo poco. Non lo so, probabilmente sono matto. Sono stanco di aspettare che tutto si aggiusti da solo, dopo che io sono arrivato al limite delle mie capacità e non dipende più tutto da me. C'è sempre quel tarlo che rode insinuando che forse quel limite non è stato ancora raggiunto che posso andare oltre, ma oltre dove? Continuo a non vedere risultati e a me sembra che il mondo e l'universo continuino a muoversi ma senza di me, che rimango immobile, ancorato al suolo, mentre mi affanno per cercare di muovermi con il resto del mondo. Ho sempre l'impressione che mi stia perdendo qualcosa, di essere incompleto, di essere in ritardo. Forse dovrei essere solo più sincero con me stesso e smettere di fare a pugni con me stesso.


Foi por vontade de Deus
que eu vivo nesta ansiedade.
Que todos os ais são meus,
que é toda a minha saudade.
Foi por vontade de Deus.

Que estranha forma de vida
tem este meu coração:
vives de vida perdida;
Quem lhe daria o condão?
Que estranha forma de vida.

Coração independente,
coração que não comando:
vives perdido entre a gente,
teimosamente sangrando,
coração independente.

Eu não te acompanho mais:
para, deixa de bater.
Se não sabes aonde vais,
porque teimas em correr,
eu não te acompanho mais

Se não sabes onde vais:
para, deixa de bater,
eu não te acompanho mais.

martedì 28 febbraio 2012

Potrei...


Avrei un sacco di cose da raccontare. Potrei scrivere di come procede il corso d'inglese e di come sia buffo parlare di nuovo al telefono con la tua amica confrontandosi sui relativi esercizi svolti. Potrei parlare della frenesia e dell'adrenalina nell'organizzare un piccolo viaggio e di come cambi la prospettiva il doverlo fare in compagnia. Potrei parlare dell'e-mail che giace immobile tra le bozze da più di cinque giorni e che continuo a cancellare/modificare/riscrivere ossessivamente e di come non mi decida a pigiare il bottone invia. Potrei parlare del mio "masochismo" e della rinuncia a un mio quarto di giudizio, del mio labbro tumefatto e della mia bocca che ha visto tempi migliori, che poi la mia preoccupazione principale è quella che non potrei baciare come si deve ed è buffo perché chi vorrei baciare non è che sta poi proprio dietro l'angolo e poi tanto non succederebbe così facilmente, però so' scemo e mi ripeto che non si sa mai e bisogna essere sempre pronti! Potrei parlare di come il tempo mitighi i ricordi e in alcuni casi li stravolga in maniera paradossale e poi c'è chi si offende se si portano prove e fatti che dimostrano come la realtà sia stata tutta un'altra cosa. Potrei parlare di quanto sia patetico. Potrei parlare del come mi sia sentito per la prima volta a Casa, in un luogo che dista dalla mia vera casa ben 1.974 chilometri, sempre se google maps non mente, e di come continui a non sentirmi a Casa. Potrei parlare delle distorsioni visive della gente o delle strane sostanze che ingeriscono per partorire boiate che non stanno né in cielo e né in terra, anche quando si tratta di complimenti: secondo me hai perso come minimo 13 chili! Potere di una maglietta nera! Che poi mi vorresti dire che io sarei obeso??? Potrei parlare dell'essere incompleto, di quei pezzi che cerco di mettere a posto e che purtroppo mancano. Potrei parlare del terremoto che provoca una frase innocente e piena d'Amore come: «La mente è andata ad una sera di qualche anno fa, un piccolo tavolo apparecchiato per due con una grande foglia verde a fare da fondo e decorazione ai grandi piatti bianchi, e una miriade di piccoli cuori rossi sparsi nel tavolo. Mi pareva quasi di osservare la scena di un film, se non fosse per i due occhi chiari che mi guardavano amorevoli dall'altra parte del tavolo e mi hanno ricordato che anche quello è un frammento della mia vita ormai passato» che il tuo unico neurone superstite ha ricollegato e incasellato e che non riguarda te, ma sai chi riguarda con una probabilità che sfiora la certezza e a te viene il magone a pensarci. Potrei parlare di speranze che entrano ed escono dal coma vegetativo. Potrei parlare dell'abisso che esiste tra la realtà e tra come vorrei che in realtà fosse. Potrei parlare delle sorprese che la vita ti offre sottoforma di parole inaspettate e che non avrei mai immaginato che fossero dirette a me. Potrei parlare del fatto che non sono abbastanza duro con me stesso come un tempo, e invece dovrei esserlo. Potrei parlare di quanto sia dura l'assenza, la lontananza, di quanto mi pesi il silenzio e della faticaccia che faccio per non dare spazio alla mia impulsività perché so che potrebbe avere effetti non (s)graditi. Potrei parlare dei miei alti e dei mie bassi. Potrei parlare della soggettività delle paure e di come non mi capacito che la gente si preoccupi più del dolore fisico che non di quello dell'anima: un antibiotico, un analgesico e col primo sei a posto, ma per il secondo? Che fai? No, no, il primo si gestisce più o meno facilmente, il secondo è una tragedia. Potrei parlare del fatto che sabato è il compleanno di M. e che io invece sto facendo il count down per fine giugno per il compleanno di RdS: perché vorrei che fosse speciale così com'è speciale lui per me. Potrei parlare di quanto sia fuori di testa se ogni volta che c'è qualcosa di importante mi volti per cercarlo e invece giustamente c'è solo il nulla. Potrei parlare di tutte le volte che mi interrogo se sta bene, mi domando chissà che cosa sta facendo e se magari mi pensa un po'. Potrei parlare dei miei repentini sbalzi d'umore. Potrei parlare di quanto sia difficile e brutto guadarsi dentro con la voglia di fare un percorso verso la felicità. Potrei parlare dei viaggi degli altri, precisi ed efficienti come orologi svizzeri, e del mio che non vuole proprio saperne di decollare. Potrei parlare di tutto quello che mi avvelena il cuore, di quel sentirmi soffocato ed impotente, dell'amarezza che si annida nei mancati successi. Potrei parlare della paura di arrivare troppo tardi, di perdermi qualcosa lungo il tragitto, di non esserci, la paura di non essere in grado di renderlo felice. Potrei parlare di tutte quelle volte che mi sento soffocare, in apnea, chiuso in un telo, intrappolato in una vita che non è la mia, in un ruolo non mio. Potrei parlare di questo e di molto altro o più semplicemente potrei parlare del nulla come ho appena fatto e della goccia che scava il solco nell'anima mia.



