mercoledì 4 settembre 2013

Migrazioni


Ho cancellato tre quarti della mia rubrica telefonica, complice il fatto che anch'io sono ho capitolato ed ho acquistato uno smartphone, più per caso (complice un forte sconto dovuto ad una permuta insperata) che per reale necessità. Ho cancellato uno dopo l'altro i numeri e i nomi sbiaditi nella memoria di persone entrate ed uscite dalla mia vita, neanche fossi un albergo in cui alloggiano i commessi viaggiatori. Per alcuni è stato semplicissimo: rientravano in un do ut des più o meno reciproco, ma di sicuro consapevole. Per altri è stato semplice: tutto quello che avevamo da dirci era già stato detto da tempo e ormai neanche il silenzio aveva più alcun significato tra di noi. Per altri ancora è stato duro: qui rientrano le persone a cui ho voluto bene e che credevo mie amiche, ma per motivi vari hanno scelto strade diverse dalla mia, e quelli che in un certo qual modo mi hanno "tradito" e ai quali ingenuamente avevo riposto la mia fiducia. Faceva male, ma adesso non più. Per alcuni pochi è solo una cancellazione momentanea perché potrebbe capitare che il futuro ci riservi delle sorprese e si riprenda normalmente da dove ci si era lasciati perché ci sono ancora altre cose da dirsi. Ma per la maggior parte di loro, invece, è un NO. Non c'è più posto per gli approfittatori e per chi sbagliando ho creduto fossero miei amici. Tra gli altri ho cancellato anche M. e Colla Attack. Il primo perché ormai siamo quasi due perfetti estranei, perché non lo avrei chiamato né ora e né mai, neanche sotto tortura, e perché semplicemente non saprei cosa dirgli al di là di un buongiorno-buonanotte-buonasera e di un anaffettivo ma cortese come stai? chiesto più per buona educazione che per reale interesse nei suoi confronti, motivo per cui mi astengo dal fare telefonate di cortesia tendenti all'ipocrisia. La seconda, invece, perché non credo che la psicopatica tornerà all'attacco e sì, insomma, penso che avrà già una vittima su cui affilare le sue unghie malate e quella vittima non sono io. Nel rimanente quarto dei numeri salvati, c'è un po' di tutto: da quelli a cui voglio bene e non potrei farne a meno, a quelli utili di cui non posso fare a meno, passando per quelli a cui è doveroso dare il beneficio del dubbio e offrire un'opportunità.
Non ho cancellato il numero di Raggio di Sole perché un po' ci spero che si possa essere ancora amici come prima, con serenità e piacere di raccontarsi; un po' per lo stesso motivo per cui non ho cancellato e ancora conservo tutti i nostri sms nel vecchio cellulare con lo sportellino rotto, che sta sempre aperto e che ho riparato alla bella e meglio con un elastico verde speranza. Quelli forse li potrei e dovrei cancellare, ma l'ho amato e gli ho voluto bene sul serio. Farlo sarebbe farmi violenza e allora per il momento è meglio lasciar fare all'obsolescenza della tecnologia: io non sono pronto a farlo, anche se ormai ho realizzato da tempo che più che amici non si può essere nient'altro. A pensarci bene è un po' una contraddizione perché non credo che avrò mai il coraggio di chiamarlo, non perché l'abbia dimenticato o non senta il bisogno di chiedergli come sta e di aggiornarmi un po': mi farebbe veramente piacere farlo. Più che altro ho paura che possa fraintendere e/o fargli del male involontariamente. Insomma le buone intenzioni ci sono tutte, dalla a  alla zeta, ma già mi è capitato di fargli involontariamente del male in passato, combinando casini stratosferici, in più ho un carattere istintivo di merda, giusto per usare un eufemismo-francesismo. E poi diciamolo, a  me girerebbero stratosfericamente se un innamorato perso e respinto del mio fidanzato lo chiamasse, anche solo per amicizia, ergo anche per rispetto verso il suo ragazzo non mi sembra educato farlo. Allora desisto e mi limito a pensarlo con piacere e con affetto. Amen, se anche così facendo sto sbagliando e mi sto perdendo qualcosa; ma al momento mi sembra la cosa più saggia da fare per il bene di tutti e al diavolo cosa voglio io! Sinceramente mi dispiacerebbe doverlo cancellare come M. per manifesta e sopraggiunta indifferenza reciproca. Forse solo il tempo potrà dirmelo o forse no. Ho cominciato a tagliare i rami secchi sperando di riuscire a superare un altro lungo e indefinito inverno, in attesa di riuscire a fiorire di nuovo, sempre se ne sia ancora capace e sempre se ne sia mai stato capace di farlo in passato.


E volare sopra campi sconfinati puntando a sud,
poi toccare con le ali le tue ali senza andare giù.
Devi credere che al mondo non c'è niente di impossibile.
Se atterri nell'ombra ricorda la luce anche s'è nascosta.
Pensa leggero, come un foglio leggero, 
assecondando anche le curve violente.
Vola leggero su di un foglio leggero, la paura appesantisce la mente. 
Questo lo sai. Lo sai.
E tornare ad osservare le montagne che si immergono,
in un attimo planare sulle cime dove nascono
 fiumi limpidi allenati su un percorso inesauribile.
Se resti nell'ombra rispetta la luce anche se è nascosta
Pensa leggero, come un foglio leggero, 
assecondando anche le curve violente.
Vola leggero su di un foglio leggero, la paura appesantisce la mente, 
questo lo sai, lo sai.
Se ti perdi ancora nei dettagli, allontanati dal tuo sentiero.
La distanza spesso può aiutarti a capire ciò che serve davvero. 
Pensa leggero, come un foglio leggero, 
assecondando anche le curve violente.
Vola leggero su di un foglio leggero, la paura appesantisce la mente.
Torna leggero su di un foglio leggero e non voltarti indietro mai, lo sai.
E volare sopra campi sconfinati puntando a sud.