Moving down the fuselage
toward the open door
catch you looking down outside
to see what lies ahead.

One by one
you watch them fall
fall through cloud.
One by one
you watch them fall
no idea where they're going
but down.

Where they've gone.
Where they've gone.

Watching as the sun goes down
I sit inside this plane
notice how the city lights
are like the nerves inside the brain

One by one
they're going out
you watch them dim.
One by one
you watch them fall
and wonder where they're falling to.

Peter Gabriel (The drop - Album: Up - Anno: 2002)

mercoledì 22 febbraio 2012

I consigli fetish di facebook


Secondo me nel sesso valgono solo due regole: essere maggiorenni (dove per maggiorenni intendo di testa, quindi ovvio che si deve fare sempre sesso sicuro) ed essere consenzienti; detto ciò ognuno è libero di fare quello che più gli aggrada lasciando libera la fantasia. Per quanto mi riguarda ho il difetto o il pregio, a seconda dei punti di vista, di non riuscire a scindere sesso e amore; da cui si deduce che la mia vita sessuale nell'arco degli ultimi due lustri è tale e quale alla linea retta dell'encefalogramma piatto del sostenitore aficionado del precedente premier italiano. Detto ciò, nella vana speranza che mi svegli (se aspetta e spera che il desiderio si avvera!) arriva in mio soccorso facebook: propinandomi, da una settimana a questa parte, pubblicità dedicate al magico mondo del fetish, quello leather, escort, siti per incontri, sexy shop, circoli privé, oggettistica varia per allietare le mie serate e non solo quelle e oggettistica per migliorare le mie prestazioni. 

A prova di ciò riporto solo le pubblicità più edulcorate perché nonostante tutto son pur sempre un Principe, sgarrupato, ma sempre Principe:
Ora, a parte il fatto che nessuna si è mai lamentata delle mie dimensioni (i masculi mancano ancora all'appello e quindi non so e io mi accontenterei di essere solo di RdS, sì, lo so che sono motematico), non bazzicando allo stato attuale né il mondo fetish e né siti di incontro et similia, né avendo bisogno di un sexy shop perché sono in astinenza volontaria (dite che se continua così ridivento vergine? Di certo chi mi capiterà a tiro, spero RdS, come minimo me lo consumo), qualcuno può spiegarmi perché facebook con le sue pubblicità (in teoria adatte al sottoscritto) mi propone tutto ciò? A che pro? Che poi da un sexy shop al massimo potrei comprarmi quei guanti di pelle (o ecopelle) che in genere usano gli amanti del leather, quelli neri tutti belli attillati, ma mica per farci chissà che cosa: uscirci e al massimo da usare se volessi intraprendere la carriera del serial killer, perché nella vita non si sa mai. Comunque, quasi quasi incomincio a rimpiangere la pubblicità del test di gravidanza che non sia mai a mia insaputa dovessi rimanere incinto visto che ad una vergine successe la stessa cosa e poi c'hanno fatto pure una religione.