Cristina Donà (Migrazioni - Album: La quinta stagione - Anno: 2007)

venerdì 23 agosto 2013

Ouch, I have lost myself again


Non aggiorno il blog da più di quindici giorni, un po' per pigrizia, un po' per stanchezza, un po' per rabbia, un po' per incertezza, un po' perché me lo sono scritto in testa per una questione di pudicizia ed ora eccomi qui per una questione di promemoria (ammesso che serva!).
Come scrivevo nel mio ultimo post, sarebbe molto utile, per me, poter conoscere cosa mi riserva il mio futuro. Mi servirebbe per capire se sto andando nella direzione giusta, per non pentirmi delle decisioni che ho preso e che invece potevo affrontare diversamente scegliendo nel modo più giusto e più utile per me. Il fatto è che ho paura di sbagliare di nuovo, di imbarcarmi in un'ennesima avventura donchisciottesca, un'ennesima battaglia con i mulini a vento, perché magari non vedo bene ciò che sono e quello che mi circonda e di conseguenza prendo una decisione così viziata da farmi perdere del tempo prezioso, farmi sentire ulteriormente un incapace, ma soprattutto infelice, trascinandomi in un circolo vizioso senza fine. Sarà che mi sento volubile, sarà che questo tipo di decisione presa molto probabilmente influenzerà pesantemente, almeno per i miei prossimi cinque anni, la mia vita in ogni suo aspetto, soprattutto nella sfera sentimentale (ammesso e non concesso che non sia già morta e sepolta insieme a tutti i miei sogni più belli). Da un lato ho paura che questa mia scelta, sia frutto di un mio certo "paraculismo" inconscio di trovare un surrogato di ciò che non potrò mai avere. Sì, insomma e se il mio fosse solo un modo per darmi un alibi circondandomi di un'aurea immacolata da  persona migliore che ha sacrificato tutto? Se fosse solo l'ennesimo ripiego come la volpe che non c'arriva e dice che l'uva è acerba? Insomma e se mi stessi dando la zappa sui piedi da solo? A parte il fatto che non è detto che sia così bravo da realizzare in toto questa mia scelta, ma ipotizziamo per un attimo che questo mio primo step vada a buon fine (se lallerò! Credici!), automaticamente vincolo i miei prossimi cinque anni. Ora, siccome un po' mi conosco, non credo di essere capace di lasciare una cosa a metà, quindi già a priori ho rinunciato a tutto il resto. Mmmm  mi sa che mi sto facendo troppe paranoie da solo, ma il punto è un po' anche il fatto che sono solo e sono assolutamente incapace e inadatto ad esserlo perché sono nato per stare in coppia, peccato che dio o chi per lui abbia dimenticato di farmi l'altra metà per cui son sempre zoppo, e volente o nolente devo farmi piacere l'idea che lo sarò ora e sempre. 
So che questo post è alquanto fumoso ed oscuro, ma non me la sento di renderlo più chiaro perché semplicemente mi sento fragile, tanto fragile, e con uno sforzo sovrumano ho provato a partorire quello che sembrerebbe essere un nuovo piccolo sogno, il mio nuovo piccolo sogno. Certo non è bello, importante e serio come quello che è imploso su sé stesso e nel quale ho sempre creduto; anzi è piuttosto rachitico, debole e con poca convinzione grazie alle circostanze esterne ostili e per nulla rosee che mi circondano (crisi economica italiana e conseguente mercato del lavoro); ma al momento non sono in grado di farne uno migliore e tutto sommato, mi sembra già un passo da formichina in avanti o almeno si prova a farlo. Il fatto è che mi sarebbe piaciuto avere al mio fianco qualcuno che mi appoggiasse, che, parlandone insieme, mi offrisse un differente punto di vista rispetto al mio, o che semplicemente mi abbracciasse dandomi carta bianca. Invece, sai che grande novità, con quei pochi con cui ne ho parlato mi son ritrovato l'ennesimo muro di gomma. Non pretendo che solo per il fatto che ho sgravato una mezza idea, probabilmente pure scema all'ennesima potenza, un mezzo progetto opinabilissimo, di mia vita futura; si faccia partire la banda o mi conferiscano un nobel, un oscar o quello che vi pare. Però, un briciolo d'entusiasmo! Una dritta, un "sei sicuro?", un semplice sono felice che tu stia provando a fare qualcosa per te e per il tuo futuro... niente! Neanche una critica costruttiva, solo distruzione. Che amarezza! Praticamente se mi fossi fatto la cresta e tinto i capelli di blu elettrico con glitter fucsia, avrei avuto più entusiasmo, più appoggio e più critiche costruttive. Bah! Poi c'è chi si lamenta che nella vita quotidiana ho alzato muri, mi isoli e passi ancora per più stupido di quello che sono per non essere ferito di nuovo. Non capisco perché devo essere attaccato da chi dovrebbe in teoria sostenermi. Se lo fa per quello che io ritengo mezze sciocchezze, come posso solo pensare di fare coming out? Che poi se ne fossi sicuro al 100% l'avrei già fatto e invece attendo di capire pure quello.  
Sono confuso. Sono stanco. Sono avvilito. La mia insicurezza cresce. L'ansia mi soffoca. Le paure si moltiplicano. Potrei dire che almeno c'è la salute ma a quanto pare quest'estate sto tentando di superare il record di giorni di febbre (con e senza herpes, con e senza bolle in bocca) e di sfoghi cutanei (tipo come se mi avesse toccato una medusa), perché sono fortunello. Alla fine della fiera già non essere ancora finito al pronto soccorso è una buona cosa, ma che giramento di scatole e sono pure al verde, pardon in rosso ma di quello ne parlerò più in là, tanto piove sempre sul bagnato e non mi meraviglierei se avessi già i reumatismi (ciao ottimismo!).


Help, I have done it again
I have been here many times before
Hurt myself again today
And the worst part is there's no one else to blame

Be my friend, hold me
Wrap me up, unfold me
I am small, I'm needy
Warm me up and breathe me

Ouch, I have lost myself again
Lost myself and I am nowhere to be found
Yeah, I think that I might break
Lost myself again and I feel unsafe

Be my friend, hold me
Wrap me up, unfold me
I am small, I'm needy
Warm me up and breathe me

Be my friend, hold me
Wrap me up, unfold me
I am small, I'm needy
Warm me up and breathe me

Sia Furler (Breathe Me - Album: Colour the Small One - Anno: 2004)

martedì 6 agosto 2013

Se solo potessi conoscere il mio futuro...


Vorrei avere la sfera di cristallo per poter sapere cosa mi attende nel futuro, ammesso che ce ne sia uno anche per me. Sono così stanco, così scoraggiato, così amareggiato, così deluso... Dovrei sforzarmi di organizzare e pianificare il mio futuro, ma non ci riesco. Quell'idea che a luglio mi sembrava intelligente e sensata ora non mi sembra poi così intelligente, figuriamoci se sensata! Non so che fare. Non mi resta poi molto tempo. Gli imprevisti fioccano e mi sfiancano, riesco solo a pensare: cos'altro di brutto mi riserverà quest'estate 2013? Cos'altro ancora dovrò sopportare? Non ho già sopportato abbastanza? Non so fin quando ne valga la pena resistere in queste condizioni. A che pro? Per chi, poi? Per me? Ma anche no!
Mi sento tremendamente infelice da essere incapace di Vivere. Lascio che i miei sensi di colpa prendano il sopravvento. Se non sono già morto, sono un morto che cammina; assuefatto al peggio.
Non mi è ancora chiaro il motivo per cui continuo a scrivere qui su questo blog, visto che il suo effetto terapeutico è svanito tanto tempo fa. Vorrei dissolvermi all'istante, smettere di stare male per tutto e invece sembra che debba esplorare ogni meandro del peggio possibile e inimmaginabile.
Non mi sorprende più niente, vivo in un eterno incubo da cui sembra impossibile uscirne fuori. Troverò mai il coraggio per dire basta e porre la parola fine una volta per tutte? Se solo potessi conoscere il mio futuro...


domenica 28 luglio 2013

Liebster Award Reloaded


Come succede ogni volta che mi fanno un complimento o ricevo un riconoscimento/premio, mi vergogno come un ladro anche se non c'è nulla di cui vergognarsi (o forse sì, perché magari spesso mi sopravvalutano) o dovrei dire parafrasando il ragionier Giandomenico Fracchia "mi si intrecciano i diti". Questa volta il premio mi viene dalla dolcissima Sally, che ringrazio calorosamente (e su su date un'occhiata al suo blog che merita!), che mi ha insignito del Liebster Award, un premio simbolico che si consegna a quei blogger che vorremmo far conoscere per i più svariati motivi.

Avevo già ricevuto quest'ambito premio, infatti ne parlo qui (dateci un'occhiata per il gnocco brasiliano che merita approfondimenti), ma fa sempre piacere riaverne un altro: così facendo mi vizierete troppo ma va be' in fondo sono un principe per cui è lecito o no? Ma anche no!
Passiamo dunque a rispondere alle domande della cara Sally:
  • Puoi salvare solo tre capolavori della letteratura mondiale di tutti i tempi. Chi scartare? Praticamente con questa domanda entro in panico: ma come si fa a scegliere? Non riuscirei a scegliere con i libri, e da indeciso e insicuro cronico finirebbe che accadrebbero una marea di catastrofi nucleari, disastri naturali ed io non sarei ancora riuscito a sceglierne nemmeno uno. Sono incorreggibile! -_-'
  • Un giorno, un essere misterioso apparendoti ti svela che sei destinato a vivere innumerevoli volte la tua vita, così come tu stesso ora la stai vivendo. Cosa gli risponderesti? Prima o dopo il mio vaffa? Sul serio, a parte gli scherzi, già la mia vita così è un incubo; ripeterlo all'infinito mi sembra l'inferno. No grazie, preferisco rinascere e cominciare tutto dall'inizio, magari bello, stronzo e zoccolo che in questa vita sono solo un idiota, cesso e con una vita sessuale inesistente.
  • La poesia più bella che tu abbia mai letto. Il più bello dei mari | è quello che non navigammo. | Il più bello dei nostri figli | non è ancora cresciuto. | I più belli dei nostri giorni | non li abbiamo ancora vissuti. | E quello | che vorrei dirti di più bello | non te l'ho ancora detto. (da Lettere dal carcere a Munevvér, 1942, in Poesie d'amore). Questa poesia di Nazim Hikmet l'avevo persino ricopiata nel giorno di un San Valentino di qualche anno fa in un sms che inviai a RdS con l'aggiunta finale di una mia frase, purtroppo non capì, come al solito (conservo ancora tutti gli sms nel vecchio cellulare, i miei e i suoi perché sono un po' masochista e perché non ce la faccio a cancellare come se niente fosse quello che io ho provato, come se non fosse mai accaduto) e parafrasando una canzone famosa "Che male al cuore. Se a colpirti è davvero l'amore..." quando più in là, l'ha dedicata al suo fidanzato (uomo fortunato) mi ha fatto male ma allo stesso tempo è stato un gesto dolcissimo e molto bello, che indipendentemente dal fatto non fosse rivolto a me ma a qualcun altro, è stato un bel gesto d'Amore che ho apprezzato tantissimo.
  • E la canzone che un giorno vorresti dedicare al tuo o alla tua amata. Ovunque proteggi di Vinicio Capossela e su questo blog lo feci a suo tempo e comunque non accadrà più, non a me, non in questa vita che volge ormai al termine.
  • La parola più bella? Amore e non dico altro.
  • Il luogo che meriterebbe di essere visitato almeno una volta nella vita? L'oceano.
  • Il tuo prossimo obiettivo? Rispondere a queste domande, poi sopravvivere.
  • I programmi sul PC di cui non potresti fare a meno. Non saprei, probabilmente i programmi di videoscrittura.
  • Hai mai fatto acquisti online? Se sì, quali siti potresti consigliare ai tuoi lettori? Sì, ho usato ibs per acquistare dei libri che non erano disponibili in libreria.
  • Credi che sia più interessante la vita che conduce un uomo o quella di una donna? Non saprei, non sono Tiresia e se fosse possibile dovresti chiederlo a lui.
  • Passiamo a qualcos'altro  alcuni giorni fa ho letto un post interessante che mi ha parecchio fatta riflettere, perfino i commenti mi hanno portato ad una profonda e sana riflessione. Adesso, ti propongo QUI questo post. Qual è la tua posizione in merito? "ad oggi se c'è qualcuno che ha imposto un " prezzo" ai suoi sentimenti è stata lei non io", non conosco questa persona e lungi da me fare il moralista, secondo me anche lei ha imposto un prezzo ai suoi sentimenti: alla fine il traditore è rimasto con lei, l'amante, ma se così non fosse successo? Se fosse rimasto con la moglie, sarebbe ancora così "serena"? Sono dell'avviso che certe situazioni sarebbe meglio evitarle, non per questione di moralismo e perbenismo, ma per una questione di rispetto verso sé stessi.
Risposto alle domande, dovrei citare dei blogger ma causa problemi vari non riesco ad aggiornare il blog con la frequenza che vorrei e già per scrivere questo post ho sottratto tempo alle mie incombenze (e probabilmente poi mi sentirò pure in colpa per averlo fatto!), motivo per cui non visito i vostri blog da un po' (perdonatemi!), infatti l'unico svago che mi concedo è un po' di cazzeggio su twitter, quindi per questa volta nomino tutti i lettori che vorranno partecipare a questa iniziativa, me ne torno alle mie incombenze imposte e alla mia bruttissima estate. Dovrei pianificare il futuro, dovrei studiare e fare una marea di roba; ma vuoi che le leggi di Murphy e connessi mettono il loro zampino, vuoi che ho il morale sottoterra, vuoi che soprattutto non posso disporre del mio tempo come mi pare e piace e il gioco è fatto! Perché come dice la mia amata Levante senza troppi francesismi: Che vita di merda! Oh, yes!