Detto tra noi, probabilmente scoppierei a ridere a crepapelle se Colton Ford o RdS mi si presentassero così:

Come colonna sonora ero indeciso tra Human Nature del 1995 di Madonna, tratto dall'album Bedtime Stories:


e tra Outside del 1998 di George Michael, inedito uscito con il suo Ladies & Gentlemen - The Best of George Michael, raccolta dei suoi più grandi successi:


martedì 21 febbraio 2012

Il non post di carnevale


Avrei voluto scrivere un post legato al Carnevale, un mix di ricordi tra pericoli scampati, paure, scelte sbagliate nei giorni dispari che nei giorni pari diventano giuste... insomma volevo scrivere un post piuttosto intimo e dal sapore agrodolce, col dolce ridotto all'osso. Ma si sa: più cerco di organizzare al meglio il mio tempo e più mi ritrovo a non fare una beata mazza di quello che avevo prefissato per non dire che mi ritrovo a fare tutto l'opposto. Quello che sta per finire è stato uno di quei giorni lunghi che sembrano non voler terminare mai, uno di quelli in cui guardi ossessivamente l'orologio sperando che le lancette si siano spostate per magia in avanti di parecchie ore e invece con tuo vivo disappunto noti che non è passato neanche un minuto. Oggi è stato un giorno di quelli pesanti in cui pensi molto, in cui colleghi parole e azioni distanti temporalmente anni luce tra loro ma che in fin dei conti sono strettamente connessi. Oggi è stato uno di quei giorni in cui avresti volentieri dato libero sfogo, passatemi il francesismo, a vaffanculi a raffica, schiaffi, cazzotti e calcinculo ma che poi per quieto vivere ti ritrovi a stringere i denti in un sorriso che più finto non si può, i crampi allo stomaco per il nervosismo che non fanno che peggiorare la situazione, la carotide pulsante che ti auguri non esploda da un momento all'altro perché signora mia, come sono difficili le macchie di sangue da mandar via! Ogni scusa è buona per andare a prendere una boccata d'aria sperando che di colpo e per magia ti si abbassi l'udito e la vista o che comunque avvenga un bel resettaggio della memoria recente. Purtroppo, in questi casi l'udito, la vista e la memoria funzionano perfettamente, anche troppo, e ti ritrovi, dopo aver sguazzato nella melma per gran parte della giornata, per forza di causa maggiore, a condividere lo stress e le incazzature al posto di un quattro chiacchere spensierate, pizza e film tutti insieme appassionatamente. E mi girano che non immaginate neanche quanto, soprattutto per le mancate quattro chiacchere spensierate. Ora, c'era bisogno di arrabbiarsi così? Probabilmente no. C'era bisogno di tutto questo inutile stress? Assolutamente no. C'era bisogno di ingigantire le cose? Ovvio che no. C'era il bisogno di critiche/consigli/massime di vita non richiesti? No. 
Uno gli amici se li sceglie, la famiglia ma soprattutto i parenti no e sono questi ultimi che non tollero soprattutto quando mi fanno sentire sbagliato e non lo sono, ma lì col tempo ho perfezionato le mie armi. Invece, quello che forse più mi ha fatto male sono stati quegli occhi a raggi ics volti ad analizzare ogni boccone che oltrepassava la mia bocca, quel soppesare il cibo che ingoiavo, quel contare il tempo che impiegavo a masticare: troppo lento! troppo "schizzinoso"! troppo magro! troppo grasso! e boh! Non ricordo: ero troppo impegnato a tenere a bada la nausea, a non vomitare, a cercare di aprire lo stomaco, a cercare di essere normale. È stato come ritornare indietro nel buco nero, di un passato che pensavo di essere riuscito a chiudermi alle spalle, una sensazione così sgradevole che non ricordavo da anni.

Ps: il post sul carnevale son più di due anni che tento di scriverlo invano, ma mi sa che lo scrivo quest'anno e ve lo riciclo per l'anno prossimo.

giovedì 16 febbraio 2012

Rome wasn't built in a day


Oggi dopo un bel po' di tempo mi sono ritrovato tra i banchi di scuola perché ho iniziato il famosissimo corso di inglese di preparazione per il pet. È stata una strana sensazione: all'inizio mi è sembrato un grosso passo indietro, poi ho realizzato che in fondo tra università, danza, corsi vari e concorsi credo che bene o male non mi fermo con lo studio dalla prima elementare. Ciò che mi preme di più è capire quanto effettivamente quest'altro pezzo di carta mi possa aiutare nel trovare un lavoro dignitoso (ossia con un contratto regolare, svolgendo attività lecite e con un'equa retribuzione). Ormai sono tanto così (avvicina il pollice e l'indice lasciando la distanza di mezzo centimetro) dal diventare un compulsivo-impulsivo collezionista di attestati e se continua così potrei anche diventare come la masterizzata Ilenia:

Avrei voluto un professore come quello della foto in apertura del post, in realtà ho una professoressa sconosciuta (perché non s'è presentata) madrelingua che un po' mi dava sui nervi perché non riusciva a completare un discorso in inglese senza piazzarci su un paio di parole in italiano. Il resto della classe è quasi una completa mortificazione dei miei ormoni, con il podio occupato da tre/quattro ragazzi, maggiorenni da un bel po', con un'acne pazzesca! Già ieri sera il mio ormone si era suicidato a causa dei mutandoni della nonna, grigio topo, dell'unico uomo brizzolato bono che frequenta la mia palestra, in pratica basta veramente poco per uccidere un sogno erotico. Non mi resta che sperare di migliorare il mio inglese, ma visto le premesse ne dubito, ma mi affido alla mia buona volontà e alla mia voglia di realizzare il mio piccolo sogno nel cassetto che ormai in tutto il web conoscono. Ci vuole pazienza e tempo anche se io scalpito da un po' perché vorrei che fosse già ora quel tempo, ma come si dice Roma non fu costruita in un giorno.


You and me we're meant to be
Walking free in harmony
One fine day we' ll fly away
Don' t you know that Rome wasn' t built in a day

In this day and age it's so easy to stress
'Cause people are strange and you can never second guess
In order to love child we got to be strong
I'm caught in the crossfire why can't we get along

Cause you and me we're meant to be
Walking free in harmony
One fine day we' ll fly away
Don' t you know that Rome wasn' t built in a day

I'm having a daydream, we're getting somewhere
I'm kissing your lips and running fingers through your hair
I'm as nervous as you 'bout making it right
Though we know we were wrong, we can' t give up the fight
Oh no

Cause you and me we're meant to be
Walking free in harmony
One fine day we' ll run away
Don' t you know that Rome wasn' t built in a day

You and me we're meant to be
Walking free in harmony
One fine day we' ll fly away
Don' t you know that Rome wasn' t built in a day

You and me (you and me) we're meant to be (meant to be)
Walking free (walking free) in harmony (in harmony)
One fine day (one fine day) we' ll ran away (we gonna ran away, we gonna ran away)
Don' t you know that Rome wasn' t built in a day

You and me (you and me) we're meant to be (meant to be)
Walking free (walking free) in harmony (in harmony)
One fine day (one fine day) we' ll fly away (we gonna ran away, we gonna ran away)
Don' t you know that Rome wasn' t built in a day

Morcheeba (Rome wasn't built in a day - Album: Fragments of Freedom - Anno: 2000)

Ps: ho amato follemente la coreografia di questa canzone dei Morcheeba e il post mi è venuto una schifezza! =)

mercoledì 15 febbraio 2012

The day after tomorrow


Sottotitolo: I never get any valentines.

Sottofondo musicale a scelta tra:

1)  Il valzer dei fiocchi di neve di Pëtr Il'ič Čajkovskij tratto dal suo Schiaccianoci nella raffinata versione coreografica di Rudolf Nureyev con la compagnia dell'Opéra di Parigi (in questo caso è anche da vedere).


2) Il passo silenzioso della neve di Valentina Giovagnini.


3) Un giorno disumano di Gianna Nannini.


4) Neve di Mina.


5) Aria di Neve di Sergio Endrigo.


Scelto il sottofondo musicale? Bene! Ora prendete un pallottoliere e siete pronti al riassunto del mio giorno di san Valentino, contiamo insieme: zero sono i bigliettini ricevuti, zero sono le lettere ricevute, zero sono le e-mail ricevute, zero sono gli sms ricevuti, zero sono le telefonate ricevute, zero sono... quello che vi pare tanto il risultato non cambia perché rimane zero. Nonostante sperassi in almeno un segnale di fumo, neanche quello c'è stato ed ho gettato la spugna a mezzanotte ed un minuto. Si vede che avrà avuto i suoi buoni motivi. Ma va bene così, almeno la tradizione del nulla è stata rispettata anche quest'anno e il prossimo non può andare peggio di quelli precedenti dato che come si può fare concorrenza al nulla? Sono straconvinto che tutti quelli che provino astio nei confronti di san Valentino sono riconducibili a quattro categorie: gli sfigati travestiti da anticonformisti, i peggiori di tutti, non avendo nessuno con cui festeggiare ripetono alla nausea che è una festa commerciale e blablabla; i don Giovanni perché se tenere il piede in più scarpe occorre molta pianificazione per non incorrere in errori nell'arco della settimana provateci in un sol giorno: c'è da uscire letteralmente fuori di testa! Poi ci sono i delusi, coloro che hanno avuto una mazzata così forte che lo salterebbero a piè pari e come dargli torto; infine i lavoratori che per permettere agli altri di goderselo lavorano per loro.