venerdì 19 luglio 2013

Lascio scivolare via dalle mie mani


Lascio scivolare via dalle mie mani la mia vita.
Ogni giorno che passa ne perdo un pezzo.
Non ne sono più il padrone indiscusso,
stretto in un ruolo che non mi si addice,
ci si aspetta da me che snaturi il mio essere.
Si fa leva sui miei sensi di colpa,
sulla mia inadeguatezza,
sulla mia insicurezza,
sul mio dolore,
sulla mia infelicità.
Io mi sono arreso da tempo:
non ho più le forze per oppormi.
Sono stanco, tanto stanco.
Sono esausto.

A che pro ribellarsi?
A che pro sognare?
A che pro illudermi che possa cambiare tutto?

Non sono più padrone di me stesso,
del mio tempo, 
del mio corpo,
dei miei pensieri,
dei miei sentimenti, 
della mia anima, 
del mio cuore.

Senza riguardo senza pietà senza pudore 
mi drizzarono contro grossi muri. 
Adesso sono qua e mi dispero. 
Non penso a altro: una sorte tormentosa; 
con tante cose da sbrigare fuori!
Mi alzarono muri, e non vi feci caso. 
Mai un rumore una voce, però, di muratori.
Murato fuori del mondo e non vi feci caso.
Costantinos Kavafis - I muri (1986)

Ho lasciato che mi costruissero delle mura attorno,
ma, a differenza di Kavafis, 
ho smesso di provare pietà per me stesso tanto tempo fa.
Ho smesso di disperarmi da un po'.
Mi sono rassegnato.
Quando mi crolleranno i muri  addosso, seppellendomi,
il cerchio si chiuderà per sempre.


Mai, mai, mai mi perdonerei
Mai... ho tagliato i capelli da sola
Mai... mi sento una persona nuova
Ho messo le scarpe da sera
E sembrerò seria e sembrerò in vena
Shalalà che gioia mi dà
Stare in mezzo alla ressa 
Si parla di festa
Tu ru ru, berrei volentieri un caffè
Mi pestano i piedi da un'ora
Ho le scarpe da sera ma no, non sono in vena

Corre l'anno 2013, in mano alcolici... e niente più

Che vita di merda!
Ma che cosa c'entra il bon ton?
Ho riso per forza ho rischiato di dormirti addosso
Stronzo, tanti auguri ma non ti conosco

A, E, I ,O ,U Y ... se ora parte il trenino mi butto al binario
Guarda là, c'è uno in mutande e papillon
Dov'è il proprietario di casa
L'imbarazzo è palese ma sono cortese

Corre l'anno 2013, in mano alcolici... e niente più

Che vita di merda!
Ma che cosa c'entra il bon ton?
Ho riso per forza ho rischiato di dormirti addosso
Alfonso, tanti auguri ma non ti conosco
Tanti auguri ma non ti conosco...

Che vita di merda!
Ma che cosa c'entra il bon ton?
Ho riso per forza ho rischiato di dormirti addosso
Alfonso, tanti auguri ma non ti conosco

Levante (Alfonso - Album: Manuale Distruzione - Anno: 2013)

giovedì 4 luglio 2013

Meglio così!?