L'unica cosa di diverso nel san Valentino di quest'anno è che al terzo tentativo ha nevicato sul "serio" (5 centimetri, ma nei dintorni si è arrivato a 10-15-20 e più centimetri). Non è la neve la notizia di per sé, più che altro il fatto che scherzando ho lanciato un anatema col sorriso dicendo che sarei felice se nevicasse dalle 13 in poi in modo tale che nessun altro festeggi san Valentino visto che io non posso festeggiarlo (e mi salta pure la lezione di step, la mia oretta di libertà in cui sfanculo tutto e tutti e cosa più importante anniento i pensieri cattivi). Ecco, alle 13 ha iniziato a nevicare sul serio tant'è che hanno chiuso anche l'università, certo mia sorella mi ha odiato per un po', ma ciò che più mi ha fatto impressione è vedere innevati i mandorli in fiore:


Quello in alto a sinistra non si direbbe ma è un mandorlo in fiore del Regno, visibile da Palazzo mentre nevica da due ore, la foto è pessima perché sono un pessimo fotografo senza macchina, apprezzate lo sforzo. Non sono un grande fan della neve. Penso che una settimana bianca sia insieme alla crociera una forma di tortura perversa travestita da vacanza, che ci sarà di bello in entrambi ancora non lo so; certo con il mio piccolo Raggio di Sole andrei anche all'inferno e lo troveri un posticino delizioso giusto solo perché c'è lui con me. Mi si dice che tutto ciò sia normale perché sono gli effetti collaterali delle farfalle nello stomaco, ma boh! Sarà!
Oggi la neve si sta già sciogliendo e il passo silenzioso della neve ha lasciato posto al rumore dell'acqua che scivola via. Ed io? Ho l'umore del day after,  sottosopra, del giorno tanto atteso e già passato, tanto amato e tanto odiato.

martedì 14 febbraio 2012

Buon san Valentino mio piccolo Raggio di Sole!


Forse non leggerai mai questo post ma ci tenevo lo stesso ad augurarti un buon san Valentino. Sono un po' a corto di parole perché non è un bel periodo, ma ciò non significa che ho smesso di pensarti o peggio ancora di amarti perché sei la cosa più bella che mi sia capitata in questi ultimi anni. Perdonami se risulto stucchevole o peggio ancora infantile, avrei preferito esserci e dimostrarti tutto quello che provo per Te, ma purtroppo non ci sono riuscito e per questo mio insuccesso mi dolgo molto, perdonami. Mi sono arrovellato il cervello fino all'ultimo cercando una sorpresa che potesse in qualche modo sopperire alla mia assenza, a questa mia mancanza ma niente mi è sembrato adatto alla ricorrenza e al mostrarti cosa rappresenti Tu per me. Allora ci provo io, anche se non sono molto bravo in queste cose e ora, in queste condizioni, meno che mai. Sai perché ti chiamo il mio piccolo Raggio di Sole? Perché sei bello come il sole ed hai la capacità di riscaldarmi il cuore, di illuminarmi, di rasserenarmi ed hai quello strano modo di rendermi felice, anche quando mi fai incazzare e vorrei mandarti tranquillamente a quel paese. Mi infondi sicurezza e con Te posso essere completamente me stesso senza dovermi vergognare della mia goffagine, della mia inesperienza, delle mie insicurezze. Mi piaci perché oltre ad essere bello da togliere il fiato, hai una ricchezza interiore ed un tuo mondo così vasto, così complesso e allo stesso tempo bello e affascinante. Mi piaci perché sei capace di tirare fuori il meglio di me. Mi piaci per la tua semplicità e per il tuo coraggio. Mi piacciono la tua forza e le tue fragilità. Mi piaci per i tuoi pregi e per i tuoi difetti che non mancano, ma i tuoi pregi sono così tanti da oscurare i difetti. Mi piaci per la tua umanità, per la tua timidezza, il tuo candore e la tua purezza d'animo. Mi piace il tuo essere genuino e snob senza puzza sotto al naso. Mi piace la tua loquacità, un po' meno i tuoi silenzi che sto disperatamente cercando di comprendere e non è per niente semplice. Mi piaci perché mi fai ridere e mi metti di buon umore. Mi piaci perché se cado so che mi prendi al volo e ci sei. Mi piaci perché in un certo qual senso siamo uguali e per questo credo che tu sia l'altra metà della mela, l'altra metà del mio cielo. 


 Oh, come on, come on, come on, come on!

Didn’t I make you feel like you were the only man —yeah!
Didn’t I give you nearly everything that a woman possibly can ?
Honey, you know I did!
And each time I tell myself that I, well I think I’ve had enough,
But I’m gonna show you, baby, that a woman can be tough.