Acqui Terme, 11 giugno 2013 ore 22:15

La fatidica domanda tanto attesa, quella che mancava all'appello, eccola che è arrivata in calcio d'angolo, di soppiatto e a tradimento. Girava nell'aria da un po' ma non avevo mai dato appigli per rivolgermela, eppure questa sera a cena è arrivata. Me l'ha chiesto la signora bionda di Ovada, quella che è sola come un cane: anni e anni a sopportare un marito-padrone a cui ha perdonato le numerose scappatelle extraconiugali con le prostitute e poi ha detto basta, separandosi, con un pessimo rapporto con il figlio sposato. Alla fine me l'ha chiesto: ma lei non parla mai della fidanzata, eppure è così un bel ragazzo... Dopo un secondo di smarrimento, ho farfugliato una risposta plausibile condita da mezze bugie, mezze omissioni e mezze verità. Potevo dirle che colleziono amori sbagliati? Potevo dirle che ho il grave difetto per il quale mi innamoro follemente di gente che se ne sbatte altamente di me e dei miei sentimenti? Potevo dirle che mi trovo qua perché pensavo di riuscire a fare un primo passo per provare a costruire un qualcosa insieme? Potevo dirle che la supplenza mi è arrivata tardi rispetto ai tempi che ritenevo fossero giusti? Non so fin quando avrebbe capito. Non so se mi avrebbe ancora definito un così bel ragazzo se le avessi detto che son gay e che mi piace un uomo che ha una ventina d'anni più di me e che ora è felicemente fidanzato. Avrei anche potuto provarci ma a che pro? I ragazzi di seconda mi hanno sfinito e anche il loro scrutinio oggi pomeriggio non è stato da meno, chi me lo fa fare ad essere sincero al 100% con un'estranea? La signora di Chiavari da brava tempra ligure mi ha semplicemente detto: meglio così! Io non lo so se sia veramente meglio così, provo a convincermi tutti i giorni, ma non ne sono ancora tanto sicuro. La cosa che più mi fa male è il fatto che secondo me non ha mai capito che i miei sentimenti erano sinceri e non frutto di un mero capriccio. Dovevo capirlo che non ero alla sua altezza. Ho comunque la coscienza a posto: non ho sensi di colpa o altro. Forse avrei potuto prendere la valigia e usare il mio piccolo fondo per le emergenze, ma non volevo imporgli la mia presenza, se solo me lo avesse chiesto sarei partito senza pensarci due volte. Non l'ha fatto, ed io non ho insistito, per cui... probabilmente non avrei risolto nulla: da quando sto qui ad Acqui non ho smesso di cercare lavoro ed ho il curriculum sempre dietro, ma a dire il vero non c'è nulla. E per quel poco che ho visto non ho i requisiti e/o l'esperienza necessaria, d'altronde quando non si è un granché in niente e non si ha né arte e né parte, non ci si può mica aspettare molto e né ovviamente pretendere l'impossibile. È che io non capisco, sul serio, non capisco cosa sbaglio, sempre se sbaglio qualcosa. Non capisco cosa ci sia di sbagliato in me. In fondo non mi sembra di chiedere la luna: vorrei solamente una persona che mi amasse sul serio per quello che sono, che mi facesse battere il cuore ogni giorno come se fosse il primo giorno, che mi completasse, che mi facesse sentire al sicuro e allo stesso tempo mi spronasse ad essere coraggioso e a tirare ogni giorno il meglio che c'è in me, qualcuno che pensasse che stare con me rende la vita ancora più bella, che volesse percorrere la vita insieme a me, mano nella mano, che volesse invecchiare con me... Non credo che esiste qualcuno o qualcuna del genere per me, ormai mi sono rassegnato. I complimenti ormai son per lo più di circostanza, altrimenti se fossero veri perché nessun* ci prova con me? Io son stanco dei due di picche, a dirla tutta son stanco di tante cose: partendo dal cercare il/la principe/principessa azzurro/a fino ad arrivare ad aspettarlo/a. Vorrei essere felice e invece mi sembra di capire che anche la felicità è solamente una gran botta di culo, io ce ne ho abbastanza, per non dirne troppo, fisicamente parlando, ma metaforicamente parlando son piatto come una pianura. Praticamente a furia di praticare pensionati ultrasettantenni e ultraottantenni, non faccio che lamentarmi di tutto e di più, credo, inoltre, di aver esaurito le mie scorte di positività e di ottimismo, in pratica dalla padella alla brace. Sto uno schifo e me ne rendo perfettamente conto.


À quoi ça sert l'amour?
On raconte toujours
Des histoires insensées
À quoi ça sert d'aimer?

L'amour ne s'explique pas!
C'est une chose comme ça!
Qui vient on ne sait d'où
Et vous prend tout à coup.

Moi, j'ai entendu dire
Que l'amour fait souffrir,
Que l'amour fait pleurer,
À quoi ça sert d'aimer?

L'amour ça sert à quoi?
À nous donner de la joie
Avec des larmes aux yeux...
C'est triste et merveilleux!

Pourtant on dit souvent
Que l'amour est décevant
Qu'il y en a un sur deux
Qui n'est jamais heureux...

Même quand on l'a perdu
L'amour qu'on a connu
Vous laisse un goût de miel
L'amour c'est éternel!

Tout ça c'est très joli,
Mais quand tout est fini
Il ne vous reste rien
Qu'un immense chagrin...

Tout ce qui maintenant
Te semble déchirant
Demain, sera pour toi
Un souvenir de joie!

En somme, si j'ai compris,
Sans amour dans la vie,
Sans ses joies, ses chagrins,
On a vécu pour rien?

Mais oui! Regarde-moi!
À chaque fois j'y crois!
Et j'y croirai toujours...
Ça sert à ça, l'amour!
Mais toi, t'es le dernier!
Mais toi, t'es le premier!
Avant toi, y avait rien
Avec toi je suis bien!
C'est toi que je voulais!
C'est toi qu'il me fallait!
Toi qui j'aimerai toujours...
Ça sert à ça, l'amour!

Édith Piaf e Théo Sarapo in À quoi ça sert l'amour (1962)

lunedì 1 luglio 2013

Quelle acque scure, torbide e impetuose...