I want you to come on, come on, come on, come on and take it,
Take it!
Take another little piece of my heart now, baby!
Oh, oh, break it!
Break another little bit of my heart now, darling, yeah, yeah, yeah.
Oh, oh, have a!
Have another little piece of my heart now, baby,
You know you got it if it makes you feel good,
Oh, yes indeed.

You’re out on the streets looking good,
And baby deep down in your heart I guess you know that it ain’t right,
Never, never, never, never, never, never hear me when I cry at night,
Babe, I cry all the time!
And each time I tell myself that I, well I can’t stand the pain,
But when you hold me in your arms, I’ll sing it once again.

I’ll say come on, come on, come on, come on and take it!
Take it!
Take another little piece of my heart now, baby.
Oh, oh, break it!
Break another little bit of my heart now, darling, yeah,
Oh, oh, have a!
Have another little piece of my heart now, baby,
You know you got it, child, if it makes you feel good.

I need you to come on, come on, come on, come on and take it,
Take it!
Take another little piece of my heart now, baby!
oh, oh, break it!
Break another little bit of my heart, now darling, yeah, c’mon now.
oh, oh, have a
Have another little piece of my heart now, baby.
You know you got it —whoahhhhh!!

Take it!
Take it! Take another little piece of my heart now, baby,
Oh, oh, break it!
Break another little bit of my heart, now darling, yeah, yeah, yeah, yeah,
Oh, oh, have a
Have another little piece of my heart now, baby, hey,
You know you got it, child, if it makes you feel good.
 

Prendo a prestito la voce e le parole di Janis Joplin in Piece of My Heart, per invitarti a prendere non solo un pezzo del mio cuore ma tutto il resto, in fondo il mio cuore e la mia anima ce l'hai già. So che probabilmente non sono quello che cerchi, che non mi desideri, che non sono nei tuoi pensieri e che forse ricado nella casistica di "incidente di percorso" perché mi sono innamorato di Te. Ma vorrei che ti fermassi un attimo e mi guardassi negli occhi perché credo di essere Io quello che cerchi, quello giusto per Te. So che ci sono tante cose che non vanno e che allo stato attuale non funzionano. Hai ragione ne abbiamo parlato già e non posso che essere d'accordo con Te. Vorrei però che non chiudessi il tuo cuore, di lasciarmi uno spiraglio per entrare perché ti assicuro che insieme potremmo essere molto felici. Ce la sto mettendo tutta per riuscire ad abbattere ogni distanza fisica tra di noi, ma se incominciamo ad alimentare la distanza tra i nostri cuori non serve essere gomito a gomito perché non funzionerebbe. Vorrei che avessi più fiducia in me. Vorrei soprattutto la tua felicità e la tua serenità: entrambe sono la mia priorità. So che non sono perfetto e che probabilmente meriteresti qualcuno migliore di me, ma credimi quando ti dico che ti amo sul serio: per me vieni prima di tutto, sei quell'input che non mi fa gettare la spugna e che mi fa credere all'Amore e alla sua esistenza. Ahimè come un Raggio di Sole, non riesco ad afferrarti e a farti mio. Non so come andrà a finire tra di Noi, non so neanche cosa sono Io per Te, ma so solo che la mia vita è più bella se Tu sei accanto a Me. Ecco, mi piacerebbe rendere la tua vita più bella standoti accanto. 

Questo san Valentino lo passerò per l'ennesima volta da solo, né credo che riceverò qualche risposta o qualche sorpresa. Mi dispiace solo il non riuscire a fare di più, il non esserci sempre, il non fare abbastanza per Te, per Me, per Noi. Cerca di essere felice piccolo mio, quando arriverò saremo in due ad essere più felici insieme. Tieni duro, Amore mio.
Termino questo mio goffo omaggio per Te, che mi auguro non ti faccia rattristare ma  che ti riempia il cuore e l'animo di gioia e disperanza, con una delle canzoni d'amore più belle di tutti i tempi di Vinicio Capossela, Ovunque proteggi, con la speranza che io possa essere presto il tuo compagno di vita nei giorni belli e in quelli brutti, nella gioia e nel dolore, per sempre.


Non dormo, ho gli occhi aperti per te.
Guardo fuori e guardo intorno.
Com'è gonfia la strada
di polvere e vento nel viale del ritorno...

Quando arrivi, quando verrai per me
guarda l'angolo del cielo
dov'è scritto il tuo nome,
è scritto nel ferro
nel cerchio di un anello...

E ancora mi innamora
e mi fa sospirare così.
Adesso e per quando tornerà l'incanto.

E se mi trovi stanco,
e se mi trovi spento,
se il meglio è già venuto
e non ho saputo
tenerlo dentro me.

I vecchi già lo sanno il perché,
e anche gli alberghi tristi,
che il troppo è per poco e non basta ancora
ed è una volta sola.

E ancora proteggi la grazia del mio cuore
adesso e per quando tornerà l'incanto.
L'incanto di te...
di te vicino a me.

Ho sassi nelle scarpe
e polvere sul cuore,
freddo nel sole
e non bastan le parole.

Mi spiace se ho peccato,
mi spiace se ho sbagliato.
Se non ci sono stato,
se non sono tornato.

Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore,
adesso e per quando tornerà il tempo...
Il tempo per partire,
il tempo di restare,
il tempo di lasciare,
il tempo di abbracciare.

In ricchezza e in fortuna,
in pena e in povertà,
nella gioia e nel clamore,
nel lutto e nel dolore,
nel freddo e nel sole,
nel sonno e nell'amore.

Ovunque proteggi la grazia del mio cuore.
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore.

Ovunque proteggi, proteggimi nel male.
Ovunque proteggi la grazie del tuo cuore.

lunedì 13 febbraio 2012

Arzigogolo le mie tribolazioni dicendole alla luna


Tutto è iniziato da una quisquilia e pure ci sono rimasto malissimo. È bastato poco e si è aperta una falla nel mio mondo, nel mio status quo di mondo che credevo fosse in  "perfetto" equilibrio. È stato come se affondassi sempre più giù nelle fredde acque dell'oceano. È stato come svegliarsi e guardarsi in uno specchio per la prima volta con nuovi occhi: un terremoto devastante. È sempre duro realizzare che tutto ciò che ti sei preventivato mesi e mesi fa non è stato raggiunto neanche in parte perché nonostante tutto è come se fossi rimasto al nastro di partenza. È straziante dover allungare i termini ultimi delle scadenze che ti sei imposto perché non sei stato capace e perché hai peccato di superbia e presunzione pensando di essere in gamba un po' più degli altri e invece sei messo soltanto molto peggio ed i fatti lo dimostrano. E blablabla sarà colpa della crisi, sarà colpa dello spread, sarà colpa delle banche, sarà colpa di Qui Quo e Qua e 'sti cazzi, no, eh? Mi fermo a pensare e toh è più di un anno e sono sempre al punto di partenza, anzi ad essere pignoli ho fatto solo qualche metro zoppicando. Ho amato, ho sorriso, ho lottato, ho pianto, mi sono arreso, mi sono reinventato, ho provato ad andare avanti, ho provato a morire un po' per poter vivere e mi sono perso. Stavo per rinunciare ad amare perché essere uno stronzo acido distruttivo è una corazza bella dura da scalfire, poi per caso la provvidenza, o chi per lei, si è manifestata tramite telefonata (22 luglio e chi se lo scorda!) ed ho capito che stavo per fare una cazzata perché io non voglio essere quello lì, perché non mi vergogno di amare e perché io ce l'ho un sogno tutto mio. È piccolino, è semplice, è genuino, è vero ed è  tutto Mio! Allora ho incominciato a progettare e a programmare, ad andare avanti per la mia strada dandomi dei tempi e degli obiettivi da raggiungere. Ho incominciato a lavorare su me stesso, investendo sulle mie capacità. Quando mi sentivo giù stringevo i denti perché poi tutto sarebbe passato. Stringi oggi, stringi domani, incidenti qui e là, arrancavo ma ci provavo. Sono a pochi giorni dalla data che mi ero prefissato e per quanti sforzi abbia fatto non è cambiato niente. Cazzo è da marzo che ci provo e dal 22 luglio che non faccio altro che provarci. 
Sto cercando di avvicinarmi a RdS per vedere se può funzionare tra di noi, conto questi maledetti 1.141 chilometri ogni stramaledetto giorno, sperando giorno dopo giorno di contarne qualcuno in meno perché mi sono avvicinato un po', ma finora tutti i miei sforzi risultano vani. Non so che fare, se non continuare. Ma poi c'è quella quisquilia e ci sto da cani. Non dovrebbe essere così, anche perché è una cazzata e non mi riguarda (almeno direttamente). Mi distrugge l'idea che mi sto perdendo qualcosa. 
Giovedì inizio un corso d'inglese per il pet, dovrei iniziarne uno per il delf b2 (in Culonia e non so manco come arrivarci riducendo all'osso le spese), magari mi aiuteranno a trovare più facilmente lavoro e mi terranno impegnati fino a giugno. I concorsi che sto preparando continuano ad essere rinviati. Nessuno mi richiama o mi risponde, ormai non conto più i curricula che ho inviato e consegnato a mano, oltre ai vari form che ho compilato. Fino a giugno sono “legato” qui e mi sembra un'eternità. Un'eternità di vita non vissuta, di baci negati, di abbracci inesistenti, di sogni sbiaditi da fare in due. Quasi quasi mi pento di aver rifiutato un lavoro in un call center per vendere dei fantomatici corsi di formazione di informatica (utili come masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica) ad altri disgraziati come me, ma se avessi accettato non avrei mai più potuto guardarmi allo specchio. I call center e il rappresentante porta a porta non fanno per me, perché non ho la faccia tosta di “ingannare” la gente spacciando il mio intervento come provvidenziale nei loro confronti. Cazzo ma sono finiti i lavori? Preferirei lavare cessi piuttosto che finire in un call center o a fare il rappresentante porta a porta. Ma poi chi diavolo si compra del vino di dubbia qualità in una zona in cui si ha almeno un parente che ha una vigna? 