Acqui Terme, 10 giugno 2013

Oggi ho terminato le lezioni con le mie bestioline di secondo, mi hanno fatto dannare l'anima perché sono ciucci presuntuosi e per giunta polemici, senza dimenticare il fatto che sono maleducati, vivaci e ovviamente molto immaturi. Con loro ho avuto pochissime lezioni, per la precisione cinque, e posso dire con cognizione di causa che me le sono sudate tutte. Tra infarti, battute di (poco) spirito, prontezza di riflessi, ragazzi di altre classi che mi rompevano le scatole col permesso dei colleghi entrando nella mia aula mentre facevo lezione o interrogavo, io che non credevo di avere tutta quella voce per urlare e cazziarli come si deve... posso dire di essere sopravvissuto. Quando le mie bestioline m'hanno chiesto con occhi imploranti se l'anno prossimo avrei ancora sostituito la loro insegnante, sono stato un perfetto stronzo rispondendo che non dipendeva da me (vero!) ma che non avrei accettato neanche morto di supplire di nuovo nella loro classe (falso!). Le mie piccole rivincite me le sono prese, mi dispiace di essere arrivato così tardi e di non aver potuto fare di più perché queste enormi lacune se le porteranno dietro l'anno prossimo, in loro ho visto la mancanza di futuro delle prossime generazioni. Amaramente affermo ciò perché li ho trovati tutto sommato passivi ed eccessivamente vivaci nel modo sbagliato, boh! mi son sembrati dei vecchi dentro. Oggi ho dato anche il mio primo ed unico 3 della mia iniziale carriera da insegnante, agli scrutini la porterò con 4 perché non sa proprio niente di economia aziendale, non sa neanche usare la calcolatrice! Ma poi dico, sei stata assente quasi tutto l'anno ti ricordi all'ultima ora di sabato 8 giugno, penultimo giorno di lezione con loro, che devi essere interrogata e vieni da me che vuoi il programma? Ma sei scema? Credi che in un giorno e mezzo, riesci a recuperare l'intero programma di un anno? Mah! Oggi pomeriggio ho approfittato di un po' più di tempo libero per andare a fare un giro in centro, ma son dovuto scapparmene in "periferia" a causa delle assillanti bestioline dell'altro secondo. Avrei voluto defenestrare anche loro come i miei studenti di seconda! "Passi" gli scherzi, gli sfottò e le prese in giro verso il supplente a scuola, ma al di fuori dell'orario scolastico... 'sti cazzi! E prima di ridurli in polpette a furia di ceffoni, ho preferito fare una lunghissima passeggiata scaccia pensieri bui in zona Bagni, tra il Lago delle Sorgenti, la Grande Piscina, il Fontanino d'Acqua Marcia, l'Acquedotto Romano e l'annesso percorso di due chilometri di passeggiata lungo il fiume Bormida. In fondo sono un principe e sono adulto per cui non posso mica risolvere ogni cosa che non va a furia di schiaffi, anche se li meritavano in pieno. Poi ero incazzato per vari motivi, anche se in minima parte scolastici e per la maggior parte tutto per motivi personali vari. Insomma, sì, avevo bisogno di una lunga passeggiata elimina-incazzature
Quando ho attraversato il ponte Carlo Alberto sul fiume Bormida, ho avuto una sorta di déjà vu emozionale: lo stesso sconforto emotivo, lo stesso stato di prostrazione, la stessa amara delusione di quella volta che attraversai il Ponte di Pietra a Bordeaux, e rimasi a guardare sotto la pioggerellina intensa lo scorrere delle acque della Garonna. Quella stessa voglia di buttarmi nelle acque scure, torbide e impetuose del Bormida così come nel 2008 avevo avuto voglia di buttarmi nelle acque scure, torbide e impetuose della Garonna. La stessa voglia di salire sul parapetto e buttarmi giù in entrambi i casi. In realtà non voglio buttarmi da un ponte, oggi come nel 2008, vorrei invece buttar giù tutto quello che mi fa star male e che mi travolge impetuosamente così come fanno le acque di entrambi i fiumi. Vorrei buttare in quelle acque tutto quel male che mi soffoca, quel dolore che mi si è annidato sotto pelle. Vorrei buttare in quelle acque tutto il mio amore non ricambiato che è andato sprecato... Ma l'amore può essere sprecato come il tempo? Può andare a male? Vorrei che tutto ciò fosse spazzato via dalla forza delle acque, il più lontano possibile da me. Invece niente! Son sempre qui, pesanti come macigni, inamovibili come le montagne. Non capisco perché questi pensieri. Non capisco perché non riesco a fregarmene di tutto e di tutti. Non capisco perché non riesco ad essere superficiale e boh! perché no, non capisco anche perché non riesco a saltellare liberamente da un letto all'altro come fanno la stragrande maggioranza dei gay. Niente da fare: devo essere sempre la minoranza di una minoranza; il diverso dei diversi. Continuo a dibattermi tra l'ansia per il futuro e i momenti di sconforto del presente; sempre con la spada di Damocle del mio passato che pende sul mio capo pronta a trafiggermi o se sono fortunato a decapitarmi. Riuscirò mai ad essere Felice e realizzato sul serio? Riuscirò ad innamorarmi di nuovo? Ho sempre più paura che le risposte siano NO ad entrambe.


Do it, now
You know who you are
You feel it in your heart
And you’re burning with ambition
But first, wait
Won’t get it on a plate
You gonna have to work for it
Harder and harder
And I know
Cause I’ve been there before
Knocking on the doors
With rejection (rejection)
And you’ll see
Cause if it’s meant to be
Nothing can compare
To deserving your dreams

It’s amazing
It’s amazing
All that you can do
It’s amazing
Makes my heart sing
Now it’s up to you

Patience, now
Frustration is in the air
And people who don’t care
Well it’s gonna get you down
And you’ll fall
Cause you will hit a wall
But get back on your feet
And you’ll be stronger
And smarter
And I know
Cause I’ve been there before
Knocking down the doors
Won’t take no for an answer
And you’ll see
Cause if it’s meant to be
Nothing can compare
To deserving your dreams

It’s amazing
It’s amazing
All that you can do
It’s amazing
Makes my heart sing
Now it’s up to you

Don’t be embarrassed, don’t be afraid, don’t let your dreams slip away.
Don’t be scared of using your gift – everybody has a gift.
Never give up, never let it die,
Trust your instincts, and most importantly…
You’ve got nothing to lose, so just go for it!

It’s amazing
It’s amazing
All that you can do
It’s amazing
Makes my heart sing
Now it’s up to you

It’s amazing
It’s amazing
All that you can do
It’s amazing
Makes my heart sing
Now it’s up to you

Jem (It's Amazing - Album: Down to Earth - Anno: 2008)