Tra un po' di giorni è san Valentino, mi sarebbe piaciuto fargli una bella sorpresa: pensavo di esserci.  Invece, peggio del casotto che ho fatto al suo compleanno, perché sono pure un bugiardo e uno spergiuro visto che non ci sarò. Complimenti a me! Un altro bell'insuccesso da aggiungere agli altri. Speravo che questa volta sarebbe stato diverso perché l'avremmo passato insieme e invece mi sento un fallito perché non ho mantenuto le promesse: quella che ho fatto a me e quella che ho fatto a lui. So che lui probabilmente l'avrà dimenticata o l'avrà presa come delle parole gettate al vento tanto per, invece io ho pesato parola per parola quanto ho affermato e me le sono tatuate nell'animo per non dimenticarle. A me fa male. Fa male il non riuscirci e il non esserci riuscito. Fa male sentirmi un fallito perché è questo che sono, dato i fatti. Fa male sapere che non ho niente da offrirgli al di fuori di me e del mio amore: col primo che non ha arte e né parte e col secondo da solo non ci si campa.
Sono incazzato con me stesso perché non sono abbastanza bravo da trovare un lavoro vicino a lui, che mi permetta di imprimere la svolta giusta e far diventare questo rapporto qualcosa di serio: un Rapporto con gli attributi o quanto meno provarci a renderlo tale.
Mi pesa la distanza, mi pesa la mia incapacità, mi pesa il silenzio, mi pesano le parole non dette, mi pesa ciò che non è come vorrei che fosse.
È passato un mese esatto dall'ultima mail che mi ha scritto, più di due dall'ultimo sms. Ora ci sentiamo tramite chat di facebook, motivo per cui sono, nel limite del possibile, perennemente online e pur facendo così, riesco pure a non beccarlo sempre. Mi piace conversare con lui, mi trasmette sicurezza e tranquillità anche quando mi fa incazzare e ciò sembra un ossimoro. Ha uno strano modo di rendermi felice. 
Vorrei parlare più di noi, di lui e di me, che del resto (meteo, botanica, zoologia, trasmissioni tv, politica, letteratura, ecc.) pur adorando anche il resto. 
Vorrei chiedergli tante cose da quella più stupida se ha mai letto la mia mail di inizio anno a quelle Serie con tanto di possibili risposte che potrebbero ferirmi. Vorrei parlare più di noi, di lui, di me, dei propri sentimenti, dei propri sogni, del futuro... ma ho paura di minare il suo già precario equilibrio, soprattutto ora che lo sento un po' più sereno rispetto a prima e rinuncio a tutto ciò sperando di farlo per il suo bene.
C'è chi mi direbbe di lasciar perdere tutto quanto, magari forse è pure un consiglio saggio, ma non ci riesco. Più di una persona mi direbbe di frequentare altri uomini, ma la sola idea la trovo aberrante perché non so che farmene degli altri, gli altri non sono il mio piccolo Raggio di Sole. Fosse anche Colton Ford in persona, che per me è Dio, a voler fare sesso con me gli direi di no perché non è il mio piccolino. Lo so che sono fatto male e che sono anormale nel non saper scindere l'amore dal sesso, ma non ci riesco: è più forte di me.
È colpa mia non dovevo innamorarmi di lui, o quanto meno non dovevo dirglielo: dovevo tenermelo per me e lasciarmi struggere dalla passione in silenzio. Non dovevo seguire il mio istinto e franargli addosso come una disgrazia. Sono un disastro. 
Maledette farfalle nello stomaco che non smettono di volare.

 

Ps: pur non amando Vasco Rossi quest'ultima canzone mi è stata suggerita. Mi scuso per le parolacce qua e là, non amo usarle, ma a volte rafforzano il concetto più di mille giri di parole. Il post è stato partorito con difficoltà e di getto e quindi nessuno se la prenda a male perché non voglio neanche rileggerlo. Un ringraziamento speciale vanno a Velia, Still e Miky perché ci sono. Invece, un cazziatone va a me perché non sono abbastanza forte anche se mi ostino a volerlo essere per RdS una persona che merita.