giovedì 27 giugno 2013

Così vicini, così lontani


Acqui Terme, 31 maggio 2013 ore 20:37

Sono stati giorni frenetici, anche se ho avuto pochissime occasioni per navigare sul web, e in genere quando l'ho fatto è stato principalmente per la scuola, ho preferito mantenere le distanze per disintossicarmi un po', complice il fatto che qui becco solo reti protette e/o zone con wifi assente o, come nel caso della biblioteca civica locale che è sprovvista di wifi causa piccolo incidente di percorso (ergo non ho capito se sono stati dei vandali o un semplice incidente, ma per “errore” hanno strappato la fibra ottica e ora la stanno rimettendo).
Il lavoro mi assorbe molto, complice l'inesperienza che mi vede nei panni di docente supplente di economia aziendale, io che ho sempre pensato meglio morto che insegnare questa materia! E invece... eccomi qui! Complice un amore andato a male, ma l'Amore può andare a male come i sottaceti scaduti? Questa volta non c'entra l'Amore, è una questione di sopravvivenza perché devo voltare pagina, mi è arrivata quest'occasione e l'ho colta al volo, senza pensare alle conseguenze in caso ce ne fossero. Diciamo che è stata una specie di scelta fatta pensando “egoisticamente” per me, o per lo meno è vagamente assimilabile a quella, la prima dopo tanto tempo.
Il lavoro di insegnante mi piace e sembra assurdo non è neanche male insegnare economia aziendale, ma mi rendo conto delle grossi lacune che possiedo e che, se volessi intraprendere questo mestiere, devo assolutamente colmare. Acqui Terme è una cittadina graziosa, né troppo grande, né troppo piccola, vivibile, ma ahimè non mi sento ancora a Casa, probabilmente perché non ho ancora raggiunto un mio equilibrio precario, in parte per l'alloggio che non è il massimo (ma sono in stanza singola a pensione completa con 3 pasti a 38€ al giorno, in pieno centro cittadino, più conveniente di così non c'è niente!) e ma i sacrifici bisogna pur farli, spero solo di non andare troppo sotto con le spese, vuol dire che intaccherò un po' il mio “fondo delle emergenze”, in fondo è per un valido motivo e non un capriccio e poi alla fin fine, la sto prendendo come una vacanza da me stesso e credetemi vivere con me è una faticaccia. Ieri ho fatto quasi le tre del mattino lavorando per essere al meglio in questo lavoro e verso le sei e mezza ero già sveglio, incurante che oggi fosse il mio giorno libero, ma domani mattina ho un compito in classe piovuto dall'alto, pardon non è proprio un compito in classe ma una verifica delle competenze cioè per vedere cosa sanno o non sanno fare i ragazzi. A dire il vero mi sono buttato a capofitto nel lavoro per non pensare, per mandare via tutto. Dovrei finire di correggere la riclassificazione di un bilancio, la mia studentessa ha fatto un macello, ma la professoressa titolare vuole che sia una sufficienza, per cui dovrò fargliela raggiungere, dovrò anche dirle che l'esercizio non le poteva mai quadrare perché s'è confusa ed ha preso i dati da due esercizi differenti. Ora sto scrivendo al pc, chissà mai se lo pubblicherò nel blog e quando lo farò, rubando spazio al lavoro perché ne sentivo il bisogno. Magari se lo metto qui, sotto forma di bit e di byte, mi lascia stare. Il fatto è che non appena smetto di occuparmi della quotidianità: prima la ricerca di un alloggio più economico, la scuola, i colleghi, gli studenti di quarta che adoro, gli studenti di seconda che scaraventerei dal balcone volentieri, gli scrutini, l'immancabile collega stronzo testa di ca**o, l'accento piemontese che mi piace da impazzire, l'albergatore che non si ricorda il mio cognome e pur di non richiedermelo mi chiama professore, mettendomi un po' in imbarazzo ma alla fin fine mi lusinga, o di quanto mi riempie il piatto perché oggi è uscito presto ed è tornato tardi, ha lavorato di più e deve mangiare di più!, gli altri ospiti della pensione che racchiudono un vagone di umanità, intesa come esperienza, roba da scriverci post chilometrici da riempire almeno dieci blog come il mio, la signora ligure a cui ho ceduto la mia prima camera dalla quale vorrei essere adottato e che mi fa credere che le nonne da mulino bianco esistono veramente e che solo a me è capitata una rompiscatole intimamente nazi ma ferventemente cattolica, ecc. potrei continuare l'elenco all'infinito! Dicevo, quando smetto di pensare a tutto ciò, quando smetto di bearmi della bellezza del posto, ecco che poi ho un piccolo cedimento. Qualcuno potrebbe pensare che sia nostalgia della mia famiglia, in realtà è altro.
Lo scrivo qui, sperando che si perda nella marea di chiacchiere precedenti, io sto bene, sul serio! Addirittura in qualche momento mi sembra di essere morto e di stare in paradiso tanto che mi coccolano, perché ad un principe non si può dire mai di no,  il fatto è che... mi manca. L'ho detto, finalmente! L'avrei voluto al mio fianco in questa mia esperienza, tutto qua. In qualsiasi ruolo, anche come amico, l'avrei voluto al mio fianco. Avrei voluto che ci fosse quando salvavo il mio lavoro al pc questa notte alle tre del mattino, che mi abbracciasse forte e mi desse una pacca sulla spalla per l'ottimo lavoro svolto. Ecco, io l'abbraccio e la pacca me li sono dati lo stesso da solo, ma boh! Secondo me se te li dà dal vivo chi ti sta veramente a cuore è tutta un'altra cosa. Il fatto di essere così vicini ma allo stesso tempo così lontani... Vorrei chiamarlo per dirgli ehi perché non ci vediamo, così facciamo quattro chiacchiere dal vivo? Ma poi penso che potrebbe equivocare e nuocere ad entrambi e allora meglio di no, meglio evitare altro possibile dolore. Non so quanto mi ci vorrà per far sparire tutto ciò, di certo anche qui non riesco a togliermelo dalla testa, però almeno non lo sogno più e mi sembra già un buon punto di partenza. Quanto tempo impiegherò per sfrattarlo dal mio cuore? Magari con un Amore ancora più Grande di lui, riuscirei a farlo in fretta. Se ci fosse qualcuno che me lo facesse dimenticare subito, e invece... anche chi potrebbe forse riuscirci neanche ci prova, uff! Non so se sono io che non sono ancora pronto o se qui la fauna locale lascia molto a desiderare, anche per chi come me è un fan del brizzolato e/o dell'uomo un po' maturo. Ogni volta che mangio qui in albergo, sbircio sempre i nuovi arrivati, sperando di beccarne qualcuno carino e interessante ma invano. D'altronde da una città di terme che ci si può aspettare? L'età media è parecchio elevata e faccio fatica a trovare gente della mia età, nonostante ami conversare amabilmente con le signore, mi piacerebbe anche confrontarmi con qualcuno che sia un po' nella mia stessa situazione. Come al solito sono sempre quell'elemento alieno del paesaggio. Quindi, mi ritrovo un po' tra due fuochi di intoccabili: gli studenti delle superiori e i pensionati. Qualche turista carino qua e là c'è, anche qualche acquese ma tutto nella norma, niente da farmi perdere la testa tranne il bidello. Carini sono un giovane professore dall'occhio azzurro-grigio ghiaccio e capelli non troppo lunghi sul brizzolato e un interessante giovane professore orsetto moro che non calcola nessuno (ma quanto diamine cambio diametralmente di gusti io? Grazie che poi il principe azzurro non lo becco manco a pagarlo a peso d'oro!). Tra i miei studenti salvo solo un ragazzo che ha le mie stesse iniziali e che domani devo rivoltarlo come un calzino per portarlo alla sufficienza ma non dovrebbe essere difficile dato che parte da un cinque e mezzo, ma è così lontano dal provocarmi passioni erotiche forti così come me li dava  OcchiVerdePratoSuiQualiMiRotolereiConTe, di cui ignoro completamente la sua sorte. OcchiVerdi io sarei ancora single, se vuoi approfittare ed aiutarmi a dimenticare... Però il mio studentello, piacerebbe di sicuro al mio twitter-marito e ad altri lettori, ma per interessarmi ne deve scorrere di acqua sotto i ponti, però se matura tra una decina d'anni me lo spupazzerei volentieri. Per il resto anche l'ascendete che ha su di me la caratteristica di essere piemontese non fa più tanto presa, anche se l'unico che mi fa sbavare, come dicevo, e che farebbe venire un mancamento anche a Chagall e ad una grossa fetta dei miei lettori, è il bidello: alto, brizzolato, occhi chiari, magro ma non troppo, muscoloso ma non troppo, accento piemontese, mani grandi e venose, gentile, forte, che infonde sicurezza, proprio un bell'uomo, bel sedere e secondo me pure dotato lì sotto, ma figurati se è gay! E se anche lo fosse, un bono così non può essere zitello, men che meno può notare uno come me: una calamita per chi ha un forte istinto materno-nonnesco. Comunque devo guardargli meglio le mani ma mi sembra che non abbia la fede. Chi mi conosce un po', sa che quando parlo di ragazzi in questo modo è perché mi manca tantissimo chi mi piace. Il cervello non mi aiuta e lo dimostra il fatto che ho conosciuto la gemella separata dalla nascita di Velia, ad eccezione dell'accento piemontese e che è più alta della mia amica. Ogni volta che la incrocio mentre corro da un istituto all'altro sembra di vedere Velia.
Va be' ho scritto tantissimo, però almeno mi sento meglio e questo è l'importante, il resto verrà da sé o almeno credo, boh! Riprendo a lavorare che è tardi, anzi no, vado a letto e mi alzo domani mattina presto, tanto il camion della nettezza urbana mi sveglia sempre per cui... ma avevo bisogno di queste due orette di riflessioni tutte per me.


Con toda palabra
Con toda sonrisa
Con toda mirada
Con toda caricia

Me acerco al agua
Bebiendo tu beso
La luz de tu cara
La luz de tu cuerpo

Es ruego el quererte
Es canto de mudo
Mirada de ciego
Secreto desnudo

Me entrego a tus brazos
Con miedo y con calma
Y un ruego en la boca
Y un ruego en el alma

Con toda palabra
Con toda sonrisa
Con toda mirada
Con toda caricia

Me acerco al fuego
Que todo lo quema
La luz de tu cara
La luz de tu cuerpo

Es ruego el quererte
Es canto de mudo
Mirada de ciego
Secreto desnudo

Me entrego a tus brazos
Con miedo y con calma
Y un ruego en la boca
Y un ruego en el alma

Lhasa de Sela (Con Toda Palabra - Album: The Living Road - Anno: 2003)

Con tutte le parole,
con tutti i sorrisi,
con tutti gli sguardi,
con tutte le carezze,

mi accosto all'acqua
bevendo il tuo bacio
la luce del tuo viso,
la luce del tuo corpo.
È una preghiera amarti,
è il canto del muto,
lo sguardo del cieco,
il segreto svelato.

Mi consegno alle tue braccia,
con timore e con calma,
con una preghiera sulla bocca,
con una preghiera nell'anima.


martedì 25 giugno 2013

A casa


Son tornato a casa venerdì sera, una settimana esatta dopo che ho finito di lavorare ad Acqui Terme, mai come questa volta ho desiderato di tornare presto a casa e invece prima di farlo mi son fermato un po' di giorni da mio fratello in Toscana. È un mese esatto che non aggiorno il blog, eppure di cose da raccontare ce ne sono state tante ma complice il non avere una connessione internet affidabile e vagamente veloce, ho finito per scrivere alcuni spunti di riflessione sul mio pc. Non so ancora se li condividerò qui sul blog, a dire il vero non so nemmeno perché non ho aggiornato il blog appena sono arrivato. A dire il vero non ho ancora metabolizzato l'esperienza, nel senso che non so con quale etichetta bollarla, di certo non è andata come avrei voluto in origine che andasse, ma quella è tutta un'altra storia. Così come, ho sperato che quest'esperienza mi desse una scossa e fosse un'esperienza taumaturgica un po' come lo fu nel 2008 Bordeaux, ma così non è stato per vari motivi. Oddio, scritto così sembra che quest'esperienza lavorativa sia stata nettamente negativa e invece tutto il contrario, direi molto positiva però... sì, insomma c'è sempre un però e non so ancora se sia il caso di districarlo qui sul blog, rendendolo pubblico, o tenermelo tutto per me, condividendolo al massimo con pochi eletti. Ci penserò, ma probabilmente li copio&incollerò con forse al massimo qualche modifica, giusto per non far venire strane idee a qualcuno. Ancora non posso pensare al fatto che quando me ne sono andato da Acqui ho avuto una forte sensazione di sollievo, di solito ogni volta che torno a casa è uno strazio per il dispiacere di lasciare quei luoghi per ritornare alla mia triste vita nel Regno; questa volta tutto il contrario tant'è che mi è venuto il pensiero che fosse arrivata la fine del mondo, però son bastati un paio di giorni e la mia voglia di fuggire via è tornata a galla, anche se in maniera e sotto una forma completamente diversa, di cui forse ne parlerò più in là; ma è un po' difficile fuggire da chi ci fa stare male, soprattutto quando chi ci fa stare male viene via con te ovunque tu decida di andare. Va be' son tornato, non so per quanto mi fermerò e quando ripartirò; intanto il blog riprende a vivere, magari mi aiuterà a chiarire tanti pensieri che al momento mi restano confusi e oscuri in testa perché capirsi e conoscersi è una faticaccia pazzesca più di tenere a bada un branco di studenti adolescenti e rompiscatole. Già mi pesa il fatto di essere di nuovo disoccupato, uff!


Ps di servizio: ho appena cancellato due commenti che non c'azzeccavano un tubo col mio blog: il primo pubblicizzava una pseudo cura per cuori spezzati in un italiano altrettanto stentato, la seconda che si lamentava di essere stata truffata da una persona che non conosco e che rasentava il reato di diffamazione, esiste la magistratura e le forze dell'ordine per combattere i truffatori. Qui vige la libertà di parola fin quando non si ledono i diritti degli altri, il mio blog è un po' casa mia e non permetto che si sporchi dove c'è pulito.